L’Italian Sounding continua a rappresentare una delle principali minacce per il Made in Italy agroalimentare. Secondo un’analisi di Coldiretti, il fenomeno provoca un danno complessivo di 42 miliardi di euro, tra i 40 miliardi generati dai prodotti falsamente italiani realizzati negli Stati Uniti e altri 2 miliardi legati all’utilizzo della normativa sull’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, che consente di commercializzare come italiani prodotti ottenuti da materie prime straniere dopo una lavorazione minima.L’analisi è stata presentata in occasione della giornata inaugurale del Summer Fancy Food di New York, dove Coldiretti ha allestito uno spazio espositivo dedicato alla denuncia delle contraffazioni alimentari e alla promozione delle eccellenze agroalimentari italiane.I rischi dell’Italian SoundingSecondo Coldiretti, il fenomeno non rappresenta soltanto un grave danno economico per gli agricoltori italiani e per l’export nazionale, ma costituisce
Si conferma forte l'interesse dei giovani per Generazione Terra, la misura promossa nell'ambito delle iniziative del Ministero dell'Agricoltura e gestita da ISMEA per favorire l'insediamento di nuovi imprenditori agricoli e sostenere l'ampliamento della base fondiaria delle aziende condotte da giovani. La misura, aperta lo scorso 22 aprile, si inserisce nel quadro delle politiche promosse dal Governo Meloni a sostegno del ricambio generazionale nel settore primario.Alla chiusura dello sportello telematico, avvenuta il 19 giugno scorso, sono state presentate 256 domande, per un valore complessivo di richieste di finanziamento di oltre 115 milioni di euro, rispetto agli 80 milioni disponibili della scorsa edizione.La maggior parte delle risorse sul patto di riservato dominio
Coop cambia guida, archivia il 2025 con un Bilancio all’insegna della solidità e annuncia l’avvio di una nuova stagione che punta al rafforzamento in uno scenario competitivo in grande e veloce cambiamento. Nel 2025 il giro d’affari complessivo raggiunge i 17 miliardi di euro; oltre 15,1 miliardi sono sviluppati solo dalla parte retail; complessivamente la rete, forte di 2237 punti vendita, copre 18 regioni. Confermato il dato occupazionale (58.000 dipendenti con una presenza di occupazione femminile pari a oltre il 71% con quasi il 46% di donne in ruoli direttivi) e la numerica della base sociale; 6,2 milioni di soci aderiscono a 67 cooperative di consumatori.Le performance del 2025La quota di mercato si attesta nel 2025 sul 10.9% con una variazione di -0,1% rispetto all’anno precedente: Coop è posizionata tra le prime tre insegne della grande distribuzione italiana. Consolidata anche nel corso del 2025 l’offerta del Prodotto a Marchio Coop che, dopo la fase di
Bene il piano ambizioso – come quello che ha delineato il Parlamento Ue – di una PAC autonoma e adeguatamente finanziata, ma per tradurre questo progetto in realtà servono un coordinamento e una volontà politica senza precedenti. Lo ha detto il Segretario Generale di Farm Europe, Luc Vernet, intervenendo in un'audizione pubblica di fronte alla ComAgri del Parlamento Europeo.Un piano autonomo, non un semplice capitoloPer l'associazione, il modo più efficace per evitare approcci contraddittori è garantire la piena autonomia della PAC rispetto al quadro finanziario generale. Il Parlamento Europeo ha già compiuto un primo passo, trasferendo la maggior parte degli articoli chiave all’interno del regolamento PAC, ma secondo Farm Europe occorre andare oltre, istituendo un piano autonomo — non un semplice capitolo — dotato di proprie regole di
Più risorse per la PAC, difesa della reciprocità commerciale e una strategia di tutela comune per i prodotti DOP e IGP. Il Vertice Intergovernativo Italia-Francia di Antibes si chiude con un asse agricolo Roma-Parigi fortemente rilanciato, finalizzato a fare sponda comune a Bruxelles in vista dei prossimi negoziati europei.Nessun taglio alla PACIl bilaterale a Villa Thuret tra il Ministro dell'Agricoltura italiano, Francesco Lollobrigida, e la controparte francese Annie Genevard - inserito nella cornice del summit guidato dalla Premier Giorgia Meloni - ha messo al centro la Politica Agricola Comune (PAC). Per le due potenze agroalimentari la linea è chiara: la PAC è un asset strategico intoccabile e non si presterà a tagli di bilancio, dovendo anzi garantire fondi adeguati per transizione climatica e stabilità dei mercati.Sul fronte del commercio internazionale, i due Paesi hanno ribadito il
Andrea Galli è stato confermato Presidente dell’Anacer, l’Associazione che riunisce gli operatori nazionali che svolgono l’attività commerciale di importazione, esportazione e all’ingrosso di cereali, semi oleosi e prodotti derivati. Il Presidente sarà coadiuvato dai Vicepresidenti Giorgio Dalla Bona e Niccolò d’Andria. “Contiamo di continuare il lavoro finora svolto” ha affermato Andrea Galli “consolidando i già buoni rapporti con gli altri attori della filiera e le Istituzioni nazionali e, attraverso il Coceral con quelle europee”.Giorgio Dalla Bona ha sottolineato l’importanza della partecipazione attiva ai tavoli di lavoro europei per contribuire affinché i regolamenti di Bruxelles siano attuabili dalle imprese. Niccolò d’Andria ha rimarcato la necessità di avvicinare sempre di più le nuove generazioni al settore del commercio cerealicolo attraverso l’attività dell’Associazione.Il nuovo Consiglio DirettivoIl nuovo Consiglio Direttivo dell’Associazione Nazionale Cerealisti sarà
A dieci anni dalla scoperta del primo focolaio europeo di Xylella fastidiosa, la Puglia torna al centro del dibattito scientifico internazionale ospitando la quinta Conferenza europea dedicata al batterio, organizzata dall'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). Fino al 25 giugno, Mola di Bari accoglierà circa 400 tra ricercatori, esperti, rappresentanti delle istituzioni, decisori politici e operatori del settore provenienti da tutta Europa e da numerosi Paesi extraeuropei per confrontarsi sui più recenti risultati della ricerca e sulle strategie future per il contrasto al patogeno. Nel corso della conferenza saranno presentati gli ultimi studi sulla resistenza dell'olivo, sul controllo biologico della malattia, sulla gestione degli insetti vettori e sui modelli epidemiologici utilizzati per prevedere la diffusione del batterio.Intanto sulla gestione della Xylella è tornato anche il ministro per l'Agricoltura Francesco Lollobrigida, annunciando l'imminente nomina di un commissario che avrà il compito di accertare quanto accaduto e se l'emergenza potesse essere gestita in altro modo. “Una volta che il ColtivaItalia sarà approvato dal Senato, verrà individuato il commissario, seguendo i criteri previsti" ha spiegato.
Servono interventi urgenti a sostegno della filiera olivicolo-olearia italiana, oggi alle prese con la crisi dei prezzi, le difficoltà di collocamento del prodotto e il crescente accumulo di scorte. E' quanto chiede l’Associazione Italiana Coltivatori in una lettera inviata al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e al Sottosegretario di Stato, Patrizio Giacomo La Pietra.“Chiediamo risposte rapide e coordinate per evitare che la tensione sui prezzi si scarichi sulle imprese più esposte e finisca per compromettere la capacità produttiva di intere aree olivicole”, dichiara il Presidente nazionale dell’AIC, Giuseppino Santoianni.Necessarie misure di breve e medio periodoNella lettera, AIC chiede misure di breve e medio periodo: moratoria sui finanziamenti bancari, garanzie pubbliche rafforzate tramite ISMEA e
Si è aperto oggi a Lussemburgo l'Agrifish, il tavolo che riunisce i ministri dell'Agricoltura e della Pesca dei Paesi membri. L'appuntamento si divide su due giornate e affronta una serie di temi strategici per il settore: dalla nuova Politica Agricola Comune post-2027 alla sostenibilità della pesca, passando per l'analisi dei mercati e la spinosa questione del caro fertilizzanti. E su molti di questi temi - a iniziare dai fertilizzanti - il confronto è già serrato. L'Italia è rappresentata dal sottosegretario all'Agricoltura Luigi D'Eramo.Pesca sostenibileLa giornata di oggi è dedicata al tema della pesca sostenibile, anche in relazione alle risorse che saranno messe a disposizione dal prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Il commissario europeo Costas Kadis ha anticipato che verranno avviate le discussioni sulle quote di pesca per la nuova stagione, sottolineando l'ambizione di lungo periodo che guida il lavoro dell'esecutivo comunitario: garantire al comparto ittico europeo una
Nessuna intesa sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale, il bilancio europeo che dovrà mettere insieme riarmo del continente, la transizione ecologica e la coesione sociale tra il 2028 e il 2034. Due giornate di trattative non sono bastate a sbloccare il QFP, nonostante la proposta dettagliata, la cosiddetta Negotiating Box", che la presidenza di turno cipriota aveva messo sul tavolo. I leader si sono limitati a registrare passi avanti su alcuni punti, lasciando aperto il nodo più delicato: chi finanzia cosa, e con quante risorse.Adesso il dossier passa alla presidenza irlandese che dovrà presentare una nuova proposta negoziale entro ottobre, con l'obiettivo dichiarato di chiudere l'intesa politica entro la fine del 2026. Intanto però cresce il fronte dei Paesi che chiedono più fondi, e uno dei terreni di scontro è la Politica agricola comuneCome è strutturato il bilancioIl testo cipriota fissa un tetto di spesa complessivo per l'Unione di 1.730.228
Servono misire urgenti per affrontare seriamente la crisi del mercato olivicolo. Lo chiedono all'unisono Cia-Agricoltori Italiani e Coldretti, lanciando l'allarme sulle speculazioni in corso sui prezzi delle olive.Cia in particolare si schiera al fianco delle OP olivicole, con frantoiani e produttori di Puglia, Sicilia, Calabria, Toscana, Lazio, e delle altre regioni italiane più coinvolte, che oggi sono scesi in piazza uniti a Bari, alla Fiera del Levante. A muovere la più ampia mobilitazione nazionale dei settore, la difesa dell’olio EVO Made in Italy, una produzione nazionale annua che varia da 250mila a 360mila tonnellate, con un fatturato di circa 3,2 miliardi di euro: un immenso patrimonio olivicolo-oleario ripetutamente minacciato da logiche speculative, frodi e dinamiche di mercato spesso opache.Necessaria una riforma della filieraIl presidio occasione per ribadire - anche da parte di Cia- che serve una vera riforma della filiera, partendo da misure nazionali come un Sian più evoluto, in termini di analisi e prevenzione. Occorre tutelare tutti i diversi tipi di olivicoltura con interventi differenziati. In particolare, l’olivicoltura orientata
"Ieri la commissione Agricoltura della Camera ha approvato il Ddl Coltivaitalia: un provvedimento storico, il più importante per il settore primario italiano dalla legge Quadrifoglio del 1977. Oltre un miliardo di euro investiti nel triennio 2027-2029 per ridare forza, dignità e futuro all'agricoltura italiana". Lo dichiara Lino Ricchiuti, vice responsabile nazionale del Dipartimento Imprese e Mondi Produttivi di Fratelli d’Italia.Secondo Ricchiuti, però, "Il Governo Meloni non si è fermato a questo. In tutta la legislatura ha già investito 16,8 miliardi di euro nel comparto agricolo. Cifre che la sinistra, quando governava, non ha mai nemmeno immaginato. Quegli stessi che oggi fanno le pulci a ogni provvedimento sono gli stessi che per anni hanno abbandonato le campagne italiane in nome di ideologie green imposte da Bruxelles, lasciando agricoltori, allevatori e pescatori senza tutele né prospettive".Le misure del Coltivitalia
Il Parlamento Europeo ha deliberato di attivare la procedura d'urgenza per approvare un pacchetto di aiuti destinato agli agricoltori colpiti dalla crisi dei prezzi dei fertilizzanti. Il pacchetto si inserisce nel Piano di Azione varato a fine maggio dalla Commissione Europea ha presentato un apposito Piano d'Azione sui Fertilizzanti, il voto di oggi serve a accelerare l'iter di approvazione, l'esame con ogni probabilità verrà calendarizzato nmella seduta plenaria di luglio.Un problema strutturale, prima che geopoliticoLa guerra in Ucraina e la chiusura dello Stretto di Hormuz - con la corsa dei costi energetici e dei prezzi dei ferilizzanti - hanno messo in evidenza quello che è prima di tutto un problemea strutturale dell'agriscoltura europea. Da un lato, infatti, la produzione interna di fertilizzanti è strettamente legata al prezzo del gas naturale. Quest'ultimo, infatti, determina il 60-80% dei costi
Con 560 voti favorevoli, 75 contrari e 25 astensioni, gli eurodeputati hanno approvato un regolamento che modifica le norme UE sull’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli. A fare notizia sono soprattutto le norme che tracci ano un confine netto tra i prodotti di origine animale e i cosiddetti meat-sounding, ma il testo poi introduce nuove disposizioni mirate a garantire che i prezzi finali dei prodotti alimentari riflettano meglio i costi effettivi di produzione e abbiano un impatto diretto sui redditi degli agricoltori. Gli Stati membri saranno tenuti a stabilire e pubblicare online parametri di riferimento da utilizzare negli accordi contrattuali.Il testo rafforza inoltre il ruolo delle organizzazioni di produttori (OP) nell'organizzazione del mercato e nella contrattazione collettiva. Tra le principali novità figurano la possibilità per le OP di negoziare direttamente con gli acquirenti e l'introduzione di norme che impediscono agli acquirenti di aggirare le OP contattando direttamente i singoli produttori. Il regolamento dovrà ora essere approvato dal Consiglio prima che le nuove norme possano entrare in vigore.
Negli ultimi cinquant’anni sono scomparsi 2,4 milioni di ettari di prati e pascoli, una superficie grande quanto la Lombardia, con effetti dirompenti sull’assetto idrogeologico dei territori, sulle attività di allevamento e sulla biodiversità. A lanciare l’allarme è la Coldiretti in occasione della Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità, istituita dall’Onu. Un appuntamento focalizzato quest’anno sul tema dei pascoli e delle terre aride, considerati ecosistemi vitali ma troppo spesso sottovalutati.Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, nel 1970 la superficie agricola a prati e pascoli permanenti ammontava a 5,5 milioni di ettari. Dopo cinquant’anni ne restano circa 3,1 milioni. Un fenomeno che ha ridotto la disponibilità di superfici per l’allevamento, aumentando la dipendenza da mangimi e i costi di produzione. Ne hanno risentito molte produzioni tipiche legate al pascolo, con il rischio di una maggiore omologazione del cibo. Inoltre, ricorda l'organizzazione, solo negli ultimi tre anni gli eventi climatici estremi hanno provocato danni per circa 20 miliardi di euro all’agricoltura italiana.
Gli Stati Uniti annunciano di aver raggiunto un accordo con l'Iran – la firma è prevista per venerdì – ma questi due mesi e mezzo di conflitto hanno lasciato un segno profondo sull'economia globale. Secondo l'ultimo rapporto Oxfam, pubblicato in occasione dell'apertura del G7 di Evian, in Francia, il patrimonio aggregato di 41 miliardari del settore energetico è cresciuto di 23,5 miliardi di dollari dal blocco di Hormuz, ovvero a un ritmo di 300 milioni di dollari ogni giorno. Evidenti le ripercussioni anche nel settore dell'agricoltura: le tre maggiori aziende mondiali specializzate nella produzione di fertilizzanti beneficeranno di un aumento di profitti del 23%, in termini assoluti 928 milioni di dollari. E secondo la confederazione internazionale di organizzazioni non profit, questa crisi - la quinta che ha colpito l'economia mondiale dalla pandemia di Covid - sta aumentando ancora di più le disparità tra ricchi e poveri.Le conseguenze del caro-fertilizzantiIl comparto agricolo si trova al centro degli effetti collaterali del conflitto.