consulente bancario
Agea ha sottoscritto un accordo con ViViBanca e Fagri Finance con l’obiettivo di superare il tradizionale concetto di assistenza alla liquidità per porre il sistema creditizio come motore di generazione di flussi di cassa prospettici e di competitività internazionale. L’accordo si inserisce nel protocollo d’intesa con il settore creditizio, che l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura ha varato a fine 2025, per incentivare l’offerta di prodotti bancari innovativi che offrano condizioni economiche migliorative e ottimizzate rispetto al contesto attuale, in modo da rispettare le esigenze del settore e sostenere la competitività internazionale delle aziende agricole e della filiera agroalimentare.Procedure più veloci grazie all’IAAGEA metterà ViViBanca nella condizione di poter disporre di dati utili a migliorare la qualità delle informazioni e ridurre le asimmetrie informative che storicamente caratterizzano il rapporto tra imprese agricole e sistema del credito. Il protocollo prevede infatti l’adozione di tecniche di analisi avanzate e intelligenza artificiale per semplificare e velocizzare le
Tavolo del riso
"Un grande lavoro comune sinergico per difendere le nostre produzioni, per svilupparle, per creare campagne che possano incentivare il consumo interno dei nostri prodotti straordinari come quello proveniente dalla risicoltura. Noi siamo i primi produttori in Europa". Lo ha dichiarato il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, aprendo al Masaf il Tavolo nazionale del Riso. "Siamo leader mondiali nella qualità su questo eccezionale prodotto, che ovviamente ha bisogno di essere curato anche con un'infrastruttura idonea a garantirgli acqua, per esempio, che è uno degli elementi strategici nella produzione del riso, abbattere i costi energetici dei fertilizzanti". Alla riunione, presieduta dal ministro e dal sottosegretario Patrizio La Pietra, hanno partecipato tutte le associazioni della filiera risicola e la presidente dell'Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba. Al centro del confronto l'impegno del Governo in sede europea, il sostegno all'innovazione, il rafforzamento delle infrastrutture idriche e l'intensificazione dei controlli lungo la filiera da parte dell'ICQRF.
riso risaia
“Tutelare la produzione nazionale di riso è fondamentale per mantenere il primato UE dell’Italia, potendo vantare un inestimabile patrimonio di qualità e di varietà con caratteristiche uniche, molto conosciute e apprezzate in tutto il mondo”. Lo ha sottolineato il Responsabile Riso della Copagri Fulco Gallarati Scotti, intervenendo all’odierna riunione del Tavolo di settore, svoltasi al Masaf alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida e del sottosegretario Patrizio La Pietra. Gallarati Scotti ha comunque ricordato che, sebbene la produzione iraliana "rappresenti quasi la metà della produzione UE", è in calo"sia a livello di superfici coltivate, pari a oltre 230mila ettari, in leggero calo su base annua, che in termini produttivi, dal momento che il nostro paese, con circa 1,5 milioni di tonnellate". E ha spigato che “Tali fondamentali primati sono messi seriamente a rischio dalla delicata contingenza che il settore, al pari di molti altri comparti produttivi, vive ormai da diversi mesi, stretto nella morsa tra gli incrementi dei costi di produzione legati alle tensioni internazionali, l’instabilità dei mercati e le ricadute della forte siccità che ha caratterizzato le 
tavolo del riso Giansanti
Più controlli sulle importazioni extra UE per evitare, come sta accadendo per altri settori, l’arrivo di merci senza i requisiti necessari per la vendita in Europa, ma anche contratti che valorizzino la filiera 100% italiana e la programmazione delle semine. Sono le proposte che il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha presentato al Tavolo riso convocato al Masaf per affrontare la grave situazione del comparto dovuta al perorarsi delle difficoltà del mercato, alle massicce importazioni da Paesi extra UE e, da qualche mese, anche alla grave siccità che sta decimando le produzioni.Le scelte degli imprenditori agricoli sono infatti inevitabilmente guidate dall'andamento dei prezzi della campagna precedente, con il rischio di determinare eccessi di offerta e conseguenti tensioni al ribasso delle quotazioni. Un consorzio del Riso Aromatico italiano
tavolo del riso
Servono interventi urgenti per salvare il settore risicolo, stretto tra crollo dei prezzi, cambiamenti climatici, crisi idrica e import in forte crescita. È quanto ha chiesto Cia-Agricoltori Italiani al Tavolo riso convocato oggi al Masaf alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida. L’Italia è il primo produttore di riso dell’Ue, con oltre il 50% della produzione comunitaria e circa 233 mila ettari coltivati. Un patrimonio economico, ambientale e paesaggistico che oggi, però, attraversa una delle crisi più gravi degli ultimi anni.A pesare sono, da un lato, una campagna produttiva segnata dalla scarsità d’acqua e dalle alte temperature, che rischiano di compromettere rese e raccolti; dall’altro, un mercato che continua a deprimere il valore del prodotto. Il crollo delle quotazioni sta mortificando il lavoro degli agricoltori, con cali di listino estremamente marcati soprattutto per le varietà indica, lunghi e da parboiled, ormai ben al di sotto dei costi di produzione.Pesano le scelte commerciali dell'Ue
riso
Il crollo delle quotazioni del risone, provocato dal boom delle importazioni di riso straniero (+20%), sta mettendo in ginocchio le aziende agricole italiane, già schiacciate dall’aumento dei costi di produzione e dagli effetti della siccità. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti al Tavolo di filiera convocato al Masaf, con la richiesta di un piano straordinario per salvaguardare una produzione simbolo del Made in Italy e un settore che rappresenta oltre il 50% dell’intera risicoltura europea.Le richieste di ColdirettiColdiretti chiede un bando da 12 milioni di euro per destinare riso 100% italiano alle famiglie in difficoltà, rafforzando al tempo stesso il reddito dei produttori; controlli più severi per certificare l’origine e impedire truffe ai cittadini, anche con strumenti innovativi come risonanza magnetica, mappa genomica e mappatura isotopica; un fondo dedicato ai contratti di filiera nell’ambito del Fondo Sovranità alimentare.Ma il pacchetto deve prevedere risorse per sostenere le imprese; fermare le
 il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida
"In questo momento di grande crisi geopolitica che condiziona l'economia di tutte le Nazioni non c'è tempo da perdere e per questo ho dato mandato ad Agea e agli altri enti regionali di pagare in anticipo 1,67 miliardi di euro di risorse Pac. Sono risorse per sostenere gli agricoltori in tempi di costi crescenti ed evitare che aumenti il costo del carrello della spesa per tutti i cittadini".  Lo dichiara in una nota il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, annunciando ufficialmente l'avvio dei pagamenti dell'anticipo Pac"Tre anni fa avevo preso un impegno: dare agli agricoltori i loro soldi e in data certa" prosegue Lollobrigida. "In passato lo Stato non ha rispettato i tempi, pagare in ritardo era la regola, oggi diamo le risorse della Pac agli agricoltori in anticipo di 80 giorni rispetto ai tempi dettati da Bruxelles e di addirittura 10 mesi rispetto al passato. Il governo Meloni è quello che ha investito di più in agricoltura nella storia repubblicana, ma è anche quello che ha messo le risorse realmente a disposizione del settore primario. Mai più lungaggini burocratiche e inefficienza a condizionare la vita dei nostri 
agricoltuta tecnologia
Sono ancora poche le aziende agricole italiane che hanno un capo molto giovane, e anzi il numero si è ridotto nel corso degli anni, passando dall’8,4% del 2010 al 7,9% del 2023. C’è però una forte crescita dei capi di azienda con diploma quinquennale o laurea, si sale dal 24,0% del 2010 al 36,4% del 2023. Ed è in forte crescita anche la quota di aziende agricole informatizzate: dal 3,8% del 2010 al 18,5% nel 2023. Ma quest’ultimo processo riguarda principalmente Nord e Centro Italia, al Sud la quota si attesta al 6,7%. È quanto emerge dal focus Struttura produttiva, pratiche gestionali e forza lavoro delle aziende agricole riferito ai dati del 2023, appena pubblicato dall’Istat.Gli highlightsIl focus evidenzia che il numero di aziende agricole attive in Italia è pari a 1.130.358 unità, sostanzialmente stabile rispetto al 2020 (1.133.023 unità), ma in significativa riduzione rispetto al 2010 (-30,3%). La Superficie agricola utilizzata (SAU) è pari nel 2023 a 12,3 milioni di ettari, in diminuzione sia
girasole
Il 2026 si preannuncia un anno più complicato per i cereali dell'UE, mentre le oleaginose registreranno un'altra annata di raccolto solido e le colture proteiche manterranno il proprio slancio positivo, nonostante delle rese inferiori. Sono le previsioni per la campagna agricola 2026 che effettua Copa-Cogeca, l'organizzazione che rappresenta gli agricoltori e le cooperative agricole europee. Le due associazioni sottolineano però che l'esito finale dei raccolti è fortemente condizionato dall'andamento meteorologico: le prossime settimane saranno decisive per confermare i dati definitivi di produzione, dal momento che i recenti eventi atmosferici potrebbero avere un impatto superiore alle attese iniziali.Cereali in calo del 6,6% dopo il rimbalzo del 2025
agricoltura
L’avvio del pagamento degli anticipi Pac per la prima volta a luglio risponde alle richieste di Coldiretti e rappresenta una boccata d’ossigeno per le aziende agricole strette nella morsa dell’aumento dei costi legato alle tensioni geopolitiche e degli effetti devastanti dei cambiamenti climatici, tra caldo record, grandine e incendi. È quanto afferma Coldiretti in occasione dell’assemblea di bilancio della più grande organizzazione agricola d’Italia e d’Europa, che si è riunita a Roma al Teatro Eliseo alla presenza di centinaia di dirigenti provenienti da tutto il Paese, assieme al segretario generale Vincenzo Gesmundo, al presidente Ettore Prandini e al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.Proprio il pagamento anticipato dei fondi della Politica agricola comune è stata una delle richieste fatte dal segretario generale Gesmundo e accolta dal ministro. Proprio il pagamento anticipato dei fondi della Politica agricola comune è stata una delle richieste avanzate dall'Associazione.Una vera boccata d’ossigeno con i pagamenti, oltre 1 miliardo di euro, che
apicoltura api miele
Più alveari, più attenzione alla sostenibilità, ma anche costi elevati, clima instabile e margini sempre più stretti. È la fotografia dell’apicoltura italiana che emerge da "Honey Cost – Analisi di contesto e risultati economici dell’apicoltura italiana. Biennio 2023-2024", il nuovo Rapporto realizzato dal CREA, Centro Politiche e Bioeconomia. Il report rappresenta la prima indagine statistica realizzata in Europa sui costi aziendali delle aziende apistiche, e si avvale del contributo del Centro Agricoltura e Ambiente per gli approfondimenti su clima, patogeni e salute delle api.La produzione nazionale, secondo le stime, sale a circa 44 mila tonnellate e recupera rispetto al biennio precedente, ma resta esposta a forti incertezze. L’Italia inoltre vanta oltre 1,5 milioni di alveari l’Italia e si conferma tra i principali Paesi europei per patrimonio apistico. Clima estremo e fioriture primaverili compromesse rendono più difficile programmare l’attività aziendale. Sul mercato pesano inoltre importazioni competitive, domanda poco vivace e margini ridotti, che rendono più difficile riconoscere nel prezzo finale il reale aumento dei costi sostenuti dagli apicoltori.
giustizia
Il TAR Lazio annulla il "Monitoraggio dei costi medi di produzione in agricoltura: raccolto frumento 2025" di ISMEA: l'Istituto ha violato le garanzie di partecipazione procedimentale delle imprese molitorie. ISMEA dovrà quindi rielaborare il dato coinvolgendo attivamente gli operatori del settore, garantendo loro accesso alle informazioni e ai criteri utilizzati, e allo stesso tempo la riservatezza delle aziende agricole intervistate.A promuovere il giudizio davanti alla Sezione Quarta Quater del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio è stata Italmopa, l'Associazione Industriali Mugnai d'Italia aderente a Confindustria, insieme a decine di società della filiera molitoria italiana, tra cui alcuni dei più noti gruppi industriali del comparto.Il monitoraggio ha una rilevanza fondamentale per il settore: vendere prodotti agricoli a prezzi inferiori ai costi di produzione costituisce una pratica sleale punibile con una sanzione amministrativa fino al 3% del fatturato dell'ultimo esercizio, e il dato ISMEA rappresenta il parametro di riferimento a cui le
grano
Basta mortificare il lavoro dei cerealicoltori. Ismea continui a monitorare i costi medi di produzione in un percorso che tuteli la filiera partendo da chi semina e raccoglie nei campi. Così Cia-Agricoltori Italiani richiamando la sentenza del TAR Lazio che boccia il monitoraggio Ismea, accogliendo il ricorso di quaranta società del settore molitorio insieme a Italmopa.Le critiche del TarIl Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha annullato il provvedimento con cui Ismea, a settembre dello scorso anno, aveva disposto il monitoraggio dei costi medi di produzione del grano duro per il 2025. Più precisamente, a essere contestati dal TAR non sono i numeri di Ismea, ma il mancato coinvolgimento delle aziende molitorie nella formulazione dei costi medi di produzione.Cia, invece, rivendica come provvedimento fortemente sollecitato, il riconoscimento dei costi medi di produzione proprio da parte di un ente 
trattore e trebbiatrice
“Dopo l’attesa pubblicazione del decreto attuativo con cui sono state definite le modalità per accedere al credito d’imposta per l’acquisto di carburante riservato all’autotrasporto e dopo la più che positiva notizia circa il soddisfacimento di tutte le richieste presentate dalle imprese ittiche per accedere alla medesima misura, c’è un solo comparto ancora in attesa di indicazioni operative: quello agricolo”. Lo fa notare il presidente della Copagri Tommaso Battista, rilanciando la preoccupazione delle imprese agricole per i forti ritardi accumulati nell’emanazione del decreto attuativo contenente i criteri e le modalità operative per utilizzare il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo.“La Copagri aveva da subito accolto con grande favore l’introduzione della misura, pensata per mitigare gli effetti economici dell’aumento eccezionale del prezzo di gasolio e benzina legato alle forti tensioni internazionali”, prosegue il presidente, sottolineando che “l’intervento era originariamente previsto solo per la pesca e per l’autotrasporto, ma poi, anche grazie al forte pressing della Confederazione, era stato esteso alle imprese del Primario, includendo
tavolo granpo duro
Un fondo da 40 milioni di euro nel ColtivaItalia e misure per ampliare la riserva di crisi che l’Ue ha messo a disposizione del comparto primario per compensare il caro fertilizzanti. Sono gli interventi che il MASAF ha illustrato al Tavolo del Grano convocato questa mattina per arginare l’emergenza sul prezzo del grano.La crisi del granoCia ricorda che i prezzi del grano duro oggi si attestano sui 26 euro al quintale al Centro-Sud, fino a 24 euro in Sicilia e sono sempre più “imbarazzanti” se confrontati con i costi di produzione, che per Ismea si attestavano già a 32 euro al quintale nel Sud a settembre 2025 (cifra allora contestata dagli agricoltori come sottostimata) e ulteriormente lievitati con la guerra in Iran (gasolio agricolo da 0,80 a 1,40 euro) e il successivo aumento dei fertilizzanti (+80%). Il raccolto 2026, pur atteso in buona quantità e qualità (circa 3,8 milioni di tonnellate su 1.150.000 ettari, prima coltura del paese per superficie) non compensa questi costi crescenti.
frumento
Il raccolto nazionale 2026 di frumento tenero registrerà una crescita dei volumi produttivi nell'ordine del 10%, che porterà l’offerta a ridosso dei 3 milioni di tonnellate. È la stima che avanza ITALMOPA - Associazione Industriali Mugnai d’Italia, aderente a Confindustria e FederPrima, sottolineando che il nuovo raccolto presenta inoltre caratteristiche qualitative più che soddisfacenti sotto il profilo merceologico, ed in particolare del peso specifico del grano che determina la resa in macinazione, e igienico-sanitario.Permangono tuttavia alcune criticità per quanto concerne il tenore proteico che risulta, anche per via dell’incremento delle rese per ettaro che tendono a diluire la quantità di proteine disponibili, leggermente inferiore alle aspettative iniziali.La produzione nazionale non copre il fabbisogno domestico