Salvatore De Meo
La Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo ha approvato una serie di proposte per rafforzare l'agricoltura, ridurre la burocrazia e agevolare le esportazioni dei prodotti agroalimentari dell'Unione. Il testo, che punta a rendere la politica di promozione più semplice, flessibile e commercialmente efficace, è passato lunedì con 37 voti favorevoli, 7 contrari e un astenuto. Al centro del provvedimento c'è un'attenzione particolare alle piccole e medie imprese e a una gamma ampia di prodotti, con l'obiettivo di aumentare l'impatto delle campagne sui mercati esteri.De Meo, una politica ambiziosa e finanziata in modo adeguato"Abbiamo lavorato per mantenere una politica ambiziosa e adeguatamente finanziata, più flessibile, orientata al mercato e snella" ha commentato  il relatore, l'on. Salvatore De Meo (PPE, Italia). "Sosterrà in particolare le piccole aziende agricole e le cooperative, rafforzando al tempo stesso la presenza dei
Lollobrigida Agrifish
Il punto sulla Pac post-2027, la difficile situazione dei mercati agricoli aggravata dalla guerra in Ucraina e dalla siccità estiva, e la questione dei fertilizzanti. Sono i temi principali che ha affrontato l'ultimo Agrifish, il Consiglio dell'Ue foirmatio dai ministri di Agricoltura e pesca. Sulla Pac in particolare, il Consiglio non ha espresso nessuna posizione formale, ma la presidenza irlandese punta a un orientamento parziale nella riunione del 26-27 ottobre 2026. L'Italia intanto avanza la richiesta di attivare la riserva agricola per l'olio d'oliva.Passi avanti sulla Pac post-2027I ministri hanno esaminato i progressi compiuti finora sul regolamento della politica agricola comune dopo il 2027 e hanno fornito ulteriori indicazioni politiche sulle questioni ancora aperte. Non si è trattato di una decisione formale: la riunione ha offerto una guida per la fase successiva del negoziato, con il lavoro tecnico che proseguirà su questa base.
corte giustizia europea
La Polonia non ha dimostrato in maniera inequivocabile che l’applicazione provvisoria dell'accordo sugli scambi Mercosur possa arrecare un danno grave e irreparabile. Con questa motivazione, il vicepresidente della Corte di giustizia ha respinto la domanda della Polonia di sospendere la decisione del Consiglio che autorizza l’applicazione provvisoria dell’accordo interinale sugli scambi UE-Mercosur.Gli accordi MercosurIl 9 gennaio 2026 il Consiglio ha adottato una decisione relativa alla firma e all'applicazione provvisoria dell'accordo interinale sugli scambi (in prosieguo: l'«ITA») concluso tra l'Unione europea, da una parte, e i paesi del Mercosur, dall'altra. I negoziati della Commissione europea con i paesi del Mercosur hanno condotto a due atti giuridici paralleli. L'ITA, applicato in via provvisoria dal 1° maggio 2026, è un accordo interinale sugli scambi tra l'Unione europea, da una parte, e i paesi del Mercosur, dall'altra. Verte essenzialmente sulla liberalizzazione degli scambi e degli investimenti. In 
ortofrutta
Il settore agroalimentare dell'UE ha ampliato la sua bilancia commerciale positiva nei primi sette mesi del 2026, con un avanzo cumulato di 30,1 miliardi di EUR, 2,9 miliardi di EUR in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo spiega la Commissione europea nella relazione mensile sul commercio agroalimentare dell'UE.Export in crescita dell'1%Le esportazioni cumulate per gennaio-luglio sono state pari a 138,7 miliardi di euro, 1,6 miliardi di euro (1%) in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. In particolare, si è registrata una notevole crescita delle esportazioni verso diversi paesi. Le esportazioni verso l'Egitto sono aumentate di 251 milioni di euro (+22%), trainate principalmente dal frumento, mentre le esportazioni verso l'Ucraina sono aumentate di 239 milioni di euro (+10%) e quelle verso la Turchia di 235 milioni di euro (+7%).Tra le categorie di prodotti, le esportazioni di caffè, tè, cacao e spezie sono 
Lollobrigida
Prosegue la road map dei pagamenti di Agea, in linea con l'indirizzo del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, volto ad assicurare continuità e tempestività nell'erogazione delle risorse destinate al settore primario. Dal 1° gennaio 2026 l'Agenzia ha erogato complessivamente 2.950.309.001,79 euro, di cui 389.200.280,78 euro dal 4 settembre, confermando l'accelerazione impressa ai pagamenti e la capacità di trasformare le risorse disponibili in liquidità per il sistema agricolo. Le ultime erogazioni interessano campagne comprese tra il 2015 e il 2025, proseguendo così, accanto ai pagamenti più recenti, anche nell'attività di progressiva definizione delle pendenze relative alle annualità pregresse.Lollobrigida, risposta tempestiva alle imprese"I numeri certificati da AGEA confermano che l'indirizzo che abbiamo dato come Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste si 
prodotti biologici
Nasce il Marchio Biologico Italiano, un logo che raffigura tre foglie intrecciate nei colori della bandiera nazionale e che affiancherà, sulle confezioni, al simbolo comunitario già in uso per le produzioni bio europee. Presentato in occasione della Giornata europea del Biologico, il Marchio punta a rendere immediatamente identificabili sugli scaffali i prodotti biologici ottenuti da coltivazioni e allevamenti condotti sul territorio italiano, distinguendoli dalle referenze bio che, pur rispettando gli stessi standard europei, arrivano da fuori confine. Per il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste si tratta di un tassello utile sia a proteggere il lavoro delle imprese agricole nazionali sia a consolidare la posizione dell'Italia come punto di riferimento del biologico in Europa.I numeri del biologicoIn occasione del lancio del marchio sono satti anticipatoi alcuni dati del rapporto "Bio in cifre", il monitoraggio annuale curato da Ismea insieme al Ciheam di Bari nell'ambito dei progetti ministeriali dedicati al comparto. In 
allvamento
I sistemi integrati coltura-allevamento, quelli in cui coltivazioni e allevamento convivono nella stessa azienda, sono gli unici a contribuire contemporaneamente a tutte e tre le dimensioni della sostenibilità - ambientale, sociale ed economica - oltre che alla resilienza dei sistemi agroalimentari e alla bioeconomia. I sistemi ad alto impiego di input esterni, come gli allevamenti intensivi, ricevono invece maggiore sostegno proprio in virtù del loro peso economico più consistente. I sistemi basati sul pascolo, dal canto loro, si distinguono per il contributo alla sostenibilità ambientale e sociale e alla resilienza, ma pesano meno sulla stabilità economica rispetto alle altre filiere zootecniche.È quanto emerge dalla terza edizione del report della FAO, "Il contributo del settore zootecnico alla sicurezza alimentare e ai sistemi agroalimentari sostenibili - Benefici, vincoli, sinergie e compromessi", che indaga sul ruolo dell’allevamento nella sicurezza alimentare, nella nutrizione e nelle diete sane, con l’obiettivo di mettere in evidenza benefici, vincoli, sinergie e compromessi, contestualizzandone la sostenibilità sociale, economica e 
olio oliva
Liquidità immediata alle imprese, tutela della produzione nazionale e rilancio competitivo della filiera. Il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste scende in campo a sostegno della filiera olivicola e olearia con la nuova misura "Cambiale Frantoi Oleari", gestita da ISMEA. L'iniziativa, con una dotazione di 40 milioni di euro, nasce per dare respiro finanziario ai frantoi e alle piccole e medie imprese del settore, garantendo le risorse necessarie per coprire i costi di gestione e affrontare la fase di produzione.Lollobrigida, una risposta concreta alle esigenze del comparto"La Cambiale Frantoi Oleari è una risposta concreta e immediata alle esigenze del comparto," dichiara il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. "Mettiamo a disposizione delle nostre imprese agricole e dei trasformatori uno strumento semplice e accessibile, capace di immettere liquidità diretta a tasso zero per sostenere le attività produttive, proteggere il reddito degli agricoltori e valorizzare al meglio
agricoltura
Più flessibilità nell'accesso agli strumenti finanziari di ISMEA e superamento delle finestre temporali legate ai singoli bandi. È questo il principale effetto della nuova modalità di accesso alla componente a condizioni di mercato (FCM) di ISMEA Investe, approvata dal Consiglio di amministrazione dell'Istituto. Gli interventi saranno accessibili attraverso una procedura valutativa a sportello, tramite un portale dedicato, superando il precedente meccanismo basato su bandi con scadenze predeterminate.La nuova modalità consentirà alle imprese interessate di presentare i propri progetti senza dover attendere l'apertura di specifiche finestre temporali, rendendo più flessibile la programmazione degli investimenti e l'accesso alla misura. La procedura riguarda esclusivamente gli interventi finanziari a condizioni di mercato (FCM), attraverso i quali ISMEA può intervenire mediante strumenti di equity e quasi equity, prestiti obbligazionari, finanziamenti e strumenti finanziari partecipativi, per importi compresi tra 2 e 20 milioni di euro e comunque inferiori all'apporto di capitali privati.
Lollobrigida
Via libera al decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste che attua le misure straordinarie previste dall’Unione europea a sostegno delle imprese agricole colpite dall’aumento dei costi di produzione determinato dalla crisi in Medio Oriente.Risorse per 547mila aziendeIl provvedimento rende disponibili complessivamente oltre 136 milioni di euro, attraverso la combinazione degli oltre 45 milioni di euro assegnati all’Italia dalla Riserva agricola europea e di ulteriori 91 milioni di euro di risorse nazionali. Le risorse consentiranno di compensare il 50 per cento degli aumenti registrati nei costi dei fertilizzanti per le colture maggiormente interessate dall’incremento dei prezzi e caratterizzate da un più elevato impiego di concimi.L’intervento è destinato a oltre 547 mila agricoltori italiani e sarà erogato senza ulteriori adempimenti burocratici, con l’accredito diretto delle risorse
Il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini
Senza un’agricoltura forte, l’Europa è più fragile. Alla vigilia dell’incontro tra la premier Giorgia Meloni e il presidente del Consiglio europeo António Costa, Cia-Agricoltori Italiani torna a chiedere al Governo di sostenere con fermezza la centralità del settore primario nel nuovo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Ue.In una lettera inviata alla presidente del Consiglio e al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, sottolinea la delicatezza della fase politica che si apre: “Le prossime settimane saranno decisive per le scelte che definiranno il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale e, con esse, le risorse e gli strumenti attraverso i quali l’Unione europea sarà chiamata ad accompagnare il settore agricolo nei prossimi anni”.Politica agricola deve accompagare gli agricoltori
riso
"Con la chiusura del Festival Internazionale del Riso si è riaccesa l’attenzione su una filiera simbolo dell’agricoltura italiana, che vede il nostro Paese come principale produttore di riso in Europa, con una presenza particolarmente significativa in Lombardia e Piemonte. È una filiera strategica, ma oggi deve fare i conti con difficoltà sempre più evidenti”. Lo dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei. “Il riso è una coltura che necessita di importanti disponibilità idriche e questa esigenza deve essere adeguatamente sostenuta, soprattutto in un contesto di cambiamento climatico i cui effetti sono ormai evidenti anche sul nostro territorio."Il serio rischio di una diminuzione delle rese non può essere sottovalutato e impone una nuova strategia nazionale ed europea sull’acqua. Parallelamente – prosegue Tiso – occorre contrastare le importazioni indiscriminate provenienti dal Sud-Est asiatico, che rischiano di mettere ulteriormente sotto pressione i nostri produttori, e sostenere la filiera
riso'
Si apre a Vercelli la seconda edizione di Risò, il Festival Internazionale del Riso. Dopo il successo della prima edizione, questo appuntamento ha visto la partecipazione del presidente del Consiglio e del direttore generale della FAO. La manifestazione è stata inaugurata alle ore 11:00 dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, insieme al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. Presente anche il Direttore Generale della FAO Qu Dongyu, il Vicedirettore Generale Maurizio Martina e oltre trenta ambasciatori provenienti da tutto il mondo. A fare da padroni di casa il presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino, la presidente dell’Ente Nazionale Risi Natalia Bobba, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ed ovviamente il sindaco di Vercelli Roberto Scheda. Organizzato da Provincia e Comune di Vercelli insieme all’Ente Nazionale Risi, con il sostegno di Regione Piemonte e Masaf, il Festival conferma una forte vocazione internazionale. Sarà l’occasione per celebrare il prodotto, certamente, ma anche di chiudere affari, con buyer
cibi ultraprocessati
L’Europa dei tecnocrati non vieta il cibo ultraformulato nelle gare delle mense pubbliche, mettendo sotto attacco la salute delle persone, a partire dai bambini. Coldiretti è pronta a scendere in piazza per denunciare scelte folli contenute nel  Public Procurement Act, il regolamento che riscrive integralmente le regole sugli appalti pubblici.La sigla denuncia il contrasto con sempre più numerose evidenze scientifiche e mediche che hanno messo in luce tutti i terribili rischi, soprattutto per i più piccoli. Gli stessi medici hanno già lanciato l’allarme sul fatto che il sistema sanitario rischia il collasso se non si argina subito un fenomeno dilagante come questo. E l’Europa fa finta di niente o, ancora peggio, si teme che voglia fermare gli uomini di volontà che guidano amministrazioni che stanno facendo scelte giuste.L'esempio virtuoso di Roma Capitale
mensa scolastica
Rendere più efficienti gli investimenti in servizi pubblici e infrastrutture. E' l'obiettivo della bozza di regolamento presentato dalla Commissione Ue per modernizzare e semplificare il quadro comunitario degli appalti pubblici, un provvedimento che avrà anche riucadute sul settore agricolo e agroalimentare: introduce ad esemio criteri legati alla qualità del cibo negli appalti per le mense pubbliche, in particolare quelle di scuole e ospedali. Un mercato da 450 miliardi di euro l'annoGli appalti pubblici valgono circa il 15% del Pil dell'Unione europea e toccano ambiti che vanno dai trasporti all'energia, dalla sanità alla scuola. La riforma promette risparmi amministrativi annui per 650 milioni di euro, ripartiti tra una riduzione degli oneri di 80 milioni per le stazioni appaltanti e di 570 milioni per gli operatori economici. Il nuovo 
export
Nel 2025 gli scambi agroalimentari dell’Italia raggiungono nuovi livelli record: le esportazioni superano quota 72 miliardi di euro, con una crescita del 5,6% rispetto al 2024 mentre le importazioni toccano i 72,45 miliardi, con un aumento del 10,1%, spinto anche dal rialzo dei prezzi internazionali di alcune commodities. È quanto emerge dal Rapporto CREA sul commercio con l’estero dei prodotti agroalimentari, realizzato dal CREA con il suo Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia.Il settore incrementa il proprio peso sulla bilancia commerciale complessiva del Paese, rappresentando il 12,2% delle importazioni e l’11,2% delle esportazioni e confermando così il ruolo sempre più rilevante dell’agroalimentare nella struttura commerciale del Paese. E questo nonostante il contesto internazionale ancora caratterizzato da tensioni geopolitiche, incertezza sui mercati, nuove misure protezionistiche e persistenti pressioni sui prezzi di alcune materie prime. L’aumento in valore delle importazioni è, infatti, condizionato anche dall’andamento dei prezzi internazionali di prodotti come caffè greggio, cacao e altre commodities.