Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo pacchetto di aiuti da 70 milioni di euro per sostenere le imprese agricole e della pesca alle prese con il caro carburanti. Per l’agricoltura sono stanziati 60 milioni di euro per un contributo a fondo perduto pari al 20% delle spese sostenute per l’acquisto di carburante dal 1° giugno al 15 ottobre 2026, fino a un massimo di 45 centesimi al litro. Per la pesca sono previsti 10 milioni di euro, con un contributo pari al 10% delle spese sostenute nello stesso periodo. Per il comparto agricolo, le risorse saranno trasferite ad AGEA, individuata come autorità responsabile della gestione degli adempimenti relativi al regime di aiuto. Le modalità e i termini per la presentazione della documentazione saranno definiti entro cinque giorni dall’entrata in vigore del decreto; i pagamenti sono previsti entro i successivi trenta giorni.Lollobrigida, contributo pari a 45 centesimi a litro“Oggi un ulteriore e concreto intervento in favore dei nostri agricoltori e
I 60 milioni a fondo perduto stanziati dal governo per consentire agli agricoltori di far fronte ai costi fuori misura sostenuti per l’acquisto del gasolio agricolo, da giugno a metà ottobre, danno finalmente un po’ di respiro a un comparto in totale apnea da crisi di liquidità. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta il decreto-legge appena emanato in Cdm recante disposizioni urgenti e misure di sostegno al settore e aggiunge: “Le nostre due settimane di presidio, tuttora in corso davanti a Montecitorio, hanno sortito il loro effetto. Ora subito a lavoro per dare risposte strutturali e di lungo periodo che tirino fuori il Paese da uno stallo senza precedenti”.Per Cia, dunque, un primo intervento a sostegno del reddito delle imprese agricole che tampona almeno il 20% dei costi sostenuti fino a 45 centesimi a litro: “Adesso auspichiamo che tempi e metodo di erogazioni arrivino subito a compensare queste lunghe settimane di agonia per agricoltori e cittadini, più che mai dentro l’escalation di ripercussioni tra prezzi delle materie prime alle stelle e scaffali direttamente vuoti”.
Con una crisi energetica e produttiva che rischia di essere peggiore di quella causata dal Covid, l’Europa deve mettere in campo un nuovo Pnrr straordinario per l’agricoltura, con risorse aggiuntive rispetto alla Pac, per fronteggiare l’aumento dei costi di produzione, sostenere gli investimenti e garantire così la salute dei cittadini e la sopravvivenza delle imprese agricole che garantiscono a tavola cibo sano e sicuro. E’ la proposta lanciata dalla Coldiretti in occasione della giornata conclusiva del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato con la collaborazione di The European House – Ambrosetti.A rischio oltre 230 miliardi di pastiL’agricoltura sta affrontando una crisi che rischia di essere persino più grave di quella vissuta durante la pandemia. Guerre, esplosione dei costi energetici, tensioni commerciali e instabilità geopolitica stanno mettendo sotto pressione la tenuta economica delle imprese e la capacità produttiva europea e mondiale. Secondo un’elaborazione del Centro Studi Divulga, se
"Un passo importante verso la certezza del diritto per gli operatori del settore biologico e per evitare interruzioni al commercio internazionale". Con queste parole Eduardo Cuoco, direttore di IFOAM Organics Europe, ha accolto l'accordo siglato da Parlamento europeo e Consiglio sulla revisione mirata del regolamento UE sull'agricoltura biologica. "La nostra priorità ora è garantire che l'accordo venga attuato in modo concreto e che la tabella di marcia per la legislazione secondaria venga definita rapidamente, in stretto dialogo con il settore biologico. Per rafforzare la competitività del settore biologico, abbiamo bisogno di norme chiare, stabili e prevedibili, salvaguardando al contempo gli elevati standard biologici che sono alla base della fiducia dei consumatori”.Molti aspetti positivi e un difettoSecondo l'associazione europea che riunisce allevatori e agricoltori billogici, l'intesa risolve questioni chiave che hanno portato alla revisione dell'Atto base, in particolare quelle relative all'uso del logo biologico UE sui prodotti
Raddoppiano le soglie di esenzione dalla certificazione per i piccoli operatori del biologico, l’equivalenza dei prodotti importati da 11 Paesi extra-Ue viene prorogata fino al 2036 e il logo europeo resta riservato a chi rispetta requisiti aggiuntivi. Sono i punti cardine dell’intesa provvisoria raggiunta dalla presidenza irlandese del Consiglio e dal Parlamento europeo sulle modifiche mirate al regolamento Ue sul biologico, che aggiorna le regole su produzione, etichettatura, certificazione e commercio dei prodotti bio.Un accordo per la competitività del settoreL’obiettivo dichiarato dai colegislatori è sostenere la competitività del comparto biologico europeo, mantenendo alti gli standard e la fiducia dei consumatori. La revisione, secondo le istituzioni, renderà le norme esistenti più chiare e di più facile applicazione, alleggerirà gli oneri amministrativi per agricoltori e imprese, in particolare quelle di dimensioni ridotte, e darà
Il 78% degli italiani vuole che l’Unione europea intervenga per ridurre il consumo di alimenti ultraformulati, ma solo il 26% controlla gli ingredienti degli energy drink. Cinque milioni di persone si affidano all’intelligenza artificiale per costruire la propria dieta, ma poi il 47% ammette di essersi imbattuto in informazioni rivelatesi false. Tre cittadini su quattro sono stati almeno una volta vittime di inganni a tavola, e il 74% non è riuscito a trovare prodotti 100% italiani quando li cercava. Sono i dati che emergono dal rapporto Coldiretti-Censis “La filiera della buona salute: la centralità del cibo italiano”, diffuso alla vigilia del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione. L’evento, organizzato da Coldiretti con la collaborazione di The European House - Ambrosetti, si terrà a Roma nelle giornate di domani e dopodomani. Nelle due giornate istituzioni, esperti, accademici e protagonisti del mondo medico, economico, finanziario e politico si confrontano con il segretario generale Vincenzo Gesmundo e il presidente Ettore Prandini.Consumatori a “sovranità limitata”
"Questi semi riposti alle Svalbard non sono reperti da conservare, ma possibilità da tenere vive per il futuro. Testimoniano il valore di una ricerca pubblica che non si limita a produrre conoscenza, ma si assume la responsabilità di preservarla e renderla un capitale di conoscenza da mettere a frutto oggi e ancor più domani. Perché la biodiversità agricola è un patrimonio che non conosce confini e la sua tutela richiede cooperazione, visione e impegno condiviso". Così Alberto Cavazzini, Direttore Tecnico Scientifico CREA, commenta il deposito di circa 300 varietà e popolazioni di frumento e riso della banca del germoplasma del CREA-Cerealicoltura e Colture Industriali di Vercelli presso lo Svalbard Global Seed Vault, in Norvegia.Il Seed VaultDai campi italiani e dai laboratori CREA alla cassaforte scavata nella montagna artica: per la prima volta, un passaggio importante per la conservazione di un patrimonio genetico che racconta la storia
Mantenere il carattere comune della PAC, semplificandola per rispettare la diversità dell’agricoltura europea e garantendole un bilancio “a prova di futuro”; dare agli agricoltori e alle cooperative agricole la certezza di poter investire, produrre e rinnovarsi; rendere l’agricoltura un pilastro della competitività europea e creare mercati funzionanti. Sono alcune delle richieste che avanzano Copa e Cogeca con la Dichiarazione di Stoccolma. Il documento è stato pubblicato in occasione del XII Congresso che ha riunito i leader della comunità agricola europea in un momento decisivo per l’Europa e per il futuro della sua agricoltura. “Oggi è l’ultima occasione per l’Europa di ricostruire la propria agricoltura su solide basi” scrivono le associazioni rivolgendosi ai capi di Stato e di governo dell’Unione europea. È necessario “compiere la giusta scelta strategica per il nostro futuro comune e rafforzare – e non indebolire – le fondamenta dell’agricoltura europea”.Un settore sotto pressioneCopa e Cogeca descrivono un settore agricolo stretto tra cambiamenti
In un mondo in cui oltre il 30% del cibo viene sprecato, la sfida globale non è produrre di più, ma garantire una nutrizione di qualità e sicurezza alimentare per tutti i cittadini, giusto reddito per gli agricoltori e tutela delle risorse naturali, in un contesto fortemente segnato dagli impatti climatici e dalle tensioni geopolitiche. In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, che quest’anno la FAO ha voluto dedicare al tema “Innovare oggi per nutrire il domani”, FederBio rimarca l’importanza di produrre meglio, rigenerando le risorse da cui dipende la nostra alimentazione, evidenziando le gravi conseguenze dell’agricoltura industriale, soprattutto nelle aree più vulnerabili del mondo.Secondo la revisione appena pubblicata sulla rivista Frontiers in Public Health dello studio sull’avvelenamento acuto da pesticidi condotto da ricercatori del Pesticide Action Network, ogni anno nel mondo si verificherebbero oltre 400 milioni di casi di avvelenamento acuto involontario da pesticidi tra i lavoratori agricoli, con quasi 11.000 decessi. Ma il bilancio, secondo i ricercatori, potrebbe essere ancora più pesante. Restano infatti esclusi dal
Dalla crescita delle competenze alla diversificazione delle attività, le donne sono protagoniste di un’agricoltura che cambia, pur dovendo ancora affrontare significativi divari occupazionali ed economici. In occasione della Giornata internazionale delle donne rurali e nell’ambito del 2026, Anno internazionale delle agricoltrici promosso dalle Nazioni Unite, il CREA pubblica L’Atlante delle donne nel settore primario. Dati statistici a servizio degli approcci di genere: la prima mappa organica della presenza femminile nell’agricoltura, nelle foreste, nella pesca e nelle aree rurali italiane."Il futuro dell’agricoltura italiana passa sempre più dalle donne" commenta Maria Chiara Zaganelli, Direttore Generale del CREA. "L’Atlante fotografa una realtà dinamica, qualificata e innovativa e ci indica una priorità: creare le condizioni perché sempre più giovani donne scelgano l’agricoltura e ne diventino protagoniste. Una sfida decisiva per la crescita del settore e la vitalità dei territori rurali".Le donne in agricoltura
"Un capitolo centrale del prossimo Consiglio Europeo sarà il negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale. Complesso e importante, perché il bilancio dell’Unione non è un esercizio contabile. È lo strumento attraverso cui decidiamo concretamente quali siano le priorità del futuro e quante risorse siamo disposti a mettere a disposizione di quelle priorità". Così la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio UeLa Premier ha sottlineato che "In questi mesi abbiamo già ottenuto diversi risultati concreti rispetto alla proposta originaria della Commissione. Gli Stati membri avranno un ruolo più incisivo nella gestione dei nuovi strumenti, cioè le scelte su come usare le risorse non si faranno solo a Bruxelles. La Politica Agricola Comune e la politica della Pesca manterranno identità e tutele proprie, perché agricoltori e pescatori non possono diventare una voce qualsiasi in un fondo indistinto. Sullo Stato di diritto abbiamo ottenuto regole più chiare e oggettive, per impedire che se ne faccia un uso politico".Sicurezza alimentare a rischio
La presidenza irlandese del Consiglio Ue ha messo sul tavolo una bozza di bilancio pluriennale 2028-2034 da 1.622 miliardi di euro a prezzi costanti 2025, con un taglio di 141 miliardi, pari all’8%, rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea. Per agricoltura e coesione la sforbiciata si ferma al 3%, ma per il mondo agricolo non basta: Copa-Cogeca, Cia-Agricoltori Italiani e Copagri hanno bocciato duramente il testo, denunciando tagli alla Pac e assenza di garanzie sulle risorse aggiuntive.Cosa prevede la negoboxLa negobox, o “scatola negoziale”, è il documento con cui la presidenza di turno del Consiglio Ue fotografa lo stato della trattativa sul Quadro finanziario pluriennale (Qfp) e propone ai Ventisette una base di compromesso. Nel documento firmato da Dublino, la cifra complessiva scende di circa 308 miliardi rispetto a quanto chiede il Parlamento europeo, e il taglio ricade interamente sulle politiche europee: resta invece intatta la voce da 149,3 miliardi destinata al rimborso del debito di Next
I costi insostenibili del gasolio agricolo e la pressione dei mercati esteri stanno mettendo a dura prova la tenuta delle aziende e dei lavoratori del comparto primario. Per questo motivo, la FNA ha trasmesso una richiesta formale di intervento al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, sollecitando risposte concrete e immediate per contenere l'impatto dei rincari e salvaguardare chi lavora la terra.L'impatto dei rincari sulla continuità aziendaleL'impennata dei costi del carburante incide direttamente su ogni singola fase della filiera: dalle lavorazioni dei campi all'utilizzo dei macchinari, fino alla raccolta e ai trasporti. A fronte di queste spese vive in costante aumento, i prezzi riconosciuti alla produzione restano fermi, azzerando i margini e mettendo a rischio la stessa possibilità di proseguire l'attività."Il gasolio non è una spesa accessoria", dichiara con fermezza Cosimo Nesci,
Agea ha sottoscritto con BPER un Protocollo d'Intesa aperto a fine 2025 dall'Agenzia al sistema creditizio italiano. L'accordo mira a promuovere un coordinamento operativo e tecnico volto a mettere a valore, da un lato, il patrimonio informativo e le competenze specialistiche di AGEA e, dall'altro, l'esperienza di BPER nel supporto finanziario alle imprese agricole e zootecniche, favorendo lo sviluppo di strumenti e soluzioni sempre più efficaci a sostegno degli investimenti e della competitività del settore. In un contesto economico caratterizzato dalle sfide della transizione climatica e dalla crescente competitività dei mercati internazionali, l'iniziativa intende contribuire a rafforzare la solidità e la capacità di crescita di uno dei comparti di eccellenza del sistema produttivo italiano. Il patrimonio informativo di AGEA, che comprende quasi un milione di fascicoli aziendali gestiti, potrà integrarsi con i processi di valutazione creditizia, consentendo analisi più puntuali del rischio e la definizione di soluzioni finanziarie dedicate alle imprese agricole.
Il 3,9% delle risorse che l’Ue ha destinato ad agricoltura e ambiente nel 2025 sono state spese in maniera irregolare. Un anno prima era al 2,6%, ma a pesare più della crescita è che il dato sia quasi il doppio della soglia di rilevanza del 2% nonché il più alto, dopo quello della coesione, tra i settori di spesa. Un risultato che getta un’ombra pesante sul comparto agricolo, principale voce del bilancio comunitario, mentre a Bruxelles si negozia la futura Politica agricola comune. A scriverlo è la Corte dei conti europea nella relazione annuale sull'esecuzione del bilancio dell'Ue per l'esercizio 2025.Giudizio negativo per il settimo annoLa Corte sottolinea le operazioni alla base delle entrate sono prive di errori, sul fronte della spesa, tuttavia, il livello di errore stimato è passato dal 3,6% del 2024 al 3,8%, ben oltre la soglia del 2% sopra la quale le irregolarità sono considerate rilevanti. Gli errori stimati nella maggior parte dei casi non indicano frodi o sprechi (i revisori hanno segnalato 17 casi di presunta
"L'Italia consegue un risultato straordinario, confermandosi il primo Stato membro dell'Unione europea per numero di programmi approvati, con 20 progetti selezionati su un totale di 61 finanziati a livello comunitario, per un valore complessivo di circa 50 milioni di euro, di cui 38 milioni dall'Europa". Lo annuncia il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida commentando l'approvazione odierna da parte della Commissione europea dei finanziamenti dei programmi di promozione dei prodotti agroalimentari sostenuti nell'ambito del Regolamento (UE) n. 1144/2014. "Si tratta di un risultato che conferma la forza, la credibilità e la capacità competitiva del nostro sistema agroalimentare - continua il ministro - sempre più protagonista nell'utilizzo degli strumenti europei per valorizzare le produzioni di qualità e rafforzare la presenza del Made in Italy sui mercati nazionali e internazionali".Finanziate solo un terzo delle proposte