Si apre a Vercelli la seconda edizione di Risò, il Festival Internazionale del Riso. Dopo il successo della prima edizione, questo appuntamento ha visto la partecipazione del presidente del Consiglio e del direttore generale della FAO. La manifestazione è stata inaugurata alle ore 11:00 dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, insieme al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. Presente anche il Direttore Generale della FAO Qu Dongyu, il Vicedirettore Generale Maurizio Martina e oltre trenta ambasciatori provenienti da tutto il mondo. A fare da padroni di casa il presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino, la presidente dell’Ente Nazionale Risi Natalia Bobba, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ed ovviamente il sindaco di Vercelli Roberto Scheda. Organizzato da Provincia e Comune di Vercelli insieme all’Ente Nazionale Risi, con il sostegno di Regione Piemonte e Masaf, il Festival conferma una forte vocazione internazionale. Sarà l’occasione per celebrare il prodotto, certamente, ma anche di chiudere affari, con buyer
L’Europa dei tecnocrati non vieta il cibo ultraformulato nelle gare delle mense pubbliche, mettendo sotto attacco la salute delle persone, a partire dai bambini. Coldiretti è pronta a scendere in piazza per denunciare scelte folli contenute nel Public Procurement Act, il regolamento che riscrive integralmente le regole sugli appalti pubblici.La sigla denuncia il contrasto con sempre più numerose evidenze scientifiche e mediche che hanno messo in luce tutti i terribili rischi, soprattutto per i più piccoli. Gli stessi medici hanno già lanciato l’allarme sul fatto che il sistema sanitario rischia il collasso se non si argina subito un fenomeno dilagante come questo. E l’Europa fa finta di niente o, ancora peggio, si teme che voglia fermare gli uomini di volontà che guidano amministrazioni che stanno facendo scelte giuste.L'esempio virtuoso di Roma Capitale
Rendere più efficienti gli investimenti in servizi pubblici e infrastrutture. E' l'obiettivo della bozza di regolamento presentato dalla Commissione Ue per modernizzare e semplificare il quadro comunitario degli appalti pubblici, un provvedimento che avrà anche riucadute sul settore agricolo e agroalimentare: introduce ad esemio criteri legati alla qualità del cibo negli appalti per le mense pubbliche, in particolare quelle di scuole e ospedali. Un mercato da 450 miliardi di euro l'annoGli appalti pubblici valgono circa il 15% del Pil dell'Unione europea e toccano ambiti che vanno dai trasporti all'energia, dalla sanità alla scuola. La riforma promette risparmi amministrativi annui per 650 milioni di euro, ripartiti tra una riduzione degli oneri di 80 milioni per le stazioni appaltanti e di 570 milioni per gli operatori economici. Il nuovo
Nel 2025 gli scambi agroalimentari dell’Italia raggiungono nuovi livelli record: le esportazioni superano quota 72 miliardi di euro, con una crescita del 5,6% rispetto al 2024 mentre le importazioni toccano i 72,45 miliardi, con un aumento del 10,1%, spinto anche dal rialzo dei prezzi internazionali di alcune commodities. È quanto emerge dal Rapporto CREA sul commercio con l’estero dei prodotti agroalimentari, realizzato dal CREA con il suo Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia.Il settore incrementa il proprio peso sulla bilancia commerciale complessiva del Paese, rappresentando il 12,2% delle importazioni e l’11,2% delle esportazioni e confermando così il ruolo sempre più rilevante dell’agroalimentare nella struttura commerciale del Paese. E questo nonostante il contesto internazionale ancora caratterizzato da tensioni geopolitiche, incertezza sui mercati, nuove misure protezionistiche e persistenti pressioni sui prezzi di alcune materie prime. L’aumento in valore delle importazioni è, infatti, condizionato anche dall’andamento dei prezzi internazionali di prodotti come caffè greggio, cacao e altre commodities.
Il maltempo in arrivo sull’Italia si abbatte sui danni causati dal caldo estremo aggravando la situazione nelle campagne dove le perdite dei raccolti arrivano fino al’80% in alcune aree, mentre le aziende agricole sono schiacciate dall’aumento dei costi, tra energia, fertilizzanti e irrigazione per salvare le colture. È il nuovo bilancio stilato dalla Coldiretti sui danni causati dai cambiamenti climatici, con i nubifragi che si alternano alla siccità prolungata, ponendo ancora una volta l’esigenza di interventi strutturali per salvare il Made in Italy agroalimentare.Tra caldo estremo, siccità, grandine e roghi i danni all’agricoltura italiana hanno superato i tre miliardi di euro, secondo una prima stima Coldiretti, con la scarsità d’acqua e le temperature elevate che stanno mettendo sotto pressione intere filiere. Mais, riso, seminativi, foraggi e produzioni zootecniche sono tra i comparti maggiormente colpiti.Il quadro nelle Regioni del Nord
Acqua che non arriva nei campi, grano venduto sotto i costi di produzione, vigneti in cerca di equilibrio, bandi con risorse inferiori alla domanda delle imprese. L'agricoltura siciliana ha messo in fila i suoi conti all'assemblea generale di Confagricoltura Catania “Coltivare il futuro”. Alla tavola rotonda, moderata dal vicedirettore de “La Sicilia” Mario Barresi, hanno preso parte il presidente di Confagricoltura Sicilia Rosario Marchese Ragona, il capogruppo di Forza Italia in commissione Agricoltura alla Camera Giuseppe Castiglione, l'assessore regionale all'Agricoltura Luca Sammartino e il capo dipartimento del ministero dell'Agricoltura Marco Lupo.Il problema dell'acquaRosario Marchese Ragona ha affrontato una per una le priorità indicate dal titolo dell'assemblea, rivolgendo all'assessore Sammartino richieste puntuali. Sull'acqua è stato netto: “In Sicilia il problema non è soltanto la pioggia che non cade, è soprattutto l'acqua che non riusciamo a
Ogni dollaro investito per affrontare il cambiamento climatico e l'inquinamento atmosferico può generare circa 15 dollari di benefici economici. È quamnto emerge dal report pubblicato dal Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP) insieme alla Climate and Clean Air Coalition (CCAC), che per la prima volta quantifica in modo integrato i guadagni economici, sanitari e agricoli di un'azione combinata su clima e qualità dell'aria. Il rapporto tra investimento e beneficio è più alto rispetto a quanto si otterrebbe affrontando i due fronti separatamente, e nel calcolo rientrano sia i guadagni di mercato, come la maggiore produttività del lavoro, sia i riflessi sociali, come la riduzione della mortalità prematura e il miglioramento della qualità della vita.L'Europa parte in vantaggioIl quadro europeo conferma la tendenza globale, seppure con proporzioni più contenute. Nell'area che comprende Unione Europea, Paesi EFTA e
L’Italia ha l’8,7% della superficie agricola utilizzata dell’Unione europea ed è quinta dopo Francia, Spagna, Germania e Polonia. Ha un peso elevato nella produzione di nocciole, riso, frumento duro, pomodoro in piena aria e soia, ma perde terreno su mais (la produzione è pressoché dimezzata) e olio di oliva (-37,6%). Nel caso dell'olio, oltretutto, il nostro Paese importa una volta e mezza la quantità che produce. È quanto emerge dall'analisi dell'Istat "Produzioni agricole e zootecniche - Anno 2025", che fotografa un ventennio (2006-2025) di profondi cambiamenti per la nostra agricoltura. Le aziende infatti sembrano essersi concentrate sulle coltivazioni ad alta specializzazione, mentre stanno abbandonando quelle meno redditizie o più esposte alla concorrenza estera.Seminativi in ritirataIl mais è tra le coltivazioni che hanno subito i tagli più drastici: tra il 2006 e il 2025 la superficie coltivata si è dimezzata (-51,2%) e la produzione è scesa del 42,7%. La resa per ettato tuttavia è cresciuta del 17,4%, e
Fare di più e farlo in fretta. L’agricoltura non può più essere lasciata sola davanti alla crisi climatica che, anno dopo anno, mette a rischio produzioni, reddito e tenuta delle imprese. L’estate in corso lo dimostra ancora una volta, con un conto che supera già i 2 miliardi di euro per il settore primario, tra perdite nei campi e ore di lavoro evaporate. A questo si aggiungono gli effetti pesanti sulle rese agricole. È quanto sottolinea Cia-Agricoltori Italiani.La crisi in Italia e in EuropaIn Italia, tra luglio e agosto, le temperature massime hanno superato i 35 gradi in circa due giorni su tre, mentre nel Nord-Ovest le precipitazioni da luglio sono state inferiori di quasi il 50% rispetto alla media stagionale. Una combinazione di caldo estremo e scarsità d’acqua che ha colpito le colture proprio nelle fasi più delicate, con previsioni di resa totali ridotte su livelli paragonabili a quelli del 2003 e del 2022, ossia circa il 15% sotto la media degli ultimi cinque anni. I cali più pesanti si concentrano in
Sostegno finanziario immediato, maggiore flessibilità nell'uso degli strumenti della PAC, coordinamento rafforzato a livello europeo, interventi che consentano di affrontare la crisi climatica non solo nel breve, ma anche nel medio e lungo periodo. Sono queste le richieste principali avanzate da Copa e Cogeca, che in un incontro con il Commissario europeo per l'Agricoltura e l'Alimentazione Christophe Hansen chiedono una risposta rapida e proporzionata alla gravità della crisi climatica che sta colpendo l'agricoltura del continente dopo che le ondate di calore di questa estate hanno messo in ginocchio interi comparti produttivi da nord a sud del continente.Il confronto con il Commissario HansenLa richiesta arriva al termine di un incontro che si è tenuto il 1° settembre e che ha riunito i vertici di Copa e Cogeca provenienti dai Paesi più colpiti dal
L'Europa rischia di indebolire uno dei suoi asset strategici più importanti proprio nel momento in cui il cibo torna a essere considerato un'arma geopolitica. E' l'allarme che lanciano Copa e Cogeca, le organizzazioni che rappresentano gli agricoltori e le cooperative agroalimentari dell'Unione Europea, in un intervento firmato dal presidente di Copa, Massimiliano Giansanti, e dal presidente di Cogeca, Lennart Nilsson.La sicurezza alimentare diventa questione geopoliticaIl documento sottolinea come, a livello globale, l'agricoltura venga ormai considerata una leva strategica di primaria importanza. Gli Stati Uniti hanno inserito il tema della food security al centro del proprio National Farm Security Action Plan 2025, mentre la Cina persegue da tempo politiche volte a garantire l'autosufficienza alimentare interna. Anche la Russia, indicata come una minaccia crescente per la sicurezza dell'Unione, ha fatto
La bilancia commerciale dell'agrifood europeo, nei primi sei mesi del 2026, segna un disavanzo positivo di 23,9 miliardi di euro, ben 1,4 miliardi in più rispetto allo stesso periodo del 2025, ma calano sia le esportazioni, sia - in misura maggiore - le importazioni. È quanto emerge dal bollettino pubblicato dalla Commissione Ue.Le esportazioni si attestano infatti a 117,2 miliardi di euro, il 2% in meno rispetto al primo semestre 2025. Pesano in particolare sia l'aumento dei dazi negli Stati Uniti, sia la chiusura dello Stretto di Hormuz per i Paesi del Golfo. In positivo, invece, Egitto e Ucraina. Le importazioni subiscono una contrazione più accentuata (-3,6%, 93,4 miliardi). L'andamento in questo caso è stato influenzato da una serie di fattori, come il crollo del prezzo del cacao e il taglio alle importazioni di caffè, tè e spezie.I mercati che frenano di più l'exportIl calo più consistente delle vendite comunitarie riguarda proprio gli Stati
Finanziati 1,3 miliardi di dollari per contrastare la desertificazione, e un pacchetto di iniziative concrete su finanza climatica, pascoli e resilienza alla siccità. La questione più importante, ovvero l'accordo strutturato sulla gestione proattiva della siccità a livello globale, è stata però rinviata alla prossima Conferenza che si terrà in Egitto nel 2028. E ancora, l'amara constatazione che a fronte dei 355 miliardi di dollari l'anno fino al 2030 che servirebbero per il ripristino dei terreni, ne vengono investiti appena 77. Sono i risultati che hanno raggiunto i 197 Paesi che hanno partecipato alle due settimane di negoziati della Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (COP17) che si è appena conclusa a Ulaanbaatar, in Mongolia.Per la segretaria esecutiva dell'UNCCD, Yasmine Fouad, Ulaanbaatar è stata comunque "una COP di implementazione", si potrà esprimere un giudizio sulla Conferenza solo osservando i risultati concreti che si raggiungeranno nei prossimi mesi. Sulla stessa linea la presidente della COP17, la ministra degli Esteri mongola Battsetseg Batmunkh, che ha rivendicato il ruolo del proprio
Da una parte violente precipitazioni, grandine e nubifragi, dall’altra una siccità prolungata che ha già compromesso raccolti e pascoli e che le piogge arrivate negli ultimi giorni non sono riuscite a cancellare. È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sul territorio nazionale, con le aziende agricole costrette a fare i conti con una situazione a macchia di leopardo che mette a rischio produzioni, redditi e lavoro con perdite che oscillano tra il 30% e il 50% e in alcuni casi anche superiori.Liguria, danni a ulivi e vitiIn Liguria resta critica la situazione nel Levante dopo l’ultima forte ondata di maltempo. I sopralluoghi nelle campagne confermano danni soprattutto a olivicoltura e viticoltura. Per le olive si stimano cascole mediamente intorno al 50%, mentre risultano colpiti anche i vigneti, in particolare nelle aree interessate dalla grandine tra Chiavari e Calvari, dove si fa ancora la conta dei danni.
Le ripetute ondate di calore e la siccità eccezionale hanno peggiorato notevolmente le prospettive dei raccolti estivi nell'Europa occidentale e in gran parte dell'Europa centrale. Le ripercussioni vanno dalle riduzioni moderate della resa alle gravi perdite, ma nelle regioni più colpite cresce la probabilità di totale perdita del raccolto. È il bilancio che traccia il Joint Research Center della Commissione europea nel bollettino sul monitoraggio delle colture di agosto.L'Italia – e in particolare le Regioni del Nord e del Centro – è tra i Paesi che registrano le perdite maggiori. Le colture estive come mais, barbabietola e patate secondo le previsioni registreranno una contrazione del 15% rispetto alla media degli ultimi cinque anni, e si attesteranno sui livelli del 2003 e del 2022. Non si tratta comunque di un caso isolato: anche Francia, Germania meridionale, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Romania occidentale sono destinate a riportare perdite significative.Italia, solo il girasole soffre meno
El Niño si sta rafforzando, l'evento meteorologico nel 2026 sembra destinato a stabilire un nuovo record, con l'81% di probabilità di raggiungere un'intensità molto forte tra ottobre e dicembre 2026, e una persistenza fino alla primavera 2027 ormai stimata al 97%. Le proiezioni della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) riguardano principalmente il raccolto di mais e soia negli Stati Uniti che, come primo produttore ed esportatore mondiale, influenzerà invitabilmente il mercato globale.Il NOAA si attende in particolare un autunno più piovoso sul Midwest e sugli Stati del Sud, con la tendenza umida destinata a estendersi anche in inverno. Un cambio di passo rispetto alle annate recenti, che porta opportunità ma anche rischi concreti per il comparto cerealicolo statunitense.Mais e soia a rischio stress termicoL'estate 2026 è rimasta gestibile fino a luglio. Successivamente, le ondate di calore e la siccità hanno penalizzato l'impollinazione e di conseguenza hanno