girasole
Il 2026 si preannuncia un anno più complicato per i cereali dell'UE, mentre le oleaginose registreranno un'altra annata di raccolto solido e le colture proteiche manterranno il proprio slancio positivo, nonostante delle rese inferiori. Sono le previsioni per la campagna agricola 2026 che effettua Copa-Cogeca, l'organizzazione che rappresenta gli agricoltori e le cooperative agricole europee. Le due associazioni sottolineano però che l'esito finale dei raccolti è fortemente condizionato dall'andamento meteorologico: le prossime settimane saranno decisive per confermare i dati definitivi di produzione, dal momento che i recenti eventi atmosferici potrebbero avere un impatto superiore alle attese iniziali.Cereali in calo del 6,6% dopo il rimbalzo del 2025
agricoltura
L’avvio del pagamento degli anticipi Pac per la prima volta a luglio risponde alle richieste di Coldiretti e rappresenta una boccata d’ossigeno per le aziende agricole strette nella morsa dell’aumento dei costi legato alle tensioni geopolitiche e degli effetti devastanti dei cambiamenti climatici, tra caldo record, grandine e incendi. È quanto afferma Coldiretti in occasione dell’assemblea di bilancio della più grande organizzazione agricola d’Italia e d’Europa, che si è riunita a Roma al Teatro Eliseo alla presenza di centinaia di dirigenti provenienti da tutto il Paese, assieme al segretario generale Vincenzo Gesmundo, al presidente Ettore Prandini e al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.Proprio il pagamento anticipato dei fondi della Politica agricola comune è stata una delle richieste fatte dal segretario generale Gesmundo e accolta dal ministro. Proprio il pagamento anticipato dei fondi della Politica agricola comune è stata una delle richieste avanzate dall'Associazione.Una vera boccata d’ossigeno con i pagamenti, oltre 1 miliardo di euro, che
apicoltura api miele
Più alveari, più attenzione alla sostenibilità, ma anche costi elevati, clima instabile e margini sempre più stretti. È la fotografia dell’apicoltura italiana che emerge da "Honey Cost – Analisi di contesto e risultati economici dell’apicoltura italiana. Biennio 2023-2024", il nuovo Rapporto realizzato dal CREA, Centro Politiche e Bioeconomia. Il report rappresenta la prima indagine statistica realizzata in Europa sui costi aziendali delle aziende apistiche, e si avvale del contributo del Centro Agricoltura e Ambiente per gli approfondimenti su clima, patogeni e salute delle api.La produzione nazionale, secondo le stime, sale a circa 44 mila tonnellate e recupera rispetto al biennio precedente, ma resta esposta a forti incertezze. L’Italia inoltre vanta oltre 1,5 milioni di alveari l’Italia e si conferma tra i principali Paesi europei per patrimonio apistico. Clima estremo e fioriture primaverili compromesse rendono più difficile programmare l’attività aziendale. Sul mercato pesano inoltre importazioni competitive, domanda poco vivace e margini ridotti, che rendono più difficile riconoscere nel prezzo finale il reale aumento dei costi sostenuti dagli apicoltori.
giustizia
Il TAR Lazio annulla il "Monitoraggio dei costi medi di produzione in agricoltura: raccolto frumento 2025" di ISMEA: l'Istituto ha violato le garanzie di partecipazione procedimentale delle imprese molitorie. ISMEA dovrà quindi rielaborare il dato coinvolgendo attivamente gli operatori del settore, garantendo loro accesso alle informazioni e ai criteri utilizzati, e allo stesso tempo la riservatezza delle aziende agricole intervistate.A promuovere il giudizio davanti alla Sezione Quarta Quater del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio è stata Italmopa, l'Associazione Industriali Mugnai d'Italia aderente a Confindustria, insieme a decine di società della filiera molitoria italiana, tra cui alcuni dei più noti gruppi industriali del comparto.Il monitoraggio ha una rilevanza fondamentale per il settore: vendere prodotti agricoli a prezzi inferiori ai costi di produzione costituisce una pratica sleale punibile con una sanzione amministrativa fino al 3% del fatturato dell'ultimo esercizio, e il dato ISMEA rappresenta il parametro di riferimento a cui le
grano
Basta mortificare il lavoro dei cerealicoltori. Ismea continui a monitorare i costi medi di produzione in un percorso che tuteli la filiera partendo da chi semina e raccoglie nei campi. Così Cia-Agricoltori Italiani richiamando la sentenza del TAR Lazio che boccia il monitoraggio Ismea, accogliendo il ricorso di quaranta società del settore molitorio insieme a Italmopa.Le critiche del TarIl Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha annullato il provvedimento con cui Ismea, a settembre dello scorso anno, aveva disposto il monitoraggio dei costi medi di produzione del grano duro per il 2025. Più precisamente, a essere contestati dal TAR non sono i numeri di Ismea, ma il mancato coinvolgimento delle aziende molitorie nella formulazione dei costi medi di produzione.Cia, invece, rivendica come provvedimento fortemente sollecitato, il riconoscimento dei costi medi di produzione proprio da parte di un ente 
trattore e trebbiatrice
“Dopo l’attesa pubblicazione del decreto attuativo con cui sono state definite le modalità per accedere al credito d’imposta per l’acquisto di carburante riservato all’autotrasporto e dopo la più che positiva notizia circa il soddisfacimento di tutte le richieste presentate dalle imprese ittiche per accedere alla medesima misura, c’è un solo comparto ancora in attesa di indicazioni operative: quello agricolo”. Lo fa notare il presidente della Copagri Tommaso Battista, rilanciando la preoccupazione delle imprese agricole per i forti ritardi accumulati nell’emanazione del decreto attuativo contenente i criteri e le modalità operative per utilizzare il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo.“La Copagri aveva da subito accolto con grande favore l’introduzione della misura, pensata per mitigare gli effetti economici dell’aumento eccezionale del prezzo di gasolio e benzina legato alle forti tensioni internazionali”, prosegue il presidente, sottolineando che “l’intervento era originariamente previsto solo per la pesca e per l’autotrasporto, ma poi, anche grazie al forte pressing della Confederazione, era stato esteso alle imprese del Primario, includendo
tavolo granpo duro
Un fondo da 40 milioni di euro nel ColtivaItalia e misure per ampliare la riserva di crisi che l’Ue ha messo a disposizione del comparto primario per compensare il caro fertilizzanti. Sono gli interventi che il MASAF ha illustrato al Tavolo del Grano convocato questa mattina per arginare l’emergenza sul prezzo del grano.La crisi del granoCia ricorda che i prezzi del grano duro oggi si attestano sui 26 euro al quintale al Centro-Sud, fino a 24 euro in Sicilia e sono sempre più “imbarazzanti” se confrontati con i costi di produzione, che per Ismea si attestavano già a 32 euro al quintale nel Sud a settembre 2025 (cifra allora contestata dagli agricoltori come sottostimata) e ulteriormente lievitati con la guerra in Iran (gasolio agricolo da 0,80 a 1,40 euro) e il successivo aumento dei fertilizzanti (+80%). Il raccolto 2026, pur atteso in buona quantità e qualità (circa 3,8 milioni di tonnellate su 1.150.000 ettari, prima coltura del paese per superficie) non compensa questi costi crescenti.
frumento
Il raccolto nazionale 2026 di frumento tenero registrerà una crescita dei volumi produttivi nell'ordine del 10%, che porterà l’offerta a ridosso dei 3 milioni di tonnellate. È la stima che avanza ITALMOPA - Associazione Industriali Mugnai d’Italia, aderente a Confindustria e FederPrima, sottolineando che il nuovo raccolto presenta inoltre caratteristiche qualitative più che soddisfacenti sotto il profilo merceologico, ed in particolare del peso specifico del grano che determina la resa in macinazione, e igienico-sanitario.Permangono tuttavia alcune criticità per quanto concerne il tenore proteico che risulta, anche per via dell’incremento delle rese per ettaro che tendono a diluire la quantità di proteine disponibili, leggermente inferiore alle aspettative iniziali.La produzione nazionale non copre il fabbisogno domestico
trebbiatrice raccolto
Alla vigilia del tavolo convocato al Masaf per affrontare la crisi del grano duro, Confagricoltura chiede interventi tempestivi per tutelare la cerealicoltura nazionale. Il settore, a fronte della drastica perdita di redditività, fa i conti con costi di produzione in crescita del 10,5% in un anno. Sono diversi i fronti su cui bisogna lavorare per contrastare il calo delle quotazioni del frumento duro, oggi intorno ai 260 euro a tonnellata, rispetto al picco dei 515 euro raggiunto a metà 2022.Il contributo straordinarioPer la Confederazione occorre istituire un fondo straordinario dedicato, rafforzare i contratti tra produttori e trasformatori concentrando maggiori incentivi economici sugli agricoltori (non erogando quindi a favore dell’industria) eliminando il de minimis e consentendo di superare la soglia dei 50 ettari per contributo.La misura – spiega Confagricoltura – valorizzerebbe le produzioni agricole di
agroalimentare
Cresce la domanda interna per i prodotti agroalimentari, confermando e un trend positivo ormai consolidato. È quanto emerge da CREAgritrend, il bollettino trimestrale messo a punto dal CREA, con il suo Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia. In positivo, infatti, tutte le voci che compongono la domanda: i consumi finali nazionali  guadagnano lo 0,4%, gli investimenti fissi lordi  lo 0,7%, mentre la spesa delle famiglie per beni durevoli  cresce addirittura dell’1,1%.Dal lato dell’offerta, rispetto al quarto trimestre 2025, si registra una lieve flessione nel settore agricolo (-0,5%), mentre quello industriale e i servizi mostrano una crescita (+0,4%). Su base tendenziale, rispetto allo stesso periodo del 2025, risultano in crescita tutti i settori: agricoltura (+0,1%), industria (0,7%) e servizi (0,7%).Inoltre, prevale un clima di fiducia anche per i prossimi mesi. I dati raccolti su X dal 14 marzo al 15 giugno 2026 evidenziano una prevalenza del clima di fiducia nei confronti del settore pari al 61,4% di giudizi positivi (+5,4% rispetto
olive
L’olio ottenuto dalla miscelazione tra extravergine e vergine non potrà avere sull’etichetta la denominazione di Olio di oliva extravergine. Lo prevede una circolare pubblicata dal Masaf che punta a difendere il settore da truffe e speculazioni."L'olio è alla base della nostra dieta, ed è usato quotidianamente da tutte le famiglie italiane. Per questo c'è bisogno di regole certe per chi produce e imbottiglia e di informazioni chiare per chi acquista e consuma" ha sottolineato  il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. "Da oggi potrà essere etichettato come olio extra vergine di oliva solo olio di oliva di categoria superiore. L'olivicoltura è un patrimonio italiano da proteggere e valorizzare, oltre un milione di ettari del nostro territorio sono dedicati a questa attività millenaria. Dare queste regole stringenti, aumentare i controlli, assicurarsi che ciò che viene chiamato olio extravergine di oliva italiano lo sia davvero è una garanzia per la salute, il benessere dei cittadini e per il lavoro dei nostri agricoltori" ha concluso il Ministro.
ICQRF
Quasi 55mila effettuate lungo tutta la filiera agroalimentare che hanno portato a emettere 5.559 contestazioni amministrative, 3.411 diffide e 132 notizie di reato inoltrate all'Autorità Giudiziaria, nonché a effettuare 497 sequestri per un valore economico complessivo che ha superato i 47,8 milioni di euro. Sono alcuni dei risultati che emergono dal Report delle Attività 2025 che l’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) ha presentato questa mattina a Roma, presso la Sala Cavour del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, per un momento di straordinario rilievo istituzionale.All’evento ha partecipato anche il Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (CONAF), per celebrare una doppia ricorrenza: i 40 anni dalla fondazione dell'Ispettorato (1986-2026) e i 50 anni dal riordino della professione e dell’istituzione del Consiglio dell'Ordine. La presentazione del report ha rimarcato la sinergia strategica volta a coniugare l’efficacia e il rigore scientifico del sistema dei controlli pubblici
cibo biologico
Il logo bio europeo potrà essere utilizzato per l'etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti importati da Paesi terzi solo se vengono rispettati standard equivalenti a quelli europei e ulteriori requisiti specifici di produzione e controllo. È quanto prevede il testo approvato martedì dalla Commissione AGRI con 37 voti favorevoli, 4 contrari e 8 astensioni, nell'ambito della revisione mirata delle norme UE su produzione, etichettatura, certificazione e commercio dei prodotti biologici.Più trasparenza e maggioire tutelare i consumatori Le nuove misure nascono con un duplice obiettivo: proteggere la produzione biologica europea da una concorrenza esterna considerata sleale e rafforzare la fiducia dei consumatori nei confronti dei prodotti bio. Le regole sull'etichettatura dei prodotti extra UE, in particolare, mirano a migliorare la fiducia dei consumatori nel cibo biologico e a garantire una concorrenza equa
siccità
L’ondata di caldo eccezionale e la mancanza di precipitazioni stanno presentando un conto sempre più pesante all’agricoltura italiana, con il rischio di compromettere i raccolti estivi e autunnali, con effetti anche sulla produzione di latte. È quanto emerge dalla mappa della sete elaborata da Coldiretti, che fotografa una situazione di crescente emergenza soprattutto nelle regioni del Centro-Nord, dove mais, soia, ortaggi, frutta, oliveti, vigneti e foraggi sono sottoposti a un forte stress idrico, mentre nelle stalle il caldo provoca un calo della produzione di latte fino al 30%.In alcune aree il mais rischia addirittura l’azzeramento del raccolto, mentre per la soia si stimano perdite fino al 40%, per il foraggio tra il 20 e il 30% e per diverse produzioni orticole riduzioni delle rese fino al 20%. A tutto questo si aggiungono l’aumento dei costi per irrigazione ed energia e una crescente pressione sulle risorse idriche.Servono invasi, infrastrutture idriche e interventi urgenti
agricoltura
È fondamentale che il settore agroalimentare non perda il ruolo strategico che le Commissione Ue gli aveva attribuito all’interno del Fondo Europeo per la Competitività (ECF), lo strumento che guiderà gli investimenti strategici dell’Unione nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034. Lo chiedono sia Copa Cogeca che Farm Europe, commentando la decisione della Commissione ITRE di cancellare la sezione dedicata a "Salute, Biotecnologia, Agricoltura e Bioeconomia" per sostituirla con un approccio più ampio e generico denominato "Prosperità Sostenibile". Mentre però Copa e Cogeca esprimono forti preoccupazioni per la relazione, Farm Europe esprime apprezzamenti per come sta proseguendo il confronto.L’ECF e il rapporto dell’ITREL’ECF nasce come lo strumento finanziario chiave con cui l’Unione Europea intende sostenere gli investimenti strategici del prossimo ciclo di bilancio pluriennale, mobilitando risorse su settori considerati prioritari per la competitività, la sicurezza e la resilienza del continente. Nella proposta
olio oliva
“La tolleranza è zero per chi infrange le regole e chi vuole sfruttare il marchio del Made in Italy senza garantirne la qualità". lo ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida in un punto stampa al termine della seduta della Cabina di regia sui controlli dell’Agroalimentare istituzionalizzata con la legge 75 del 2026.Controlli aumentati del 21,1% dal 2023"Oggi ho convocato la Cabina di regia sui controlli agroalimentari, mi hanno aggiornato sulla campagna straordinaria di controlli che ho voluto per proteggere il lavoro dei nostri olivicoltori - ha proseguito il Ministro. - In soli 10 giorni, dal 2 luglio a ieri, solo l’Icqrf ha controllato 5 milioni di chili di olio e sequestrato merce per 10,3 milioni di euro. Ma questo è solo l’inizio, per il periodo a venire la collaborazione tra le forze dell’ordine nella Cabina di regia e l’attenzione sull’olio sarà massima, rafforzeremo gli strumenti tecnologici a