accordo meccanismo cbam
L’Ecofin raggiunge l’intesa per rafforzare il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere dell’UE. Il testo - che estende il perimetro applicativo del meccanismo a nuovi prodotti e introduce misure anti-elusione più stringenti - verrà adesso negoziato con il Parlamento europeo. E c’è già chi auspica delle modifiche, a iniziare dal ministro Giancarlo Giorgetti che ha votato sì solo per spirito di compromesso. Gli agricoltori invece bocciano l'intesa come una profonda delusione.Il CBAM e l’agroindustriaIl CBAM è lo strumento con cui l’Unione Europea contrasta il cosiddetto "carbon leakage", ovvero la delocalizzazione del carbonio: la produzione di beni ad alta intensità di carbonio viene sempre più spesso delocalizzata nei Paesi con politiche climatiche meno ambiziose. I produttori industriali europei sono invece tenuti a compensare le proprie emissioni di CO2 attraverso il sistema di scambio di quote di emissione (ETS), che non si applica alle produzioni extra-UE.
cereali
Nel 2025 il settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca ha registrato una lieve crescita della produzione in termini reali, pari allo 0,3%. Nello stesso periodo, il valore aggiunto è rimasto sostanzialmente stabile (-0,1%), mentre l’occupazione si è ridotta dello 0,5%. Si sono osservati incrementi della produzione in volume per olio d’oliva (+9,6%), cereali (+4,1%), vino (+2,9%) e fiori e vivai (+1,5%). L’annata è stata invece sfavorevole per frutta (-7,3%), legumi secchi (-3,2%), coltivazioni industriali (-1,9%), foraggi (-1,3%) e agrumi (-1,0%). Nel 2025 sono aumentati sia i prezzi di vendita dei prodotti agricoli (+3,8%) sia i prezzi dei beni e servizi impiegati nel settore (+1,0%). È quanto emerge dal Report ISTAT 2025 sui Conti Economici dell'Agricoltura, e l'Istituto di Statistica sottolinea che "l’Italia si conferma al primo posto nella Ue per valore aggiunto mentre scende al quarto posto per valore della produzione".Prezzi in aumento, sale il valore della produzione, bene l’agroalimentare
fertilizzanti
Confagricoltura accoglie con favore la proposta della Commissione UE di destinare 300 milioni di euro in più, rafforzando la riserva agricola della Pac, per affrontare il caro fertilizzanti."L’auspicio – commenta la Confederazione – è che l’Europarlamento approvi velocemente questa misura che va incontro al settore primario europeo, soffocato dall’aumento dei costi di produzione".Necessario un piano strutturatoLa richiesta pressante di Confagricoltura sul tema dei fertilizzanti, sostenuta anche dal governo italiano ai tavoli internazionali, ha sensibilizzato la Commissione europea su una questione che riguarda milioni di imprese agricole e ha ricadute su tutta la popolazione.Confagricoltura ribadisce comunque la necessità di un piano strutturato per contrastare il caro fertilizzanti, sospendendo il CBAM, intervenendo sulla tassazione e con altre misure a lungo termine.
il presidente di Cia, Cristiano Fini
Cia-Agricoltori Italiani accoglie positivamente la proposta della Commissione europea di rafforzare la riserva agricola della Pac con 300 milioni di euro aggiuntivi, in linea con il piano Ue sui fertilizzanti. Ora è necessaria una quota adeguata per l'Italia. Cia sottolinea, inoltre, la necessità che queste nuove risorse non vadano a detrimento dei fondi già attivati e richiesti per affrontare anche altre emergenze, tra cui quella della peste suina africana, che devono restare pienamente tutelate.Rivedere gli Ets e sospendere il CBAM“L’annuncio odierno è positivo e va nella direzione annunciata dal piano fertilizzanti, ma non può restare un intervento isolato" evidenzia il presidente di Cia, Cristiano Fini. "Chiediamo di intervenire anche sulla revisione dell'Ets e sospendere immediatamente il Cbam sui fertilizzanti, oltre a garantire piena trasparenza sui prezzi, per fermare le speculazioni e riportare i costi su livelli sostenibili per le aziende agricole”.
trattore fertilizzanti
Rafforzare la riserva agricola della PAC con "300 milioni" di fondi aggiuntivi, in modo da aiutare gli agricoltori in questa fase caratterizzata dalla guerra in Medio Oriente e dall'aumento dei prezzi dei fertilizzanti. E' la proposta che lancia la Commissione Europea nell'emendamento al bilancio Ue 2026, adottato ieri sera. L'esecutivo europeo - che definisce apertamente l'intervento "eccezionale", ma allo stesso tempo "mirato" - sta ora valutando l'entità delle risorse ancora disponibili nella riserva di crisi per l'anno in corso. Queste ultime dovrebbero essere di pooco superiori ai 200 milioni, e questo porterebbe a oltre 500 milioni l'entità dell'aiuto fornito dalla Commissione.Già nel Piano sui fgertilizzanti approvato a metà maggio, la Commissione aveva annunciato l'intenzione di potenziare la riserva di crisi della PAC a sostegno degli agricoltori. La proposta verrà presentata formalmente venerdì prossimo assieme a un pacchetto di modifiche mirate alla PAC, quindi dovrà essere approvata dal Parlamento europeo e dagli Stati membri.Gli altri interventi per gli agricoltori
manifestazione Coldiretti
Migliaia di agricoltori della Coldiretti scendono in piazza in tutta Italia per dire basta alle manovre di veri e propri trafficanti che fanno crollare i prezzi di olio extravergine d’oliva e grano, due simboli del nostro agroalimentare e della Dieta Mediterranea, prodotti 100% italiani che devono stare in tutte le mense pubbliche come quelle delle scuole e degli ospedali.Speculazioni, inganni e mancanza di trasparenza mettono a rischio la salute dei cittadini e la tenuta delle aziende agricole nazionali, già in grave difficoltà a causa dell’aumento dei costi legato alla guerra in Iran. Il blitz coinvolge tredici capoluoghi di regione con gli agricoltori davanti alle Prefetture dove è stato consegnato un manifesto con le principali richieste. Agricoltori mobilitati a Roma, Bari, Bologna, Napoli, Palermo, Firenze, Cagliari, Pescara, Cosenza, Ancona, Perugia, Campobasso e Potenza.Le richieste degli agricoltori contro le speculazioni
tofu seitan cibo plant based
Il mercato di latte, formaggi e carne di origine vegetale cresce sia in Italia che in Europa e si assottiglia il divario rispetto agli analoghi cibi di origine animale. È quanto emerge dal report del centro studi non profit The Good Food Institute Europe, secondo cui per sostenere il trend è sono stati determinanti due fattori: la riduzione dei prezzi, e il sapore dei prodotti che incontra sempre più le aspettative dei consumatori.Le ottime performance, inoltre, iniziano ad avere riflessi anche sulle prospettive del settore. In Italia, il valore complessivo delle vendite al dettaglio delle cinque principali categorie analizzate ha raggiunto i 669 milioni di euro, mettendo a segno una crescita del 4,5% sul 2024. I volumi di vendita invece sono cresciuti del 5,8% nel giro di un anno, e del 12,7% nel periodo 2023-2025. Secondo la ricerca Il potenziale economico delle proteine alternative di Systemiq, inoltre, il settore italiano può generare 10 miliardi di euro di valore aggiunto e creare circa 31.000 posti di lavoro, aprendo nuove opportunità lungo tutta la filiera e riducendo la dipendenza dalle importazioni.A livello europeo, invece, si stima che il comparto raggiungerà i 45,5 miliardi 
fertilizzanti G7
“Sviluppare una strategia che coniughi interventi di risposta immediata con politiche strutturali”. Lo ha chiesto il sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo, partecipando alla riunione straordinaria dei ministri dell'Agricoltura del G7 nel corso della quale si è discusso delle conseguenze del conflitto in Medio Oriente e della chiusura dello Stretto di Hormuz sul settore agricolo, in particolare sui prezzi dei fertilizzanti. Nel corso del summit, i Paesi del G7 hanno fissato come priorità quella di favorire un impegno coordinato per rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari , in modo da fronteggiare le ripercussioni del conflitto in Medio Oriente sui prezzi dei fertilizzanti. Inoltre evidenziata l’importanza di diversificare le fonti di approvvigionamento di materie prime e di incentivare la produzione di fertilizzanti innovativi, anche derivanti dal recupero di sottoprodotti, in linea con i principi dell’economia circolare.Azioni urgenti e concrete sono un dovere morale
biocarburanti
Farm Europe scrive una lettera al Commissario Ue una lettera a Apostolos Tzitzikóstas, per chiedere a Bruxelles di riconsiderare la controversa classificazione dell'olio di soia come materia prima ad alto rischio ILUC, e di riconoscere quindi come sostenibili i biocarburanti ricavati da colture. Una posizione che si inserisce in un dibattito sempre più acceso, già sette grandi organizzazioni agroalimentari europee nei giorni scorsi si sono mobilitate contro il Regolamento Delegato 2026/2680.Tzitzikóstas, biocarburanti solo nei settori più criticiFarm Europepunta a replicare alle posizioni che il Commissario per i Trasporti Sostenibili aveva espresso a fine maggio intervenendo al Parlamento Europeo. Tzitzikóstas aveva infatti ammesso che “i biocarburanti e gli e-fuel svolgono un ruolo critico nell'ambto della decarbonizzazione del trasporto stradale” e che qundi “la produzione all'interno dell'Ue va sostenuta e incentivata”. Tuttavia, l'uso dei biocarburanti dovrebbe essere limitato a “quei settori
dieta meditteranea
Nei primi quattro mesi del 2026 è scoppiato circa un allarme alimentare al giorno in Italia. In totale sono stati registrati 128 allarmi alimentari legati a prodotti importati dall’estero, con un aumento del 24% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È quanto emerge da un’analisi Coldiretti sui dati del sistema europeo di allerta rapido Rasff (Rapid Alert System for Food and Feed), diffusa in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare.Tra i casi segnalati figurano noci e pistacchi provenienti da Emirati Arabi Uniti, Turchia, Iran, Stati Uniti e Azerbaijan contaminati da aflatossine oltre i limiti consentiti, pesce importato da Spagna, Polonia e Portogallo con presenza di parassiti o livelli elevati di mercurio, ma anche peperoncini, olive e pomodori secchi provenienti da Tanzania, Egitto, Kenya e India risultati contaminati da pesticidi vietati o superiori ai limiti previsti dalla normativa europea.Maggiori controlli e etichettatura di origine
botti vino
Nel triennio 2023-2025 gli investimenti dell’Italia nel settore agroalimentare sono aumentati del 46% rispetto al triennio precedente, salendo a 16,8 miliardi di euro, che si aggiungono alla quota strutturale di 38,5 miliardi. Un cambio di passo importante rispetto al passato: tra il 2010 e il 2022 il sostegno pubblico all’agricoltura era rimasto sostanzialmente invariato, con una media annua che non ha mai superato i 12,4 miliardi di euro. Il dato è emerso in occasione della decima edizione del Forum Food&Beverage di TEHA Group, che ha preso il via a Bormio, nel corso della quale sono stati illustrati i risultati del primo "Osservatorio sulle Politiche Agroalimentari", nato per analizzare le ricadute economiche e strutturali delle iniziative politiche a supporto del settore agroalimentare italiano.Sette linee di intervento per l'agroalimentare 
 Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida
I Consorzi di tutela per i prodotti DOP e IGP diventano ancora più forti, moderni e protagonisti nella valorizzazione delle eccellenze agroalimentari italiane. Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ha infatti firmato un decreto che imprime una svolta strategica per la gestione delle Indicazioni Geografiche, offrendo ai gruppi di produttori riconosciuti nuovi e più completi strumenti per far crescere il mondo DOP e IGP.  Le principali novità riguardano l'inserimento di nuove competenze strategiche: alle tradizionali attività di tutela, valorizzazione e vigilanza si aggiungono la regolazione dell'offerta, la promozione del turismo legato alle DOP e IGP e l'adozione di forme volontarie di sostenibilità ambientale, economica e sociale delle produzioni.Lollobrigida, un patrimonio motivo di orgoglio "Con questo nuovo decreto rafforziamo e modernizziamo il ruolo dei 
cereali
La produzione mondiale di cereali calerà del 2% nel 2026/2027, attestandosi a 2.982 milioni di tonnellate, la contrazione sarà dovuta principalmente alla performance dei raccolti di grano. È la previsione che effettua la FAO nel Food Price Index, sottolineando che comunque la produzione di cereali affronta una fase di consolidamento dopo aver registrato un anno record. Nella stagione 2025/26, infatti, ha registrato un incremento del 6,1% toccando il livello record di 3.043 milioni di tonnellate e generando un aumento delle scorte globali stimato nel 9,5%.Per il 2026/27, l’utilizzo globale di cereali è atteso in crescita dello 0,6%, un ritmo nettamente inferiore al 2,7% della stagione precedente. Le scorte mondiali dovrebbero contrarsi leggermente, dello 0,3%, per effetto principalmente della riduzione delle riserve di riso, portando il rapporto scorte/utilizzo al 31,7%. Sul fronte degli scambi commerciali, dopo l’espansione del 4,8% nel 2025/26, il commercio globale di cereali è previsto in calo dello 0,3%, a 507,2 milioni di tonnellate, con la riduzione dei volumi
soia
La Commissione Europea classifica l’olio di soia come materia prima ad alto rischio di cambiamento della destinazione dei suoli, prendendo in considerazione la produzione di biocarburanti. Una decisione che però compromette la sostenibilità economica dell’intera coltivazione, e non solo mette a rischio la produzione di mangimi, ma anche la sostenibilità economica delle aziende agricole. È l’allarme che lanciano sette grandi organizzazioni europee dell’agroalimentare (Copa-Cogeca, COCERAL, Donau Soja, EBB, Euroseeds, FEDIOL e FEFAC) che hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui chiedono di bloccare o ritirare il Regolamento Delegato 2026/2680.Dai mangimi ai biocarburanti: cosa si ricava dalla soiaLa lavorazione della soia (il crushing, o frantumazione) consente di ottenere due sottoprodotti: la farina (che rappresenta circa l’80% del peso del
formaggi
La Milk economy italiana vale 31 miliardi di euro, e si conferma uno dei pilastri del Made in Italy agroalimentare. In occasione della Giornata mondiale del latte, indetta dalla Fao e dche si celebra oggi, Coldiretti pubblica un’analisi basata su dati Istat e Ismea per dare risalto al patrimonio di eccellenza e biodiversità da cui nascono i formaggi italiani apprezzati anche sui mercati internazionali: le esportazioni infatti sono quasi raddoppiate in quantità nell’arco di un decennio. I formaggi trainano la Dop Economy italianaI formaggi rappresentano anche la principale voce della Dop Economy nazionale. Secondo l’analisi, il comparto vale circa il 60% dell’intero valore del cibo italiano a denominazione di origine. Inoltre, le specialità casearie dominano la top ten dei prodotti Dop per valore economico. Grana Padano e
forattini lollobrigida
Sul Coltivitalia non c’è “alcun arretramento dell'azione di Governo”, il temporaneo rallentamento dell'iter parlamentare “risponde alla volontà di definire un impianto normativo più efficace, organico e maggiormente aderente alle esigenze concrete del comparto agricolo”. E difatti, "i Ministeri competenti sono impegnati in un costante confronto con il Ministero dell'economia e delle finanze e con la Ragioneria generale dello Stato” per valutare l’impatto economico del provvedimento e delle proposte di modifica. Il ddl insomma “è tuttora all'esame della Commissione”, l’iter “ha richiesto ulteriori approfondimenti istruttori in considerazione del numero e della complessità delle proposte emendative presentate”. È quanto ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida nella replica scritta a un’interrogazione parlamentare presentata dall’on. Antonella Forattini, capogruppo Pd in commissione Agricoltura alla Camera.Le misure del ColtivitaliaIl Ministro ha quindi confermato che Coltivitalia “rappresenta una priorità