trebbiatrice raccolto
Alla vigilia del tavolo convocato al Masaf per affrontare la crisi del grano duro, Confagricoltura chiede interventi tempestivi per tutelare la cerealicoltura nazionale. Il settore, a fronte della drastica perdita di redditività, fa i conti con costi di produzione in crescita del 10,5% in un anno. Sono diversi i fronti su cui bisogna lavorare per contrastare il calo delle quotazioni del frumento duro, oggi intorno ai 260 euro a tonnellata, rispetto al picco dei 515 euro raggiunto a metà 2022.Il contributo straordinarioPer la Confederazione occorre istituire un fondo straordinario dedicato, rafforzare i contratti tra produttori e trasformatori concentrando maggiori incentivi economici sugli agricoltori (non erogando quindi a favore dell’industria) eliminando il de minimis e consentendo di superare la soglia dei 50 ettari per contributo.La misura – spiega Confagricoltura – valorizzerebbe le produzioni agricole di
agroalimentare
Cresce la domanda interna per i prodotti agroalimentari, confermando e un trend positivo ormai consolidato. È quanto emerge da CREAgritrend, il bollettino trimestrale messo a punto dal CREA, con il suo Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia. In positivo, infatti, tutte le voci che compongono la domanda: i consumi finali nazionali  guadagnano lo 0,4%, gli investimenti fissi lordi  lo 0,7%, mentre la spesa delle famiglie per beni durevoli  cresce addirittura dell’1,1%.Dal lato dell’offerta, rispetto al quarto trimestre 2025, si registra una lieve flessione nel settore agricolo (-0,5%), mentre quello industriale e i servizi mostrano una crescita (+0,4%). Su base tendenziale, rispetto allo stesso periodo del 2025, risultano in crescita tutti i settori: agricoltura (+0,1%), industria (0,7%) e servizi (0,7%).Inoltre, prevale un clima di fiducia anche per i prossimi mesi. I dati raccolti su X dal 14 marzo al 15 giugno 2026 evidenziano una prevalenza del clima di fiducia nei confronti del settore pari al 61,4% di giudizi positivi (+5,4% rispetto
olive
L’olio ottenuto dalla miscelazione tra extravergine e vergine non potrà avere sull’etichetta la denominazione di Olio di oliva extravergine. Lo prevede una circolare pubblicata dal Masaf che punta a difendere il settore da truffe e speculazioni."L'olio è alla base della nostra dieta, ed è usato quotidianamente da tutte le famiglie italiane. Per questo c'è bisogno di regole certe per chi produce e imbottiglia e di informazioni chiare per chi acquista e consuma" ha sottolineato  il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. "Da oggi potrà essere etichettato come olio extra vergine di oliva solo olio di oliva di categoria superiore. L'olivicoltura è un patrimonio italiano da proteggere e valorizzare, oltre un milione di ettari del nostro territorio sono dedicati a questa attività millenaria. Dare queste regole stringenti, aumentare i controlli, assicurarsi che ciò che viene chiamato olio extravergine di oliva italiano lo sia davvero è una garanzia per la salute, il benessere dei cittadini e per il lavoro dei nostri agricoltori" ha concluso il Ministro.
ICQRF
Quasi 55mila controlli effettuati lungo tutta la filiera agroalimentare che hanno portato a emettere 5.559 contestazioni amministrative, 3.411 diffide e 132 notizie di reato inoltrate all'Autorità Giudiziaria, nonché a effettuare 497 sequestri per un valore economico complessivo che ha superato i 47,8 milioni di euro. Sono alcuni dei risultati che emergono dal Report delle Attività 2025 che l’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) ha presentato questa mattina a Roma, presso la Sala Cavour del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, per un momento di straordinario rilievo istituzionale.All’evento ha partecipato anche il Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (CONAF), per celebrare una doppia ricorrenza: i 40 anni dalla fondazione dell'Ispettorato (1986-2026) e i 50 anni dal riordino della professione e dell’istituzione del Consiglio dell'Ordine. La presentazione del report ha rimarcato la sinergia strategica volta a coniugare l’efficacia e il rigore scientifico del sistema dei controlli pubblici
cibo biologico
Il logo bio europeo potrà essere utilizzato per l'etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti importati da Paesi terzi solo se vengono rispettati standard equivalenti a quelli europei e ulteriori requisiti specifici di produzione e controllo. È quanto prevede il testo approvato martedì dalla Commissione AGRI con 37 voti favorevoli, 4 contrari e 8 astensioni, nell'ambito della revisione mirata delle norme UE su produzione, etichettatura, certificazione e commercio dei prodotti biologici.Più trasparenza e maggioire tutelare i consumatori Le nuove misure nascono con un duplice obiettivo: proteggere la produzione biologica europea da una concorrenza esterna considerata sleale e rafforzare la fiducia dei consumatori nei confronti dei prodotti bio. Le regole sull'etichettatura dei prodotti extra UE, in particolare, mirano a migliorare la fiducia dei consumatori nel cibo biologico e a garantire una concorrenza equa
siccità
L’ondata di caldo eccezionale e la mancanza di precipitazioni stanno presentando un conto sempre più pesante all’agricoltura italiana, con il rischio di compromettere i raccolti estivi e autunnali, con effetti anche sulla produzione di latte. È quanto emerge dalla mappa della sete elaborata da Coldiretti, che fotografa una situazione di crescente emergenza soprattutto nelle regioni del Centro-Nord, dove mais, soia, ortaggi, frutta, oliveti, vigneti e foraggi sono sottoposti a un forte stress idrico, mentre nelle stalle il caldo provoca un calo della produzione di latte fino al 30%.In alcune aree il mais rischia addirittura l’azzeramento del raccolto, mentre per la soia si stimano perdite fino al 40%, per il foraggio tra il 20 e il 30% e per diverse produzioni orticole riduzioni delle rese fino al 20%. A tutto questo si aggiungono l’aumento dei costi per irrigazione ed energia e una crescente pressione sulle risorse idriche.Servono invasi, infrastrutture idriche e interventi urgenti
agricoltura
È fondamentale che il settore agroalimentare non perda il ruolo strategico che le Commissione Ue gli aveva attribuito all’interno del Fondo Europeo per la Competitività (ECF), lo strumento che guiderà gli investimenti strategici dell’Unione nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034. Lo chiedono sia Copa Cogeca che Farm Europe, commentando la decisione della Commissione ITRE di cancellare la sezione dedicata a "Salute, Biotecnologia, Agricoltura e Bioeconomia" per sostituirla con un approccio più ampio e generico denominato "Prosperità Sostenibile". Mentre però Copa e Cogeca esprimono forti preoccupazioni per la relazione, Farm Europe esprime apprezzamenti per come sta proseguendo il confronto.L’ECF e il rapporto dell’ITREL’ECF nasce come lo strumento finanziario chiave con cui l’Unione Europea intende sostenere gli investimenti strategici del prossimo ciclo di bilancio pluriennale, mobilitando risorse su settori considerati prioritari per la competitività, la sicurezza e la resilienza del continente. Nella proposta
olio oliva
“La tolleranza è zero per chi infrange le regole e chi vuole sfruttare il marchio del Made in Italy senza garantirne la qualità". lo ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida in un punto stampa al termine della seduta della Cabina di regia sui controlli dell’Agroalimentare istituzionalizzata con la legge 75 del 2026.Controlli aumentati del 21,1% dal 2023"Oggi ho convocato la Cabina di regia sui controlli agroalimentari, mi hanno aggiornato sulla campagna straordinaria di controlli che ho voluto per proteggere il lavoro dei nostri olivicoltori - ha proseguito il Ministro. - In soli 10 giorni, dal 2 luglio a ieri, solo l’Icqrf ha controllato 5 milioni di chili di olio e sequestrato merce per 10,3 milioni di euro. Ma questo è solo l’inizio, per il periodo a venire la collaborazione tra le forze dell’ordine nella Cabina di regia e l’attenzione sull’olio sarà massima, rafforzeremo gli strumenti tecnologici a
 Cristiano Fini, presidente Cia
Cia-Agricoltori Italiani accoglie con favore l’adozione da parte del Consiglio Ue delle misure a sostegno del settore agricolo per far fronte ai costi elevati dei fertilizzanti. Ora si lavori subito per implementare questa possibilità a livello nazionale. Necessario un cofinanziamento dell’Italia per aumentare le risorse della riserva di crisi, che per il nostro Paese ammontano a 45 milioni di euro.Cia giudica positivamente la possibilità di anticipare i pagamenti agli agricoltori, leva fondamentale per garantire liquidità alle imprese e sostenerne l’operatività in una fase ancora segnata da forti tensioni sui costi produttivi. “È un segnale importante da parte dell’Unione europea – sottolinea il presidente Cia, Cristiano Fini – che va nella direzione di rafforzare il sostegno al reddito degli agricoltori e assicurare maggiore stabilità al comparto”. Cia evidenzia infine la necessità di proseguire su questa linea con interventi strutturali capaci di rafforzare la resilienza e la competitività dell’agricoltura europea.
Francesco Lollobrigida
“Abbiamo rilanciato quelli che, a nostro avviso, devono essere i tre pilastri fondamentali per salvaguardare la Unione Europea e i Paesi che la compongono, garantendo prosperità ai popoli europei. Produzione, protezione e promozione”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, a margine della riunione con cui l’Agrifish ha approvato un regolamento che introduce misure specifiche per sostenere gli agricoltori e aiutarli a fronteggiare il brusco aumento dei costi dei fertilizzanti e dei prodotti energetici innescato dal conflitto in Medio Oriente. “Questi sono tre elementi di una visione strategica che l’Italia sta mettendo in campo nel settore agroalimentare”.I tre pilastriIl Ministro italiano ha spiegato che “salvaguardare la produzione significa avere regole semplici ed efficaci per incentivare una sostenibilità vista da ogni punto di vista, sia da quello ambientale, ma anche da quello economico e del reddito delle imprese. Innovare, investire sulla ricerca, questi sono elementi
fertilizzanti
Misure specifiche per sostenere gli agricoltori e aiutarli a fronteggiare il brusco aumento dei costi dei fertilizzanti e dei prodotti energetici innescato dal conflitto in Medio Oriente. È l’obiettivo del regolamento approvato questa mattina dal Consiglio dell’UE.Rafforzare la resilienza del settore“Le recenti interruzioni delle catene di approvvigionamento globali e l’aumento vertiginoso dei prezzi dei fertilizzanti hanno esercitato una pressione significativa sul nostro settore agricolo” ha commentato Martin Heydon, Ministro per l’Agricoltura, dell’Irlanda che al momento detiene la presidenza del Consiglio. “La decisione di oggi dimostra che l’Unione Europea è determinata a rispondere in modo rapido e deciso per sostenere gli agricoltori europei e la nostra sicurezza alimentare”.“Le misure forniranno agli Stati membri gli strumenti necessari per sostenere rapidamente gli agricoltori che devono far fronte all’aumento dei costi di
campagna amica salute
Quasi 100mila persone coinvolte negli oltre 70 ospedali aderenti in tutte le regioni italiane, oltre mille aziende agricole, decine di istituzioni regionali e aziende sanitarie mobilitate insieme a medici, nutrizionisti e volontari per affermare un principio semplice: la prevenzione comincia a tavola.È questo il bilancio di “Campagna Amica per la Salute”, l’iniziativa promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, la più grande mai realizzata in Italia per portare la prevenzione alimentare dentro gli ospedali, con la partecipazione di presidenti di Regione, assessori alla Sanità e all’Agricoltura, direttori generali delle aziende sanitarie e rappresentanti delle istituzioni locali.Oltre 70 ospedali italiani coinvolti nel Patto per la saluteL’iniziativa ha coinvolto alcune delle principali eccellenze ospedaliere italiane ed europee, dal Policlinico Universitario Fondazione Agostino Gemelli IRCCS e
campi di grano
La produzione nazionale 2026 di frumento duro si attesterà, a 4.100.000 tonnellate circa con una riduzione di 6 punti percentuali rispetto ai volumi del raccolto 2025, pari a 4.365.000 tonnellate, ma con un incremento di 5,5 punti percentuali rispetto alla media produttiva degli ultimi 5 raccolti. E' la stima che effettua ITALMOPA-Associazione Industriali Mugnai d’Italia, aderente a Confindustria e a FederPrima.La riduzione dei volumi, rispetto all’anno precedente, appare riconducibile ad una contrazione sia delle superfici in alcuni areali del sud Italia, sia delle rese medie per ettaro in alcune zone del centro nord del Paese. A livello regionale, la Puglia, con oltre 1 milione di tonnellate, il livello più elevato registrato negli ultimi 10 anni, si conferma il principale bacino di produzione precedendo la Sicilia (680.000 tonnellate), le Marche (580.000 tonnellate) e l’Emilia-Romagna (420.000 tonnellate).Buona qualità, ma calano i tenori proteici
trecciatrice grano
Sul grano duro i numeri sono preoccupanti. A lanciare l'allarme è Confagricoltura, secondo cui le quotazioni della CUN per il frumento duro di qualità superiore sono oggi inferiori a 300 euro per tonnellata: al di sotto dei costi medi di produzione. Chi raccoglie grano duro quest’estate lo fa in perdita, commenta l'organizzazione.Non è una crisi di mercato, ma di sovranità produttivaIl Centro Studi di Confagricoltura evidenzia un dato ancora più preoccupante, che va oltre la crisi congiunturale. Dal 2012 al 2025, le superfici coltivate a grano duro in Italia si sono ridotte del 10%. Il tasso di autoapprovvigionamento è sceso dal 78% al 56,5%. Oggi, per raggiungere l’autosufficienza mancherebbero oltre 880mila ettari. L’Italia dipende dall’estero per quasi la metà del grano duro che trasforma in pasta e questa dipendenza cresce ogni anno, con margini in contrazione per i cerealicoltori, o
risaia
Se la crisi del riso si protrae, il rischio è che gli agricoltori saranno costretti ad abbandonare la coltura per dedicarsi ad altre più remunerative. E' l'allarme che lancia Confagricoltura in vista del  tavolo nazionale - che la stessa Confederazione chiede da tempo - convocato il 30 luglio alla presenza del ministro Lollobrigida per analizzare la grasìce situazione di crisi che sta attraversando il comparto.La crisi del risoL'Italia, primo produttore europeo di riso, il rischio è non solo di perdere la leadership della produzione europea, ma anche di compromettere in modo irreparabile un settore economico con una forte tradizione storica, profonde radici con il territorio e un avanzato stato di innovazione tecnologica.L’allarme delle aziende trova riscontro in dati concreti: a fronte di una disponibilità complessiva di prodotto sostanzialmente stabile rispetto alla campagna precedente, il mercato del riso registra oggi una forte 
conferenza delle Regioni
Un pacchetto strategico di soluzioni - articolato in 10 punti - per superare le criticità strutturali del sistema di controllo ed erogazione degli interventi PAC. E' quello che ha presentato il direttore di Agea Fabio Vitale, in occasione della riunione della Commissione politiche agricole (CPA) della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, presieduta dall'assessore veneto all'agricoltura Dario Bond, che si è tenuta la settimana scorsa. La proposta punta quindi a dare vita a una nuova stagione del coordinamento tra AGEA e gli Organismi Pagatori Regionali (OPR).Le cause principali del blocco dei fondiIl sistema di erogazione dei contributi della Politica Agricola Comune sta attraversando una fase di forte rallentamento. Uno dei nodi più critici riguarda i tempi di erogazione degli anticipi, che normalmente dovrebbero partire dal 16 ottobre, e dei saldi, la cui scadenza naturale è fissata al 30 giugno. Questi termini vengono però disattesi con frequenza crescente: numerosi imprenditori agricoli segnalano rimborsi frazionati, dilazionati o addirittura