Tavolo del riso: Cia, accelerare su ricerca e TEA e garantire regole commerciali eque
tavolo del riso
30 Luglio 2026

Servono interventi urgenti per salvare il settore risicolo, stretto tra crollo dei prezzi, cambiamenti climatici, crisi idrica e import in forte crescita. È quanto ha chiesto Cia-Agricoltori Italiani al Tavolo riso convocato oggi al Masaf alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida. L’Italia è il primo produttore di riso dell’Ue, con oltre il 50% della produzione comunitaria e circa 233 mila ettari coltivati. Un patrimonio economico, ambientale e paesaggistico che oggi, però, attraversa una delle crisi più gravi degli ultimi anni.

A pesare sono, da un lato, una campagna produttiva segnata dalla scarsità d’acqua e dalle alte temperature, che rischiano di compromettere rese e raccolti; dall’altro, un mercato che continua a deprimere il valore del prodotto. Il crollo delle quotazioni sta mortificando il lavoro degli agricoltori, con cali di listino estremamente marcati soprattutto per le varietà indica, lunghi e da parboiled, ormai ben al di sotto dei costi di produzione.

Pesano le scelte commerciali dell'Ue

Secondo Cia, a incidere sono anche le scelte commerciali dell’Ue, che continuano a sacrificare il riso negli accordi di libero scambio. Solo nei primi tre mesi del 2026, le importazioni in volume sono cresciute di quasi il 30%. Dalle agevolazioni concesse ai Paesi del Sud-Est asiatico, come Cambogia e Myanmar, fino agli accordi Mercosur e con l’Australia, cresce la pressione sul mercato interno, mentre agli agricoltori europei vengono richiesti standard produttivi, ambientali e sociali sempre più elevati. Una concorrenza che non può essere considerata equa e che continua a comprimere i prezzi e a indebolire la competitività dell'intera filiera.

Le richiest di Cia

Per Cia servono quindi risposte immediate, ma anche interventi di prospettiva per dare futuro a una coltura centrale per l’agroalimentare italiano. A partire dall'acqua, risorsa vitale per il settore, sulla quale non sono più rinviabili scelte strategiche capaci di garantirne una disponibilità certa, sicura ed efficiente.

Fondamentale, inoltre, accelerare su genetica, ricerca e innovazione, valorizzando il percorso avviato con le Tecniche di Evoluzione Assistita e rafforzando gli investimenti pubblici nelle buone pratiche agronomiche. Occorrono soluzioni fitosanitarie a minore impatto ambientale, ma in grado di garantire adeguati risultati sul piano produttivo.

Sul fronte commerciale, Cia chiede che il riso venga davvero riconosciuto come prodotto sensibile e non diventi merce di scambio nei negoziati internazionali. Il meccanismo automatico della clausola di salvaguardia previsto dal 2027 rappresenta un passo avanti, ma le soglie fissate restano troppo elevate e rischiano di limitarne l’efficacia. Per questo, nessuna nuova concessione sul riso deve essere prevista nelle aree di libero scambio.

Infine, per rafforzare il settore e assicurare maggiori certezze alle imprese agricole, Cia punta sui contratti di filiera con l’industria, sul modello già sperimentato nel comparto grano duro-pasta, capaci di creare benefici condivisi per produttori e trasformatori, e su una campagna istituzionale di valorizzazione del riso 100% italiano, con l’obiettivo di rafforzarne la competitività e il riconoscimento presso i consumatori.

La presentazione di RISO'

Al termine del Tavolo, si è tenuta al Ministero anche la conferenza stampa di presentazione della nuova edizione di RISO’, il Festival Internazionale del Riso in programma a Vercelli dall’11 al 13 settembre, al quale Cia parteciperà. Un evento che unisce istituzioni, cultura e gastronomia e che rappresenta un’ulteriore occasione di confronto per l’intera filiera sulle criticità e sul futuro del settore.