L'Europa rischia di indebolire uno dei suoi asset strategici più importanti proprio nel momento in cui il cibo torna a essere considerato un'arma geopolitica. E' l'allarme che lanciano Copa e Cogeca, le organizzazioni che rappresentano gli agricoltori e le cooperative agroalimentari dell'Unione Europea, in un intervento firmato dal presidente di Copa, Massimiliano Giansanti, e dal presidente di Cogeca, Lennart Nilsson.
La sicurezza alimentare diventa questione geopolitica
Il documento sottolinea come, a livello globale, l'agricoltura venga ormai considerata una leva strategica di primaria importanza. Gli Stati Uniti hanno inserito il tema della food security al centro del proprio National Farm Security Action Plan 2025, mentre la Cina persegue da tempo politiche volte a garantire l'autosufficienza alimentare interna. Anche la Russia, indicata come una minaccia crescente per la sicurezza dell'Unione, ha fatto
dell'autosufficienza nei beni alimentari di base un obiettivo strategico. Per Copa e Cogeca, questo scenario internazionale rende ancora più incomprensibile la direzione intrapresa da Bruxelles, che nei fatti quotidiani sembra muoversi in senso opposto rispetto alla retorica ufficiale.
Inoltre, l'ennesima stagione segnata da eventi meteorologici estremi, siccità e incendi ha aggravato una situazione già complessa per molte aziende agricole degli Stati membri. I costi di fertilizzanti ed energia restano elevati, mentre i bilanci delle imprese agricole sono sempre più sotto pressione. A complicare ulteriormente il quadro contribuiscono le tensioni commerciali internazionali, la crescente concorrenza globale e gli shock climatici, elementi che secondo Copa e Cogeca stanno oscurando sia le prospettive di breve periodo sia quelle di lungo termine per l'agricoltura continentale.
Un settore che vale oltre mille miliardi di euro
Copa e Cogeca fanno leva sul peso economico dell'agroindustria europea, base di una filiera agroalimentare che genera oltre mille miliardi di euro di valore aggiunto lordo. L'Unione può contare su 9,1 milioni di aziende agricole che impiegano 8,7 milioni di persone, mentre oltre 23mila cooperative agricole danno lavoro a più di 607mila addetti, configurandosi come un pilastro fondamentale della catena del valore agroalimentare. Per questo, sostengono i due presidenti, l'agricoltura non può essere considerata un settore marginale da gestire ai margini dell'agenda europea sulla competitività, ma deve diventarne parte integrante.
I due presidenti ricordano come gli agricoltori non siano soltanto produttori di cibo, ma custodi quotidiani del territorio rurale, capaci di contribuire alla coesione territoriale e alla resilienza delle comunità locali. Un ruolo reso evidente anche durante la recente ondata di incendi, quando molte aziende agricole hanno affiancato i vigili del fuoco con mezzi ed equipaggiamenti propri. Ricordano inoltre la dichiarazione del Commissario europeo all'Agricoltura, Christophe Hansen, che nel luglio 2025, dopo una visita in Finlandia, ha affermato che gli agricoltori contribuiscono alla linea di difesa dell'Unione Europea.
I nodi della nuova Politica Agricola Comune
Le associazioni puntano l'indice contro i negoziati sulla futura Politica Agricola Comune e sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell'Unione Europea, i due processi che determineranno l'orientamento di quasi tutte le altre decisioni di politica agricola nei prossimi mesi. Le proposte della Commissione europea prevedono infatti tagli significativi al bilancio della PAC e la sua integrazione nei nuovi Piani di Partenariato Nazionali e Regionali. Una scelta che, secondo Copa e Cogeca, rischia di privare la PAC della sua storica struttura a due pilastri e di comprometterne il carattere unitario, mettendo a rischio gli stessi obiettivi sanciti dai Trattati europei: un tenore di vita equo per gli agricoltori, la stabilità dei mercati, la sicurezza degli approvvigionamenti e prezzi ragionevoli per i consumatori.
Un altro punto critico sollevato dal comunicato riguarda la nuova architettura di governance proposta dalla Commissione lo scorso luglio. L'integrazione degli strumenti della PAC nei Piani di Partenariato Nazionali e Regionali rischia infatti di spostare decisioni tradizionalmente legate al processo di politica agricola verso i più ampi negoziati sul Quadro Finanziario Pluriennale, dove il peso dei ministri delle Finanze e degli Affari europei sarebbe destinato a crescere. Copa e Cogeca esprimono forte scetticismo sulla possibilità che strumenti tecnici come l'Organizzazione Comune di Mercato possano essere gestiti efficacemente da negoziati guidati principalmente da ministeri economici e non agricoli, con il rischio concreto che nella Politica Agricola Comune, il termine Comune venga svuotato di significato.
Serve una visione politica di lungo periodo
Il documento colloca questi sviluppi all'interno di un contesto politico particolarmente delicato, con l'accelerazione dei negoziati sul Quadro Finanziario Pluriennale in vista di un ciclo elettorale decisivo nel 2027, quando circa il 60% dei cittadini europei sarà chiamato al voto. Secondo l'ultimo Eurobarometro del Parlamento europeo, l'inflazione e il costo della vita rappresentano oggi la priorità principale per il 47% degli europei, un dato in crescita rispetto all'autunno 2025. Per Copa e Cogeca, indebolire la capacità produttiva dell'agricoltura europea significherebbe allontanarsi, e non avvicinarsi, dall'obiettivo di garantire cibo accessibile ai cittadini.
Le due organizzazioni chiedono alla Commissione europea di abbandonare la logica delle misure emergenziali e delle iniziative estemporanee, a favore di una visione politica stabile e prevedibile, capace di restituire fiducia agli agricoltori e di incoraggiare investimenti e innovazione nel settore. Un aspetto ritenuto cruciale anche per attrarre le nuove generazioni verso il lavoro agricolo, in un momento in cui il ricambio generazionale resta una delle sfide più urgenti per l'agroindustria europea. Il futuro Quadro Finanziario Pluriennale, sostengono Giansanti e Nilsson, dovrà riconoscere la produzione alimentare come obiettivo strategico intrinsecamente legato alla difesa, alla sicurezza e alla competitività dell'Unione. Anche il nuovo Fondo europeo per la competitività, destinato a promuovere l'adozione di innovazione, dati e intelligenza artificiale in agricoltura, viene indicato come uno strumento utile, ma solo se complementare e non sostitutivo di una Politica Agricola Comune solida e di un'Organizzazione Comune di Mercato pienamente funzionante.
Appuntamento al Congresso degli agricoltori europei di Stoccolma
Copa e Cogeca rilanciano l'appuntamento di ottobre, quando gli addetti del settore si riuniranno a Stoccolma per il Congresso degli Agricoltori Europei, in concomitanza con un Consiglio europeo definito cruciale dalle stesse organizzazioni. E conludono sottolineando che non può esistere un'Europa sicura senza un settore agricolo forte, né un'agricoltura europea solida senza politiche realmente adeguate alle sfide del presente.