Un pacchetto strategico di soluzioni - articolato in 10 punti - per superare le criticità strutturali del sistema di controllo ed erogazione degli interventi PAC. E' quello che ha presentato il direttore di Agea Fabio Vitale, in occasione della riunione della Commissione politiche agricole (CPA) della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, presieduta dall'assessore veneto all'agricoltura Dario Bond, che si è tenuta la settimana scorsa. La proposta punta quindi a dare vita a una nuova stagione del coordinamento tra AGEA e gli Organismi Pagatori Regionali (OPR).
Le cause principali del blocco dei fondi
Il sistema di erogazione dei contributi della Politica Agricola Comune sta attraversando una fase di forte rallentamento. Uno dei nodi più critici riguarda i tempi di erogazione degli anticipi, che normalmente dovrebbero partire dal 16 ottobre, e dei saldi, la cui scadenza naturale è fissata al 30 giugno. Questi termini vengono però disattesi con frequenza crescente: numerosi imprenditori agricoli segnalano rimborsi frazionati, dilazionati o addirittura
fermi da mesi, con ripercussioni dirette sulla liquidità aziendale.
Un secondo elemento di criticità è legato ai controlli di monitoraggio basati sul telerilevamento satellitare, il cosiddetto sistema AMS. Questa tecnologia, pensata per verificare in modo automatico la corrispondenza tra le coltivazioni dichiarate e l'uso effettivo dei terreni, ha in molti casi prodotto incongruenze e falsi allarmi. Il risultato è che un numero significativo di pratiche resta bloccato nello stato "in controllo", in attesa di verifiche manuali.
Anche le regole legate alle pratiche locali tradizionali stanno creando difficoltà, in particolare per le aziende agricole situate in zone svantaggiate, come i territori montani. L'adeguamento ai nuovi obblighi in materia di biodiversità, tra cui il mantenimento di almeno il 4% della superficie a riposo o a uso non produttivo, sta penalizzando realtà che operano in contesti già strutturalmente più fragili. Infine, pesano le verifiche sul possesso dei requisiti per essere riconosciuti come agricoltori attivi. I controlli incrociati tra le banche dati, in particolare quelli relativi alla posizione previdenziale presso l'INPS e ai requisiti professionali richiesti, stanno portando in diversi casi all'interruzione o al blocco delle pratiche, anche quando le irregolarità riscontrate sono di natura puramente formale o amministrativa.
Prevedibilità e certezza del reddito
Il pachettto strategico promuove “Una visione unificata per il sistema Paese”, ha sottolineato da Vitale, che ha poi delineato come Agea insieme con gli OPR costituisca un sistema coordinato e federato, in grado di superare la frammentazione dei processi e dei sistemi informativi che finora ha generato anomalie e ritardi nelle erogazioni. L'obiettivo è garantire tempestività, prevedibilità e certezza del reddito agli agricoltori, attraverso una governance flessibile e centralizzata che, attraverso la semplificazione burocratica, la digitalizzazione spinta (tramite IA, geotaging e un modello federato SIAN) e la netta separazione delle competenze tra pianificazione politica e gestione della programmazione dei finanziamenti comunitari, possa rendersi valido supporto alla operatività della futura PAC 2028-2034.
Le reazioni degli assessori
La ha ricevuto una forte condivisione da parte degli Assessori regionali presenti. L'esponente lucano Carmine Cicala ha tuttavia chiesto di rafforzare la posizione delle Regioni sul tema della definizione dei beneficiari degli aiuti: "La futura Politica Agricola Comune non può limitarsi a sostenere la produzione agricola. Deve continuare a riconoscere il valore economico, ambientale e sociale dell’agricoltura quale presidio del territorio e strumento di coesione delle comunità rurali".
Secondo Cicala, "i criteri di accesso ai sostegni non possono essere costruiti esclusivamente su parametri economici o reddituali. Occorre riconoscere anche il contributo che migliaia di aziende agricole assicurano quotidianamente alla tutela del territorio, alla prevenzione del dissesto idrogeologico, alla conservazione del paesaggio, della biodiversità e al contrasto dello spopolamento delle aree interne".
"In Basilicata oltre il 55% delle aziende agricole ha una superficie inferiore ai cinque ettari e circa la metà del territorio regionale è montano. In questi contesti l’agricoltura non produce soltanto reddito: mantiene vive comunità, custodisce il territorio e garantisce servizi essenziali per l’intera collettività. È un valore che la futura PAC deve riconoscere" ha concluso l'assssore lucano