UE: per le associazioni, l'agricoltura deve restare al centro del Fondo per la Competitività
agricoltura
14 Luglio 2026

È fondamentale che il settore agroalimentare non perda il ruolo strategico che le Commissione Ue gli aveva attribuito all’interno del Fondo Europeo per la Competitività (ECF), lo strumento che guiderà gli investimenti strategici dell’Unione nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034. Lo chiedono sia Copa Cogeca che Farm Europe, commentando la decisione della Commissione ITRE di cancellare la sezione dedicata a "Salute, Biotecnologia, Agricoltura e Bioeconomia" per sostituirla con un approccio più ampio e generico denominato "Prosperità Sostenibile". Mentre però Copa e Cogeca esprimono forti preoccupazioni per la relazione, Farm Europe esprime apprezzamenti per come sta proseguendo il confronto.

L’ECF e il rapporto dell’ITRE

L’ECF nasce come lo strumento finanziario chiave con cui l’Unione Europea intende sostenere gli investimenti strategici del prossimo ciclo di bilancio pluriennale, mobilitando risorse su settori considerati prioritari per la competitività, la sicurezza e la resilienza del continente. Nella proposta

originaria della Commissione Europea, il Fondo è organizzato per finestre tematiche, tra cui una specificamente dedicata a salute, biotecnologia, agricoltura e bioeconomia, pensata per canalizzare investimenti mirati verso infrastrutture, servizi e competenze del settore primario e della trasformazione alimentare.

La bozza di rapporto elaborata dalla commissione ITRE del Parlamento europeo propone invece di superare questa impostazione settoriale, accorpando tale finestra in una categoria più ampia orientata alla sostenibilità e alla prosperità economica in senso generale.

Le critiche condivise

Sulla stessa bozza di rapporto convergono le preoccupazioni di Copa e Cogeca e quelle di Farm Europe ed Eat Europe. Tutte le associazioni segnalano il rischio che la sostituzione della finestra dedicata a "Salute, Biotecnologia, Agricoltura e Bioeconomia" con la categoria più generica di "Prosperità Sostenibile" possa diluire la visibilità del settore agroalimentare e limitarne l’accesso diretto ai finanziamenti del Fondo.

Le sigle condividono inoltre la stessa lettura di fondo: agricoltura e filiera alimentare non vanno considerate come semplici settori beneficiari tra i tanti, ma come attori essenziali delle politiche di competitività, capaci di contribuire in modo trasversale alla forza industriale, alla capacità di innovazione, all’autonomia strategica e alla resilienza economica dell’Europa. Su questa base, tutte le organizzazioni chiedono al Parlamento europeo di confermare, nel rapporto finale, un riconoscimento dedicato per il settore, in linea con la Posizione Generale Parziale del Consiglio dell’Unione Europea e con il parere della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo.

L’allarme di Copa e Cogeca

Copa e Cogeca si dicono però fortemente preoccupate per la bozza di rapporto. l’impostazione dell’ITRE al contrario rischia di trasmettere un segnale politico sbagliato e indebolirebbe uno dei settori strategici chiave dell’Europa. L’intera filiera agroalimentare europea, infatti, genera oltre 1.000 miliardi di euro di valore aggiunto per l’economia dell’Unione, un dato che supera il peso economico di molti altri comparti industriali del continente.

È pertanto fondamentale quindi che l’agricoltura ricopra un ruolo strategico all’interno dell’ECF. Soprattutto, in un momento in cui l’Unione punta a rafforzare la propria autonomia strategica, la sicurezza alimentare e la capacità industriale. Se il settore venisse escluso da uno spazio dedicato, secondo le due associazioni, si comprometterebbe la capacità stessa dell’ECF di raggiungere i propri obiettivi.

Le due associazioni sottolineano poi che alla bozza del rapporto ITRE sono stati presentati circa cento emendamenti trasversali da parte di diversi gruppi politici, tutti finalizzati a migliorare la proposta della Commissione e a garantire che agricoltura e alimentazione siano correttamente integrate nel Fondo. Insomma, investire nei settori agricolo e alimentare lungo l’intera filiera significa investire nella sicurezza, nella resilienza, nella crescita e nel futuro dell’Europa.

La posizione di Farm Europe ed Eat Europe

Farm Europe ed Eat Europe ricordano che il rischio di marginalizzazione non ha riguardato solo l’ECF, ma anche Horizon Europe, dove si è cercato allo stesso modo di eliminare uno spazio dedicato al settore.

A differenza di Copa e Cogeca, però, Farm Europe ed Eat Europe adottano toni più concilianti sull’evoluzione più recente dei negoziati.

Dopo una fase difficile, in cui alcune ipotesi circolate in commissione ITRE proponevano di diluire l’agricoltura in un capitolo più ampio dedicato alla "Prosperità Sostenibile", le due organizzazioni definiscono incoraggiante la direzione presa di recente dal confronto tra i negoziatori, segno di una crescente consapevolezza che agricoltura e alimentazione non sono solo beneficiarie delle politiche di competitività, ma leve essenziali della forza industriale, della capacità di innovazione, dell’autonomia strategica e della resilienza economica dell’Europa.

Per Farm Europe ed Eat Europe, ora è essenziale consolidare questo passo avanti garantendo ad agricoltura e filiera agroalimentare opportunità di finanziamento dedicate lungo le priorità rilevanti dell’ECF. Le due organizzazioni indicano in particolare gli investimenti su transizione digitale, energia pulita, gestione sostenibile delle risorse idriche, stoccaggio strategico, innovazione e trasformazione industriale come indispensabili per sbloccare il potenziale del settore e colmare il divario di investimenti ancora esistente.

Farm Europe ed Eat Europe invitano infine tutti i gruppi politici a confermare, nel rapporto finale, i primi risultati positivi ottenuti nei negoziati, affinché il Parlamento europeo lanci un segnale politico forte riconoscendo agricoltura e alimentazione come pilastri strategici dell’European Competitiveness Fund. Le due organizzazioni chiedono in particolare che la posizione finale del Parlamento rifletta le raccomandazioni della Commissione Agricoltura e garantisca un maggiore allineamento con la proposta della Commissione europea e con la posizione del Consiglio.