“Abbiamo rilanciato quelli che, a nostro avviso, devono essere i tre pilastri fondamentali per salvaguardare la Unione Europea e i Paesi che la compongono, garantendo prosperità ai popoli europei. Produzione, protezione e promozione”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, a margine della riunione con cui l’Agrifish ha approvato un regolamento che introduce misure specifiche per sostenere gli agricoltori e aiutarli a fronteggiare il brusco aumento dei costi dei fertilizzanti e dei prodotti energetici innescato dal conflitto in Medio Oriente. “Questi sono tre elementi di una visione strategica che l’Italia sta mettendo in campo nel settore agroalimentare”.
I tre pilastri
Il Ministro italiano ha spiegato che “salvaguardare la produzione significa avere regole semplici ed efficaci per incentivare una sostenibilità vista da ogni punto di vista, sia da quello ambientale, ma anche da quello economico e del reddito delle imprese. Innovare, investire sulla ricerca, questi sono elementi
che rafforzano il sistema. Poi c’è la protezione, necessaria. Per esempio, oggi abbiamo ragionato delle indicazioni geografiche, una forma non di protezionismo, come qualcuno dice, per smontare questo tipo di modello, ma di protezione, di sistemi che vedono la qualità protetta dalla possibilità di non competere sul prezzo e basta, ma anche sul modello in cui alcune cose vengono realizzate con costi più alti, ma con un valore più significativo dal punto di vista della qualità intrinseca del prodotto, della valorizzazione delle filiere che vi sono collegate”.
“E poi c’è, ovviamente, la promozione. Se non li racconti, i tuoi prodotti possono essere buoni quanto vuoi, ma non li vendi, questa è la verità. E allora, immaginare tagli alla promozione del sistema Europa è un suicidio. Ed, ovviamente, le nazioni che hanno una forte vocazione all’export, specie nell’agroalimentare, come l’Italia, non potevano che capeggiare un’indicazione dei Paesi delle nazioni europee per rivendicare il diritto alla promozione. Lo abbiamo proposto in Agricouncil raccogliendo la sottoscrizione di gran parte delle nazioni europee tra espressioni scritte e, ovviamente, posizioni che verranno espresse in ambito dell’Agricouncil”.
Il piano sulle proteine
In apertura di Consiglio, i ministri dell’Agricoltura hanno discusso di proteine vegetali, l’Ue da un alto vuole aumentarne la produzione, dall’altro punta a mettere al bando alcune coltivazioni classificandole come ILUC (Cambiamento Indiretto di Uso del Suolo).
“Abbiamo focalizzato l’attenzione sul fatto che l’Europa deve essere sempre più indipendente in termini di produzione – ha spiegato Lollobrigida. - Se non interamente, dobbiamo dipendere sempre meno da forniture che arrivano dall’estero e che rendono meno certe le catene di approvvigionamento o molto suscettibili a eventi di carattere internazionale o a modificazioni dei rapporti commerciali tra nazioni. Abbiamo anche sottolineato che i regolamenti non devono essere penalizzanti per questo settore”.
“Abbiamo fatto riferimento in particolare al settore di produzione della soia, che, se da una parte l’Europa incentiva per garantire possibilità di approvvigionamento dell’alimentazione animale, dall’altra le penalizza come tipologia di produzione agricola e non ha grande senso. Quindi abbiamo chiesto un coordinamento tra tutti i regolamenti e tutti gli interventi anche di natura finanziaria”.
L’aumento della riserva di crisi agricola della PAC
La Commissione ha proposto un aumento della riserva di crisi agricola della PAC per il prossimo anno, l’Italia dovrebbe ottenere 45 milioni. “Questo tipo di intervento - ha proseguito il Ministro, - prevede un effetto leva con un cofinanziamento dello Stato che ha la possibilità di usufruire di questi fondi del 200%, quindi interverremo in questo modo e con questa modalità. Stiamo attuando immediatamente le procedure, anche attraverso il MEF, per arrivare a una cifra ben superiore a quella, diciamo, di tre volte superiore”.
“L’Italia fu la prima nazione che stanziò dei fondi in favore degli agricoltori con un credito d’imposta del 30% che mettesse in condizione di avere una resilienza del sistema” ha ricordato Lollobrigida, sottolineando che gli aumenti dei costi sostenuti dagli agricoltori si ripercuotono sul prezzo dei generi alimentari: “se il costo di produzione di un prodotto dell’ortofrutta ha un incremento del 30%, con ogni probabilità quell'incremento si riverserà sul carrello".
L’intervento sui fertilizzanti
“L’azione del Governo italiano è stata immediata per evitare questo effetto sui cittadini e per sostenere, ovviamente, la resilienza delle nostre imprese. Anche con questi fondi si riuscirà ad ottenere questo tipo di azione, che è quello che chiedevamo da tempo, addirittura prima della crisi di Hormuz. L’Europa stava agendo in senso esattamente inverso con una tassazione che penalizzava i prodotti che mancano: i fertilizzanti”.
“Poi c’è un altro asse sul quale bisogna lavorare, le innovazioni tecnologiche e l’utilizzo di fertilizzanti, spesso a chiusura del ciclo, come l’Italia chiede, che ci rendano maggiormente indipendenti rispetto all’esportazione dall’estero”.
L’etichettatura degli alcolici
Nel corso dell’Agrifish, Lollobrigida ha anche avuto un confronto con l’omologo irlandese Martin Heydon – a cui attualmente spetta la presidenza – sull’etichettatura degli alcolici che sarebbe dovuta entrare in vigore nel 2025. L’Italia ha ottenuto un primo rinvio, e adesso “abbiamo avuto l’occasione di farcelo dire dal ministro come garanzia che, insomma, stanno rinunciando all’idea di fare qualcosa che, dal nostro punto di vista, è contro il mercato unico. A mio avviso anche con le modalità con le quali si stava progettando quell’intervento anche non utile allo scopo che si poneva”.
Con Heydon c’è anche un confronto aperto per l’elezione del Direttore Generale della FAO, l’Italia è in corsa con Maurizio Martina, mentre l’Irlanda ha candidato l’ex Commissario Europeo Phil Hogan. “Stiamo discutendo con 190 nazioni, almeno, e abbiamo ricevuto grande adesione alla candidatura italiana di Maurizio Martina. Stiamo lavorando per sensibilizzare anche il contesto europeo a provare a ricercare una convergenza su quello che è il candidato migliore”.
Il governo italiano continua a sostenere Martina: “attualmente è il numero due della FAO, il nostro Governo ha sostenuto la sua candidatura fin dall’inizio. Vale sempre prima l’Italia rispetto all’interesse di parte, anche se Maurizio Martina non è della nostra stessa area partitica. La difesa dell’interesse della FAO passa per una candidatura capace, autorevole e rappresentativa di un popolo che non solo conosce come garantire il cibo, ma come garantire il buon cibo, che è la vera sfida che può far vincere l’Italia”.