Farm Europe scrive una lettera al Commissario Ue una lettera a Apostolos Tzitzikóstas, per chiedere a Bruxelles di riconsiderare la controversa classificazione dell'olio di soia come materia prima ad alto rischio ILUC, e di riconoscere quindi come sostenibili i biocarburanti ricavati da colture. Una posizione che si inserisce in un dibattito sempre più acceso, già sette grandi organizzazioni agroalimentari europee nei giorni scorsi si sono mobilitate contro il Regolamento Delegato 2026/2680.Tzitzikóstas, biocarburanti solo nei settori più criticiFarm Europepunta a replicare alle posizioni che il Commissario per i Trasporti Sostenibili aveva espresso a fine maggio intervenendo al Parlamento Europeo. Tzitzikóstas aveva infatti ammesso che “i biocarburanti e gli e-fuel svolgono un ruolo critico nell'ambto della decarbonizzazione del trasporto stradale” e che qundi “la produzione all'interno dell'Ue va sostenuta e incentivata”. Tuttavia, l'uso dei biocarburanti dovrebbe essere limitato a “quei settori
Nei primi quattro mesi del 2026 è scoppiato circa un allarme alimentare al giorno in Italia. In totale sono stati registrati 128 allarmi alimentari legati a prodotti importati dall’estero, con un aumento del 24% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È quanto emerge da un’analisi Coldiretti sui dati del sistema europeo di allerta rapido Rasff (Rapid Alert System for Food and Feed), diffusa in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare.Tra i casi segnalati figurano noci e pistacchi provenienti da Emirati Arabi Uniti, Turchia, Iran, Stati Uniti e Azerbaijan contaminati da aflatossine oltre i limiti consentiti, pesce importato da Spagna, Polonia e Portogallo con presenza di parassiti o livelli elevati di mercurio, ma anche peperoncini, olive e pomodori secchi provenienti da Tanzania, Egitto, Kenya e India risultati contaminati da pesticidi vietati o superiori ai limiti previsti dalla normativa europea.Maggiori controlli e etichettatura di origine
Nel triennio 2023-2025 gli investimenti dell’Italia nel settore agroalimentare sono aumentati del 46% rispetto al triennio precedente, salendo a 16,8 miliardi di euro, che si aggiungono alla quota strutturale di 38,5 miliardi. Un cambio di passo importante rispetto al passato: tra il 2010 e il 2022 il sostegno pubblico all’agricoltura era rimasto sostanzialmente invariato, con una media annua che non ha mai superato i 12,4 miliardi di euro. Il dato è emerso in occasione della decima edizione del Forum Food&Beverage di TEHA Group, che ha preso il via a Bormio, nel corso della quale sono stati illustrati i risultati del primo "Osservatorio sulle Politiche Agroalimentari", nato per analizzare le ricadute economiche e strutturali delle iniziative politiche a supporto del settore agroalimentare italiano.Sette linee di intervento per l'agroalimentare
I Consorzi di tutela per i prodotti DOP e IGP diventano ancora più forti, moderni e protagonisti nella valorizzazione delle eccellenze agroalimentari italiane. Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ha infatti firmato un decreto che imprime una svolta strategica per la gestione delle Indicazioni Geografiche, offrendo ai gruppi di produttori riconosciuti nuovi e più completi strumenti per far crescere il mondo DOP e IGP. Le principali novità riguardano l'inserimento di nuove competenze strategiche: alle tradizionali attività di tutela, valorizzazione e vigilanza si aggiungono la regolazione dell'offerta, la promozione del turismo legato alle DOP e IGP e l'adozione di forme volontarie di sostenibilità ambientale, economica e sociale delle produzioni.Lollobrigida, un patrimonio motivo di orgoglio "Con questo nuovo decreto rafforziamo e modernizziamo il ruolo dei
La produzione mondiale di cereali calerà del 2% nel 2026/2027, attestandosi a 2.982 milioni di tonnellate, la contrazione sarà dovuta principalmente alla performance dei raccolti di grano. È la previsione che effettua la FAO nel Food Price Index, sottolineando che comunque la produzione di cereali affronta una fase di consolidamento dopo aver registrato un anno record. Nella stagione 2025/26, infatti, ha registrato un incremento del 6,1% toccando il livello record di 3.043 milioni di tonnellate e generando un aumento delle scorte globali stimato nel 9,5%.Per il 2026/27, l’utilizzo globale di cereali è atteso in crescita dello 0,6%, un ritmo nettamente inferiore al 2,7% della stagione precedente. Le scorte mondiali dovrebbero contrarsi leggermente, dello 0,3%, per effetto principalmente della riduzione delle riserve di riso, portando il rapporto scorte/utilizzo al 31,7%. Sul fronte degli scambi commerciali, dopo l’espansione del 4,8% nel 2025/26, il commercio globale di cereali è previsto in calo dello 0,3%, a 507,2 milioni di tonnellate, con la riduzione dei volumi
La Commissione Europea classifica l’olio di soia come materia prima ad alto rischio di cambiamento della destinazione dei suoli, prendendo in considerazione la produzione di biocarburanti. Una decisione che però compromette la sostenibilità economica dell’intera coltivazione, e non solo mette a rischio la produzione di mangimi, ma anche la sostenibilità economica delle aziende agricole. È l’allarme che lanciano sette grandi organizzazioni europee dell’agroalimentare (Copa-Cogeca, COCERAL, Donau Soja, EBB, Euroseeds, FEDIOL e FEFAC) che hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui chiedono di bloccare o ritirare il Regolamento Delegato 2026/2680.Dai mangimi ai biocarburanti: cosa si ricava dalla soiaLa lavorazione della soia (il crushing, o frantumazione) consente di ottenere due sottoprodotti: la farina (che rappresenta circa l’80% del peso del
La Milk economy italiana vale 31 miliardi di euro, e si conferma uno dei pilastri del Made in Italy agroalimentare. In occasione della Giornata mondiale del latte, indetta dalla Fao e dche si celebra oggi, Coldiretti pubblica un’analisi basata su dati Istat e Ismea per dare risalto al patrimonio di eccellenza e biodiversità da cui nascono i formaggi italiani apprezzati anche sui mercati internazionali: le esportazioni infatti sono quasi raddoppiate in quantità nell’arco di un decennio. I formaggi trainano la Dop Economy italianaI formaggi rappresentano anche la principale voce della Dop Economy nazionale. Secondo l’analisi, il comparto vale circa il 60% dell’intero valore del cibo italiano a denominazione di origine. Inoltre, le specialità casearie dominano la top ten dei prodotti Dop per valore economico. Grana Padano e
Sul Coltivitalia non c’è “alcun arretramento dell'azione di Governo”, il temporaneo rallentamento dell'iter parlamentare “risponde alla volontà di definire un impianto normativo più efficace, organico e maggiormente aderente alle esigenze concrete del comparto agricolo”. E difatti, "i Ministeri competenti sono impegnati in un costante confronto con il Ministero dell'economia e delle finanze e con la Ragioneria generale dello Stato” per valutare l’impatto economico del provvedimento e delle proposte di modifica. Il ddl insomma “è tuttora all'esame della Commissione”, l’iter “ha richiesto ulteriori approfondimenti istruttori in considerazione del numero e della complessità delle proposte emendative presentate”. È quanto ha affermato il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida nella replica scritta a un’interrogazione parlamentare presentata dall’on. Antonella Forattini, capogruppo Pd in commissione Agricoltura alla Camera.Le misure del ColtivitaliaIl Ministro ha quindi confermato che Coltivitalia “rappresenta una priorità
L'Assemblea annuale di Agrofarma – Federchimica ha sancito l'elezione di Massimo Scaglia come nuovo presidente dell'Associazione nazionale delle imprese agrofarmaci per i prossimi tre anni. Al suo fianco, nel ruolo di vice presidente, è stato nominato Luca Vaghi. Contestualmente si è insediato il neocostituito Consiglio di Presidenza, chiamato a guidare l'associazione in una fase particolarmente strategica per l'innovazione e la competitività dell'intero comparto agrofarmaceutico italiano.Innovazione e competitività al centro della nuova governanceNel discorso d'insediamento, Scaglia ha delineato con chiarezza le priorità del suo mandato. "È un grande privilegio, per me, assumere la carica di Presidente di Agrofarma. In uno scenario caratterizzato da crisi geopolitiche e crescenti complessità regolatorie, il nostro impegno sarà quello di garantire soluzioni sempre all'avanguardia per gli agricoltori".
L’Assemblea di Confagricoltura Donna, riunitasi a Palazzo della Valle, ha eletto Paola Giovannini Pasti come nuova presidente. Classe 1970, imprenditrice, fondatrice di Confagricoltura Donna Friuli-Venezia Giulia, Giovannini Pasti è socia di cinque aziende agricole di famiglia nel nord-est, tra Veneto e Friuli. Ha condotto studi giuridici ed è appassionata di giornalismo, arte e cultura. Da tempo attiva nel no profit, ha fondato la Onlus “Un sogno per la vita”, creando progetti di vita dalla nascita all’età adulta per persone con disabilità intellettiva ad eziologia genetica.Due le vicepresidenti elette al suo fianco: Elisa Aquilano, presidente di Confagricoltura Donna Puglia, e Orsola Balducci, presidente di Confagricoltura Donna Lazio. A completare il nuovo direttivo: la Consigliera del Nord Italia, Diana Bortoli, presidente di Confagricoltura Donna Emilia–Romagna, la Consigliera del Centro Italia, Maria Grazia Maccherani, presidente di Confagricoltura Donna Umbria, e la Consigliera del Sud Italia, Lucia Rinaldi, presidente di Confagricoltura Donna Campania.
Conferme e nuovi ingressi nella squadra del presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, rieletto all’unanimità alla guida della Confederazione dalla IX Assemblea elettiva nazionale “Agricoltori custodi di territorio, custodi di futuro”. Il Consiglio Direttivo, riunito oggi a Roma, ha riconfermato vicepresidenti nazionali Gianmichele Passarini, ex presidente di Cia Veneto, e Gennaro Sicolo, attuale presidente di Cia Puglia. A completare l’assetto della vicepresidenza entra anche Valentino Berni, già presidente di Cia Toscana.Gli altri organismi CiaInsieme ai tre vicepresidenti, Fini guiderà il Comitato Esecutivo di Cia, organismo chiamato a sostenere l’azione politico-sindacale e il percorso di sviluppo dell’organizzazione. Ne faranno parte anche Gabriele Carenini, presidente di Cia Piemonte e Valle d’Aosta; Graziano Scardino, presidente di Cia Sicilia e Maria Possidente, presidente dei giovani di Cia Calabria.
Dodici Paesi Ue sostengono la proposta di rafforzare e estendere l’etichettatura obbligatoria d’origine. Nel corso del Consiglio Ue Agricoltura e Pesca che si sta svolgedno a Bruxelles, Italia, Austria e Francia – che poi hanno raccolto il sostegno di Bulgaria, Croazia, Finlandia, Grecia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Spagna - hanno promosso una discussione informale tra i ministri europei dell'agricoltura, e hanno quindi invitato la Commissione Europea a rivedere il regolamento europeo sull’etichettatura per “garantire maggiore trasparenza ai consumatori, rafforzare la posizione degli agricoltori europei e sostenere la sovranità alimentare dell'Ue”.Secondo i dodici Stati Ue, “la trasparenza per i consumatori e la parità normativa tra produttori europei ed extraeuropei rimangono insufficienti”. È neceassario quindi permettere ai consumatori di “compiere scelte di acquisto informate”, e e garantire maggiori tutele agli agricoltori “nella catena di approvvigionamento alimentare”. La revisione quindi “contribuirebbe a migliorare la sovranità alimentare e a rafforzare la resilienza dell'agricoltura europea”.
Nei primi due mesi del 2026 calano sia le importazioni che le esportazioni di cereali, la bilancia commerciale resta negativa (-424,3 milioni di euro), ma comunqe migliora rispetto ai -546,6 milioni dello stesso periodo 2025. È il bilancio che traccia l’Anacer (Associazione Nazionale Cereali) basandosi su dati Istat.Si importa meno grano, ma più riso e orzoPer quanto riguarda le importazioni, l’Associazione spiega che nel settore dei cereali, semi oleosi e farine proteiche nei primi due mesi del 2026 si è registrato un calo sia in termini di quantità (le importazioni si sono attestate a 4.170.345 tonnellate, il 4,5% in meno dell’anno precedente, pari a 196.000 tonnellate) sia in termini di valore (1.368,9 milioni di euro, l'11% in meno, pari a 168,5 milioni di euro), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.La riduzione complessiva dell’import cerealicolo è dovuta soprattutto ai
Il mercato italiano dell'ortofrutta apre il 2026 con segnali contrastanti. Secondo il Report CSO Italy elaborato su dati YouGov, nei primi tre mesi dell'anno le famiglie italiane hanno acquistato circa 1,3 milioni di tonnellate di frutta e verdura, un volume sostanzialmente analogo a quello registrato nello stesso periodo del 2025. La spesa complessiva ha superato i 3,25 miliardi di euro, segnando un incremento dell'1% su base annua, con un prezzo medio che si è attestato a 2,60 euro al chilogrammo.Gennaio e febbraio solidi, marzo sotto pressioneLa tenuta del trimestre è in buona parte merito dei risultati positivi di gennaio e febbraio, che hanno compensato il rallentamento accusato a marzo. Nel terzo mese dell'anno, gli acquisti domestici di ortofrutta hanno registrato una flessione del 3% in volume rispetto a marzo 2025, fermandosi a circa 503.000 tonnellate. A pesare sul dato sono stati un contesto macroeconomico deteriorato, l'inflazione persistente e i rincari energetici e logistici riconducibili alle tensioni geopolitiche internazionali.In valore, tuttavia, la spesa di marzo
"Il Governo continua a dare sostegni concreti al settore primario e ai cittadini. Gli agricoltori italiani in questi mesi hanno dovuto far fronte ai rincari dovuti al blocco dello stretto di Hormuz. Questo blocco ha comportato un aumento rilevante del prezzo dei fertilizzanti e del gasolio agricolo. Oggi rafforziamo la risposta a questi aumenti stanziando 100 milioni di euro per il loro acquisto. Riconosciamo un credito di imposta del 30% per i fertilizzanti, finanziato con 40 milioni di euro, per i mesi di marzo, aprile e maggio". Lo ha annunciato in una nota il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, al termine del Consiglio dei Ministri che ha approvato un decreto legge per sostenere il settore primario.Lollobrigida ha anche sottolineato che "questa misura si aggiunge allo stop ai dazi sui fertilizzanti decisa questa mattina a Bruxelles e che fa seguito alla richiesta che ho avanzato per l'Italia nell'Agrifish di gennaio e alle battaglie portate avanti dall'Italia e dal governo Meloni in sede europea per la competitività del nostro settore produttivo".Il governo è intervenuto anche per contrastare l'aumento dei prezzi del gasolio agricolo"finanziando il credito di imposta del 20%, già riconosciuto a marzo,
“Accolgo con soddisfazione la decisione del Consiglio Ue di sospendere per un anno i dazi sui principali fertilizzanti azotati utilizzati nella produzione agricola". Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.Un successo del Governo italiano"È un risultato importante che l’Italia e il governo guidato da Giorgia Meloni hanno richiesto con forza e determinazione fin dallo scorso gennaio e che oggi finalmente portiamo a casa" ha proseguito il Ministro. "Una misura concreta che tutela la competitività delle nostre imprese agricole, alleggerisce i costi di produzione e rafforza la sovranità alimentare europea e rende le nostre imprese meno esposte all’aumento dei prezzi. Continueremo a lavorare con la stessa fermezza per difendere il nostro comparto agroalimentare, sostenere chi produce qualità e garantire un futuro più competitivo e autonomo all’agricoltura italiana ed europea”.