agricoltura
L’AGEA, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, negli ultimi 10 giorni ha emanato decreti di pagamento per 130 milioni di euro che danno respiro ad un settore, quello primario, che sta affrontando una fase di riorganizzazione della gestione delle materie prime. La liquidità immessa da Agea nel settore primario per l'esattezza ammonta a 130.298.266,97 euro.In Aiuti alla zootecnica 75 milioni, 9 per la Gestione del rischioLe somme sono distribuite su Misure e Interventi così articolati: Aiuti Diretti zootecnia per 75.117.346,97 euro; per il PNRR l’importo è di euro 3.099.983,42; per la Gestione del rischio parliamo di 9.167.389,37 euro; c’è poi la Misura dedicata all’Olio per euro 729.429,53; la filiera frutticoltura - pere e kiwi - ha incassato 1.413.716,1 euro; il fondo sovranità alimentare seminativi 2.290.682,61 euro e per la ristrutturazione e riconversione vigneti sono stati erogati 54.983,30 euro.
irrigazione
Un’impresa ortofrutticola su 5 ha già digitalizzato la propria azienda con soluzioni di agricoltura 5.0 per ridurre il consumo di fertilizzanti, acqua ed energia, coniugando la spinta verso la sostenibilità delle produzioni all’esigenza di ridurre i costi e la dipendenza dagli approvvigionamenti esterni. È quanto emerge dal primo Censimento in Europa sulla maturità digitale delle aziende agricole effettuato dal Polo innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti Next e diffuso in occasione dell’inaugurazione del Macfrut a Rimini. Coldiretti ha organizzato un incontro con la presenza del presidente Ettore Prandini assieme a Michele De Pascale, Presidente Regione Emilia Romagna, Luigi Scordamaglia, Ad Filiera Italia, Alessio Mammi, Assessore con deleghe Agricoltura e Agroalimentare, Caccia e Pesca della Regione Emilia-Romagna, Chiara Zaganelli, Direttore Generale Crea, Concetta Licciardello, coordinatrice del Progetto Tea4It Crea, Alessia Bonifazi, Direttrice Corporate Affairs Lidl Italia.
riso
L’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA) ha fissato il sostegno accoppiato per il riso a 370,11 €/ha, il massimo consentito dalla normativa vigente. Una decisione per la quale l’Ente Nazionale Risi esprime profonda soddisfazione perché si tratta di un risultato straordinario che raggiunge, appunto, il tetto massimo previsto dal Piano Strategico della PAC (PSP) garantendo, quindi, ai risicoltori italiani il livello più alto di contribuzione possibile.L'impatto della concorrenza senza daziQuesta misura giunge in un momento cruciale per la sopravvivenza del settore. La risicoltura italiana ed europea sta affrontando una gravissima crisi di mercato, pesantemente colpita dalle importazioni agevolate senza dazio dai Paesi Terzi. Tali flussi commerciali stanno compromettendo la redditività delle nostre aziende agricoli e la tenuta dell’intera filiera d’eccellenza del riso italiano. 
Bandiera dell'Ue
Il Consiglio ha adottato nuove norme sulle tecniche genomiche (NGT), che istituiscono un quadro a sostegno di un settore agroalimentare dell'UE più competitivo e sostenibile. Il regolamento è inteso a rafforzare la sicurezza alimentare, ridurre le dipendenze esterne e garantire condizioni di parità per gli operatori europei, mantenendo nel contempo standard elevati per la salute umana e animale e la protezione dell'ambiente. Grazie alle sviluppo di colture più resilienti ed efficienti sotto il profilo delle risorse, sostiene inoltre gli obiettivi di sostenibilità dell'UE."I nostri agricoltori hanno bisogno di soluzioni pratiche per adattarsi ai cambiamenti climatici e rimanere competitivi. Queste nuove norme consentono loro di accedere all'innovazione e garantiscono allo stesso tempo chiarezza, equità e standard elevati in tutta l'Ue" ha sottolineato Maria Panayiotou, ministra dell'Agricoltura, dello sviluppo rurale e dell'ambiente della Repubblica di Cipro.
Il ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti
“I costi dell’energia stanno andando alle stelle, così come quelli dei fertilizzanti. Per l’Italia è molto importante intervenire anche sull’ETS, perché abbiamo imprese energivore che rischiano di dover cessare la produzione". Così il ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti, a margine del Festival dell’Agricoltura, organizzato dal gruppo Libertà e dall’Università Cattolica del Sacro cuore al Teatro Rotative di Piacenza.Costi dell'urea incompatibili con una produzione di qualità"Il settore agricolo è penalizzato fortemente dalle vicende dello Stretto di Hormuz. È incompatibile con la logica il fatto di tenere chiuso lo stretto dal quale poi passano tutte le merci e tutti gli approvvigionamenti che, anche se non direttamente, incidono sull’offerta dei prodotti e quindi, fatalmente, fanno salire il costo degli stessi. Oggi abbiamo il fertilizzante Urea che ha costi, per quanto riguarda l’agricoltura, decisamente incompatibili con una corretta produzione e soprattutto con la possibilità di avere prodotti di qualità, ma anche con un equilibrio di prezzo".
Trattore che sparge fertilizzanti
Il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere è entrato in vigore il 1° gennaio 2026, ma l'escalation del conflitto in Medio Oriente e le tensioni sulle forniture stanno spingendo i governi a chiedere una marcia indietro urgente a Bruxelles.Cos'è il CBAM e perché colpisce il settore agricoloIl Carbon Border Adjustment Mechanism, comunemente noto come CBAM, è il sistema europeo che impone un prezzo sulle emissioni di CO₂ incorporate nelle merci importate nell'Unione europea, con l'obiettivo dichiarato di prevenire la cosiddetta "delocalizzazione delle emissioni". Dal 1° gennaio 2026, il meccanismo è entrato nella sua fase definitiva e si applica, tra gli altri settori, ai fertilizzanti azotati e all'ammoniaca provenienti da Paesi terzi. Una scelta che, nelle intenzioni della Commissione europea, doveva incentivare la decarbonizzazione delle filiere produttive globali. Nella pratica, però, il suo debutto coincide con uno scenario internazionale particolarmente sfavorevole per l'agroindustria europea.
La sede di Expedia MRCC a Piacenza
Supportare le aziende ad immettere prodotti sul mercato con sicurezza, tempestività e una visione tecnica d'avanguardia nel rispetto delle normative e delle esigenze e sensibilità di operatori e consumatori. È questa la mission di Expedia MRCC, la società piacentina che da 20 anni opera al fianco delle aziende attive nell’agroindustria e nel settore agrochimico. Sì perché Expedia MRCC nel 2026 festeggia proprio i 20 anni di attività, caratterizzati dall’eccellenza e da una visione strategica nella consulenza regolatoria.Una ricorrenza che non rappresenta solo un traguardo temporale, ma il coronamento di un percorso fatto di crescita costante, specializzazione e un passaggio generazionale di successo. Fondata nel 2006 da Fabrizio Jondini, professionista con esperienza pluridecennale nel settore, Expedia MRCC nasce infatti con una missione chiara: supportare le aziende dell’agrochimica in un panorama normativo sempre più complesso.  
cesto di frutta e verdura
La 43ª edizione di Macfrut si avvicina con numeri da primato assoluto. Dal 21 al 23 aprile il Rimini Expo Centre si trasforma nel punto di riferimento planetario per la filiera dell'ortofrutta, confermando il ruolo della manifestazione come spazio in cui business, innovazione e conoscenza si intrecciano in modo sempre più strutturato. In un contesto internazionale segnato da incertezze geopolitiche, la risposta del mercato è inequivocabile: nessuna defezione tra gli espositori esteri e una partecipazione di acquirenti che raggiunge il suo massimo storico.Export ortofrutticolo italiano a quota recordIl settore che si ritrova a Rimini è tra i più dinamici del made in Italy. Nel 2025 l'ortofrutta italiana ha raggiunto il record di export con 6,7 miliardi di euro, segnando una crescita dell'11% rispetto all'anno precedente. Un risultato che rafforza il peso strategico della filiera e rende Macfrut un appuntamento ancor più rilevante per produttori, distributori e operatori commerciali di tutto il mondo. 
Competition Agroindustria Lombardia
Regione Lombardia lancia una sfida aperta all'innovazione nel cuore del sistema produttivo agroalimentare italiano. Si chiama Agroindustria Lombardia 2026 ed è una competition rivolta a startup innovative, spin-off universitari e imprese corporate del comparto agroindustriale, con l'obiettivo di accelerare la trasformazione tecnologica di uno dei settori più strategici per il territorio lombardo.Un ponte tra mondo accademico, startup e industriaL'iniziativa, lanciata il 16 marzo 2026 con la delibera di Giunta regionale n. XII/5862, è realizzata da Regione Lombardia in stretta collaborazione con dieci atenei del territorio: l'Università degli Studi di Milano, il Politecnico di Milano, l'Università Commerciale Luigi Bocconi, le Università di Bergamo, Pavia, Brescia e dell'Insubria, l'Università Cattolica del Sacro Cuore, IULM e Milano Bicocca. Un ecosistema accademico di questa portata testimonia la volontà di costruire ponti solidi tra ricerca, imprenditoria e mercato.