Brentonico: parte il referendum per limitare l'uso dei fitosanitari, ma il Comune cerca un'intesa
Trentino
24 Agosto 2026

Brentonico, Trento. Sono 589 le firme depositate per indire un referendum sul modello agricolo e ridurre l'impatto dei prodotti fitosanitari, un numero ben  superiore alle 380 richieste. Il Comitato promotore chiede in sostanza di ridurre l'impatto dei prodotti fitosanitari impiegati nelle coltivazioni del territorio, e di imporre il rispetto di distanze di sicurezza tra le aree coltivate e i luoghi frequentati dalla popolazione, comprese abitazioni private, scuole, asili, parchi pubblici e strutture sanitarie. La proposta si estende anche alla tutela degli allevamenti, con nuove distanze da ricoveri di animali e apiari, e alla salvaguardia delle coltivazioni biologiche e delle risorse idriche presenti nel comune trentino. Il Comune però cerca una mediazione e il 20 agosto - successivamente al deposito delle firme - ha convocato un incontro.

Nella riunione tra la Commissione Regolamenti del Comune e i rappresentanti del Comitato, quest'ultimo ha sostenuto le proprie istanze richiamando diversi riferimenti scientifici e ha rinnovato le critiche all'operato dell'Amministrazione, contestando quello che ha definito un orientamento ideologico.

Il Regolamento bocciato a luglio

Ad aprile lo stesso Comitato aveva presentato una proposta di regolamento che prevedeva la revisione del regolamento provinciale del 2017; l'ampliamento delle distanze di sicurezza (100 metri dalle abitazioni e  200 metri dalle aree sensibili); la creazione di barriere vegetali permanenti; e la tutela dei corsi d'acqua con l'adozione di restrizioni all'uso dei fitosanitari entro 50 metri. 

Il Consiglio Comunale tuttavia nella riunione del 29 luglio scorso ha bocciato la proposta di regolamento, seguendo un iter - ha accusato il Comitato - segnato da gravi mancanze. Lo stesso Comitato infatto non è satato mai audito, e il Comune non ha neppure ritenuto di dover coinvolgere soggetti indipendenti, oltre alla Provincia. A quel punto è partita la raccolta delle firme per il referendum.

Posizioni a distanza

Nell'incontro del 20 agosto, l'Amministrazione comunale ha ribadito l'intenzione di individuare un percorso condiviso, richiamando i pareri raccolti da Commissione referendaria, Azienda sanitaria, Dipartimento enti locali, agricoltura e ambiente della Provincia autonoma di Trento e Coldiretti. Tutti questi pareri, secondo il Comune, indicano uno spazio di manovra molto ristretto per l'adozione di regole comunali più severe rispetto a quanto già previsto dalla normativa provinciale.

Alessio Bertolli, assessore con delega all'agricoltura, ha inoltre illustrato la proposta di creare di un biodistretto biologico basato sull'adesione volontaria degli agricoltori e pensato per valorizzare le produzioni locali. Ha inoltre manifestato la voltontà di portare avanti il confronto, un invito che hanno sosatenuto anche i consiglieri di minoranza.

Il Comitato non arretra

Nonostante le aperture emerse durante l'incontro, nessuna delle soluzioni proposte ha finora convinto il Comitato ad abbandonare la strada intrapresa. Marco Niro, rappresentante del Comitato e primo firmatario del quesito, ha respinto fermamente l'ipotesi di ritirare il referendum: "il dado è tratto", ha commentato. E ha anche rimarcato che il Comitato avrebbe potuto depositare anche mille firme, il processo di autenticazione però ha reso l'iter più laborioso.

L'Amministrazione comunale ha invece ribadito la volontà di voler raggiungere un'intesa, sottolineando peraltro di aver indetto l'incontro prima che il Comitato depositasse le firme. In ogni caso, secondo il Comune il confronto fino all'ultimo, nella speranza di individuare un'intesa prima del referendum.