L'Italia progetta un'agricoltura senza urea, una scelta che non ha nulla a che fare con la crisi in Iran. Il concime azotato più usato al mondo nelle ultime settimane ha ricevuto una forte attenzione da parte dei media, attraverso il canale di Hormuz passa circa un terzo dei fertilizzanti usati in tutto il mondo, e il blocco del traffico navale ha quindi penalizzato anche questo prodotto. Il comparto agricolo italiano sta seguendo con apprensione l'evoluzione del conflitto, associazioni di categoria e imprese avanzano previsioni su quali coltivazioni verranno penalizzate maggiormente e quanta parte dei raccolti andrà perduta, rimarcando ogni volta il fatto che non sia facile sostituire l'urea.Intanto però, l'Italia con il DDL "Coltiva Italia" sta pensando di bandire questa sostanza per sempre, quantomeno nel bacino padano, dove dovrebbe essere vietata a partire dal 2028. Assofertilizzanti, l'Associazione di Federchimica che rappresenta i fabbricanti di fertilizzanti nazionali, ha quindi commissionato a Nomisma lo studio "Valutazione di impatto della fertilizzazione azotata e dell'urea nell'agricoltura italiana" proprio per valutare l'impatto di una simile scelta.
Agrofarmaci, sicurezza alimentare, tutela del Made in Italy, maggiori controlli doganali. Sono alcuni degli argomenti che il Ministro della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida ha affrontato con Olivér Várhelyi. Il Commissario europeo per la Salute e il Benessere Animale in questi giorni ha programmato una serie di incontri in Italia per confrontarsi con le autorità nazionali e i principali stakeholder dei settori sanitario e agroalimentare.Várhelyi ha subito ribadito con forza il ruolo strategico dell’Italia nel panorama agroalimentare continentale, sottolineando come il nostro Paese debba poter continuare a essere grande produttore ed esportatore di quei comparti nei quali vanta un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale. "L’Italia, quando si parla di sicurezza alimentare, è capofila e nostro partner chiave", ha riconosciuto nel corso del punto stampa che ha seguito l’incontro.Linea dura sugli agrofarmaciIl dossier più spinoso affrontato durante l’incontro riguarda la questione degli
Il Parlamento Ue approva in via definitiva il regolamento sulle agevolazioni tariffarie per i paesi meno avanzati, senza modificare la clausola “fantasma” sull’import di riso. Una decisione che i produttori italiani avevano cercato di scongiurare in ogni modo: la clausola di salvaguardia è pensata infatti per offrire sostegno ai paesi in via di sviluppo e, nel caso del riso, consente di appicare dei dazi solo quando le importazioni superano del 45% la media degli ultimi dieci anni. Il problema è che questa media è già di per sé elevatissima, il che rende impossibile appicare la clausola. In Italia, che da sola rappresenta oltre il 50% della produzione europea, si stima che questo voto possa causare un danno di 4 miliardi di euro l'anno e mettere a rischio 100mila ettari di risaie. Un voto ampio, ma contestato dalla filiera risicolaIl Parlamento europeo ha adottato in via definitiva la riforma del regolamento sul sistema di preferenze tariffarie generalizzate (SPG), lo
“La posizione portata dall’Italia al Consiglio Agrifish va nella direzione giusta: evitare rigidità che rischiano di penalizzare il nostro sistema agricolo”. Lo dichiara deputato di Fratelli d’Italia Cristina Almici, componente della Commissione Agricoltura della Camera.I meccanismi automatici possono mettere in crisi le aziende strutturate“Oggi gli agricoltori stanno già affrontando costi elevati legati a energia, fertilizzanti e materie prime. In questo contesto introdurre meccanismi automatici di riduzione dei pagamenti o tetti rigidi rischia di mettere in difficoltà proprio le aziende più strutturate, che garantiscono occupazione e investimenti nei territori. La richiesta è semplice: lasciare agli Stati membri la possibilità di decidere come applicare questi strumenti, tenendo conto delle caratteristiche dei propri sistemi agricoli.Flessibilità e tutela delle filiere
“Con l’escalation del conflitto in Medio Oriente si registra un aumento dei costi della produzione agricola: chiediamo alla Commissione misure urgenti per stabilizzare i prezzi dei fertilizzanti e analizzare l’impatto del CBAM sull’agricoltura. Riteniamo utile la mobilitazione di strumenti finanziari come PAC e riserva di crisi. Ma servono anche azioni concrete per rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento agricole dell’Ue e ridurre la dipendenza esterna”. Lo afferma l’europarlamentare di Fi-Ppe Flavio Tosi, che ha sottoscritto un’interrogazione alla Commissione.I conflitti e il CBAM hanno fatto lievitare i prezzi dei fertilizzanti“La sicurezza alimentare nell’Unione europea – dice Tosi – è sottoposta a pressioni crescenti. Gli agricoltori europei affrontano nuove perturbazioni esterne che incidono sulla capacità produttiva e determinano un aumento significativo dei costi. Prima la guerra in Ucraina e poi l’attacco all’Iran. Unite all’introduzione del meccanismo di adeguamento carbonio alle frontiere (CBAM) hanno fatto lievitare i prezzi dei fertilizzanti. Senza contare che
Prende il via la nuova edizione di Generazione Terra, il programma promosso da ISMEA per aiutare i giovani a intraprendere la professione di agricoltori o ad ampliare un'azienda. Il bando è riservato agli under 41 e per questa edizione il budget disponibile ha raggiunto i 120 milioni di euro, le risorse sono state raccolte dalla Banca delle Terre e serviranno ad acquistare nuovi terreni.Chi può partecipare al bando Generazione TerraIl programma si rivolge a tre categorie di giovani. La prima comprende gli imprenditori agricoli già attivi, under 41, che vogliono ampliare la superficie della propria azienda acquistando un terreno confinante o funzionalmente collegato a quello già condotto, oppure che intendono consolidare la loro posizione acquistando un fondo che già coltivano in affitto o comodato da almeno due anni.a competitività e consolidare la sovranità alimentare nazionale."
Confagricoltura conclude la sua partecipazione alla 43esima edizione di Macfrut, la fiera internazionale del settore ortofrutticolo, con un consuntivo molto positivo grazie ai tanti momenti di confronto avuti con produttori e rappresentanti della politica. Il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, non ha fatto mancare la sua presenza all’inaugurazione dello stand confederale.Tante le delegazioni istituzionali e i buyer provenienti dall’estero, sia Ue che extra Ue. Un segno dell’impegno a trovare nuovi mercati dal momento che il comparto ortofrutticolo sta affrontando difficoltà commerciali legate alle tensioni in atto a livello mondiale.Non sono mancati gli stimoli positivi necessari per tenere viva la competitività del settore che – come ricordato dal vicepresidente di Confagricoltura Sandro Gambuzza, all’inaugurazione della fiera – non è un dato acquisito, ma deve essere alimentato con strategie adatte al contesto attuale. Difficile prevedere come evolverà la marginalità delle imprese alla luce degli aumenti dei costi di produzione e considerato che, tra marzo e aprile, i prezzi all’origine dei prodotti agricoli segnano una sostanziale stabilità.
C'è anche l'agricoltura tra i settori a rischio che la Commissione intende proteggere con il nuovo piano AccelerateUe. Il piano di intervento punta a contrastare l'impennata dei beni energetici e di una serie di materie prime, con un pacchetto di misure "sia immediate che strutturali" che andranno "a beneficio di cittadini e imprese", ha spiegato la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen."Oggi ci occupiamo di energia per parlare di sicurezza. Dobbiamo accelerare i nostri piani non solo per l'ambiente, ma per garantire stabilità ai cittadini e alle imprese" ha aggiunto la vicepresidente esecutiva della Commissione Europea e commissaria per la concorrenza, Teresa Ribera. Mentre il commissario europeo per l'Energia, Dan Jorgensen non ha nascosto la preoccupazione: "le previsioni sono negative anche nello scenario migliore. Ci attendono mesi molto difficili, se non addirittura anni". E il dato sotto gli occhi di tutti è che il conflitto in Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz siano già costati all'Ue 24 miliardi di euro, calcvolando solamente l'aumento dei prezzi dei beni energetici.
L’AGEA, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, negli ultimi 10 giorni ha emanato decreti di pagamento per 130 milioni di euro che danno respiro ad un settore, quello primario, che sta affrontando una fase di riorganizzazione della gestione delle materie prime. La liquidità immessa da Agea nel settore primario per l'esattezza ammonta a 130.298.266,97 euro.In Aiuti alla zootecnica 75 milioni, 9 per la Gestione del rischioLe somme sono distribuite su Misure e Interventi così articolati: Aiuti Diretti zootecnia per 75.117.346,97 euro; per il PNRR l’importo è di euro 3.099.983,42; per la Gestione del rischio parliamo di 9.167.389,37 euro; c’è poi la Misura dedicata all’Olio per euro 729.429,53; la filiera frutticoltura - pere e kiwi - ha incassato 1.413.716,1 euro; il fondo sovranità alimentare seminativi 2.290.682,61 euro e per la ristrutturazione e riconversione vigneti sono stati erogati 54.983,30 euro.
Un’impresa ortofrutticola su 5 ha già digitalizzato la propria azienda con soluzioni di agricoltura 5.0 per ridurre il consumo di fertilizzanti, acqua ed energia, coniugando la spinta verso la sostenibilità delle produzioni all’esigenza di ridurre i costi e la dipendenza dagli approvvigionamenti esterni. È quanto emerge dal primo Censimento in Europa sulla maturità digitale delle aziende agricole effettuato dal Polo innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti Next e diffuso in occasione dell’inaugurazione del Macfrut a Rimini. Coldiretti ha organizzato un incontro con la presenza del presidente Ettore Prandini assieme a Michele De Pascale, Presidente Regione Emilia Romagna, Luigi Scordamaglia, Ad Filiera Italia, Alessio Mammi, Assessore con deleghe Agricoltura e Agroalimentare, Caccia e Pesca della Regione Emilia-Romagna, Chiara Zaganelli, Direttore Generale Crea, Concetta Licciardello, coordinatrice del Progetto Tea4It Crea, Alessia Bonifazi, Direttrice Corporate Affairs Lidl Italia.
L’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA) ha fissato il sostegno accoppiato per il riso a 370,11 €/ha, il massimo consentito dalla normativa vigente. Una decisione per la quale l’Ente Nazionale Risi esprime profonda soddisfazione perché si tratta di un risultato straordinario che raggiunge, appunto, il tetto massimo previsto dal Piano Strategico della PAC (PSP) garantendo, quindi, ai risicoltori italiani il livello più alto di contribuzione possibile.L'impatto della concorrenza senza daziQuesta misura giunge in un momento cruciale per la sopravvivenza del settore. La risicoltura italiana ed europea sta affrontando una gravissima crisi di mercato, pesantemente colpita dalle importazioni agevolate senza dazio dai Paesi Terzi. Tali flussi commerciali stanno compromettendo la redditività delle nostre aziende agricoli e la tenuta dell’intera filiera d’eccellenza del riso italiano.
Il Consiglio ha adottato nuove norme sulle tecniche genomiche (NGT), che istituiscono un quadro a sostegno di un settore agroalimentare dell'UE più competitivo e sostenibile. Il regolamento è inteso a rafforzare la sicurezza alimentare, ridurre le dipendenze esterne e garantire condizioni di parità per gli operatori europei, mantenendo nel contempo standard elevati per la salute umana e animale e la protezione dell'ambiente. Grazie alle sviluppo di colture più resilienti ed efficienti sotto il profilo delle risorse, sostiene inoltre gli obiettivi di sostenibilità dell'UE."I nostri agricoltori hanno bisogno di soluzioni pratiche per adattarsi ai cambiamenti climatici e rimanere competitivi. Queste nuove norme consentono loro di accedere all'innovazione e garantiscono allo stesso tempo chiarezza, equità e standard elevati in tutta l'Ue" ha sottolineato Maria Panayiotou, ministra dell'Agricoltura, dello sviluppo rurale e dell'ambiente della Repubblica di Cipro.
“I costi dell’energia stanno andando alle stelle, così come quelli dei fertilizzanti. Per l’Italia è molto importante intervenire anche sull’ETS, perché abbiamo imprese energivore che rischiano di dover cessare la produzione". Così il ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti, a margine del Festival dell’Agricoltura, organizzato dal gruppo Libertà e dall’Università Cattolica del Sacro cuore al Teatro Rotative di Piacenza.Costi dell'urea incompatibili con una produzione di qualità"Il settore agricolo è penalizzato fortemente dalle vicende dello Stretto di Hormuz. È incompatibile con la logica il fatto di tenere chiuso lo stretto dal quale poi passano tutte le merci e tutti gli approvvigionamenti che, anche se non direttamente, incidono sull’offerta dei prodotti e quindi, fatalmente, fanno salire il costo degli stessi. Oggi abbiamo il fertilizzante Urea che ha costi, per quanto riguarda l’agricoltura, decisamente incompatibili con una corretta produzione e soprattutto con la possibilità di avere prodotti di qualità, ma anche con un equilibrio di prezzo".
Il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere è entrato in vigore il 1° gennaio 2026, ma l'escalation del conflitto in Medio Oriente e le tensioni sulle forniture stanno spingendo i governi a chiedere una marcia indietro urgente a Bruxelles.Cos'è il CBAM e perché colpisce il settore agricoloIl Carbon Border Adjustment Mechanism, comunemente noto come CBAM, è il sistema europeo che impone un prezzo sulle emissioni di CO₂ incorporate nelle merci importate nell'Unione europea, con l'obiettivo dichiarato di prevenire la cosiddetta "delocalizzazione delle emissioni". Dal 1° gennaio 2026, il meccanismo è entrato nella sua fase definitiva e si applica, tra gli altri settori, ai fertilizzanti azotati e all'ammoniaca provenienti da Paesi terzi. Una scelta che, nelle intenzioni della Commissione europea, doveva incentivare la decarbonizzazione delle filiere produttive globali. Nella pratica, però, il suo debutto coincide con uno scenario internazionale particolarmente sfavorevole per l'agroindustria europea.
Supportare le aziende ad immettere prodotti sul mercato con sicurezza, tempestività e una visione tecnica d'avanguardia nel rispetto delle normative e delle esigenze e sensibilità di operatori e consumatori. È questa la mission di Expedia MRCC, la società piacentina che da 20 anni opera al fianco delle aziende attive nell’agroindustria e nel settore agrochimico. Sì perché Expedia MRCC nel 2026 festeggia proprio i 20 anni di attività, caratterizzati dall’eccellenza e da una visione strategica nella consulenza regolatoria.Una ricorrenza che non rappresenta solo un traguardo temporale, ma il coronamento di un percorso fatto di crescita costante, specializzazione e un passaggio generazionale di successo. Fondata nel 2006 da Fabrizio Jondini, professionista con esperienza pluridecennale nel settore, Expedia MRCC nasce infatti con una missione chiara: supportare le aziende dell’agrochimica in un panorama normativo sempre più complesso.
La 43ª edizione di Macfrut si avvicina con numeri da primato assoluto. Dal 21 al 23 aprile il Rimini Expo Centre si trasforma nel punto di riferimento planetario per la filiera dell'ortofrutta, confermando il ruolo della manifestazione come spazio in cui business, innovazione e conoscenza si intrecciano in modo sempre più strutturato. In un contesto internazionale segnato da incertezze geopolitiche, la risposta del mercato è inequivocabile: nessuna defezione tra gli espositori esteri e una partecipazione di acquirenti che raggiunge il suo massimo storico.Export ortofrutticolo italiano a quota recordIl settore che si ritrova a Rimini è tra i più dinamici del made in Italy. Nel 2025 l'ortofrutta italiana ha raggiunto il record di export con 6,7 miliardi di euro, segnando una crescita dell'11% rispetto all'anno precedente. Un risultato che rafforza il peso strategico della filiera e rende Macfrut un appuntamento ancor più rilevante per produttori, distributori e operatori commerciali di tutto il mondo.