"Un passo importante verso la certezza del diritto per gli operatori del settore biologico e per evitare interruzioni al commercio internazionale". Con queste parole Eduardo Cuoco, direttore di IFOAM Organics Europe, ha accolto l'accordo siglato da Parlamento europeo e Consiglio sulla revisione mirata del regolamento UE sull'agricoltura biologica. "La nostra priorità ora è garantire che l'accordo venga attuato in modo concreto e che la tabella di marcia per la legislazione secondaria venga definita rapidamente, in stretto dialogo con il settore biologico. Per rafforzare la competitività del settore biologico, abbiamo bisogno di norme chiare, stabili e prevedibili, salvaguardando al contempo gli elevati standard biologici che sono alla base della fiducia dei consumatori”.
Molti aspetti positivi e un difetto
Secondo l'associazione europea che riunisce allevatori e agricoltori billogici, l'intesa risolve questioni chiave che hanno portato alla revisione dell'Atto base, in particolare quelle relative all'uso del logo biologico UE sui prodotti
importati e al mantenimento degli accordi di equivalenza con i principali paesi terzi.
La proroga fino al 31 dicembre 2036 concordata degli accordi di equivalenza con 11 paesi terzi, inoltre, concede alla Commissione europea e ai suoi partner commerciali più tempo per negoziare i futuri accordi. Ciò offre prevedibilità agli operatori e contribuisce a evitare interruzioni nel commercio internazionale di prodotti biologici. Le disposizioni semplificate riducono la complessità della proposta originaria, anche se le norme riviste sull'uso del logo biologico UE sui prodotti importati in base al principio di equivalenza richiederanno degli adeguamenti per gli operatori del settore biologico, in particolare in termini di tracciabilità e controlli aggiuntivi.
Il periodo di transizione darà inoltre agli operatori il tempo di prepararsi e adattarsi ai nuovi requisiti. IFOAM Organics Europe accoglie con favore anche l'eliminazione della proposta di eccezione del 5% che avrebbe consentito l'utilizzo del logo biologico UE su prodotti contenenti ingredienti che non soddisfano i criteri aggiuntivi. Ciò contribuisce a tutelare la coerenza e la credibilità del logo biologico UE. Positiva anche la decisione di tutelare i principi fondamentali dell'agricoltura biologica, come i requisiti per il pascolo dei ruminanti, essenziali per salvaguardare l'integrità degli standard di produzione biologica.
Unico aspetto negativo, la scelta di non fissare norme più dettagliate per la selezione vegetale biologica, avrebbe rtappresentato un passo importante per sostenere lo sviluppo di varietà vegetali adatte ai sistemi di produzione biologica e rafforzare la resilienza a lungo termine del settore.
“L'accordo odierno rappresenta un traguardo importante, ma il lavoro non è ancora terminato - ha sottolinearto ancora Cuoco. - IFOAM Organics Europe invita i colegislatori a procedere rapidamente con l'approvazione formale dell'accordo, garantendo che la revisione mirata possa essere adottata senza ritardi. La prossima priorità è definire la tabella di marcia per la legislazione secondaria, affrontando le sfide rimanenti e assicurando che il quadro normativo rivisto sia pratico, coerente e pienamente in linea con i principi dell'agricoltura biologica. Ciò è essenziale per garantire la stabilità normativa a lungo termine e assicurare che le norme UE sull'agricoltura biologica rimangano adeguate al futuro” ha concluso.