Ue: per il 68% degli europei l'innovazione alimentare aiuta gli agricoltori, ma il 72% si sente poco informato
serra
26 Ottobre 2026

Il 68% dei cittadini Ue considera l’innovazione alimentare uno strumento utile per agricoltori e produttori, ma il 72% non si sente ben informato su alimenti, ingredienti e colture innovativi. È quanto emerge dall’ultimo Eurobarometro speciale, pubblicato oggi dalla Commissione europea, che offre una panoramica a livello Ue di come gli europei guardano ai cibi di nuova generazione.

Un atteggiamento cauto, più aperto tra giovani e istruiti

Secondo l’indagine, molti europei vedono nell’innovazione alimentare un modo utile per aiutare agricoltori e produttori a rispondere alle grandi sfide. Alimenti e colture innovativi possono rafforzare la resilienza e la preparazione del sistema alimentare europeo, ampliare le opzioni di produzione, sostenere la sicurezza alimentare e rispondere alle esigenze dei consumatori, nel rispetto degli elevati standard di sicurezza dell’Ue.

L’atteggiamento del pubblico, però, resta prudente. Il grado di apertura cresce tra i più giovani, tra chi ha un livello di istruzione più alto, tra chi vive nelle città e tra chi ha più familiarità con questi prodotti. Gli under 39 si dicono a proprio agio con i cibi innovativi in oltre il 50% dei casi, contro il 34% di chi ha almeno 55 anni. Il comfort è più basso anche tra chi ha lasciato la scuola a 15 anni rispetto a chi ha studiato fino ai 20 o oltre. Più della metà dei residenti nelle grandi città si sente tranquilla davanti a cibi sviluppati con tecniche moderne, contro una quota tra il 42% e il 46% nei villaggi e nelle aree rurali.

Potenziale elevato, ma serve più informazione

L’indagine conferma che gli europei riconoscono il valore dell’innovazione alimentare, ritengono infatti che possa dare agli agricoltori e ai produttori più strumenti per affrontare sfide come cambiamenti climatici, parassiti, scarsità di risorse e interruzioni degli approvvigionamenti. Tra i prodotti presentati nel sondaggio, il maggior grado di accettazione riguarda frutta e verdura ottenute da colture adattate a siccità, parassiti o condizioni meteorologiche estreme, con cui si dice a proprio agio la metà degli intervistati (50%).

Esiste però un chiaro divario informativo. Il 51% esprime un giudizio negativo sui prodotti alimentari innovativi, mentre il 39% ne ha una visione positiva. Il legame tra conoscenza e opinione è molto forte. Tra chi si sente ben informato, il 72% valuta positivamente gli alimenti innovativi; tra chi non lo è, la quota scende al 27%. Anche il comfort cambia in modo sensibile: va dal 59% di chi aveva già sentito parlare di questi cibi al 32% di chi non ne sapeva nulla.

L’85% degli intervistati ritiene che i prodotti alimentari innovativi debbano avere nomi chiari e fornire informazioni comprensibili su come vengono realizzati, che cosa contengono e da dove provengono. Secondo la Commissione, questi risultati offrono elementi utili per lo sviluppo delle politiche, per la ricerca e l’innovazione e per le attività di comunicazione, e possono aiutare ricercatori, innovatori e decisori a tenere conto delle aspettative del pubblico fin dalle prime fasi del processo di innovazione.

Food 2040 e il futuro della ricerca nel settore alimentare

L’indagine arriva in un momento importante per l’agenda Ue sulla ricerca e l’innovazione alimentare. I risultati verranno inseriti nell'ageneza dei lavorim di Food 2040, il quadro strategico di ricerca e innovazione per i sistemi alimentari, inserito nell’approccio strategico recentemente adottato dall’Ue per un’agricoltura, una silvicoltura, zone rurali e sistemi alimentari competitivi, resilienti e sostenibili. Food 2040 punta a coinvolgere consumatori e portatori di interesse nell’innovazione, attraverso la co-creazione e la sperimentazione nel mondo reale, perché le nuove soluzioni rispondano a esigenze economiche, ambientali e sociali.