Un trattore elettrico studiato per prevenire gli incidenti nei campi: grazie all'eliminazione della trasmissione cardanica è infatti più basso di quelli tradizionali, ed è meno soggetto al rischio di ribaltarsi. Il prototipo si chiama Compact Tractor 4.0, ed è stato sviluppato dall'Università degli Studi della Tuscia (Unitus), dall'Università degli Studi di Milano (Unimi) e dall'Università Niccolò Cusano (Unicusano) grazie a un bando finanziato dall'Inail con il programma Bric. La trazione elettrica, oltre ai vantaggi in termini di sicurezza, ha consentito di abbattere di almeno il 65% le emissioni inquinanti, ma si può arrivare addirittura al 100% se le batterie vengono ricaricate con fonti rinnovabili.
Il rischio ribaltamento
Il ribaltamento è tra le cause principali di morte sul lavoro in agricoltura, e i trattori compatti usati in vigneti e frutteti non fanno eccezione. Il problema strutturale è noto: questi mezzi superano quasi sempre il metro e settanta di altezza, un ingombro che impone l'uso di barre di protezione mobili, con
evidenti limiti sia in termini di praticità sia di affidabilità.
A questo si aggiunge il rischio legato all'albero cardanico, componente meccanica che trasmette il moto agli attrezzi collegati. Anche questo rappresenta un pericolo concreto per gli operatori, viisto che gli indumenti possono impigliarsi durante il lavoro. Sono proprio questi due nodi critici che il Compact Tractor 4.0 si propone di risolvere alla radice.
Il design ribassato
La scelta di adottare la trazione elettrica non è stata guidata solo da considerazioni ambientali, ma ha consentito anche di ripensare radicalmente le geometrie del veicolo. Eliminando il tunnel centrale della trasmissione meccanica e ricollocando motore e batterie in posizione laterale e più bassa, i progettisti sono riusciti a contenere l'altezza totale del mezzo al di sotto del metro e sessanta, con un guadagno di circa 20 centimetri rispetto agli standard attuali.
Questo margine ha conentito anche di montare una struttura di protezione antiribaltamento fissa a quattro montanti, pienamente conforme al Regolamento UE 167/2013, che non richiede interventi manuali da parte dell'operatore e garantisce protezione continua in ogni condizione di lavoro. La trasmissione elettrica diretta alle ruote rende poi superfluo l'albero cardanico, eliminando alla fonte uno dei rischi più insidiosi del settore.
Meno inquinamento, meno rumore, più comfort
Sul fronte ambientale, i dati raccolti durante le sessioni di test hanno evidenziato che il prototipo produce 5 kg di CO2 per ettaro lavorato, un valore che si confronta con i 15 kg di un mezzo a gasolio di categoria equivalente. Il risparmio in termini di emissioni supera il 65% e può arrivare al 100% abbinando il veicolo a un impianto di ricarica alimentato da energia solare o da altre fonti rinnovabili.
Ma i benefici non si limitano all'atmosfera: l'assenza di un motore a combustione interna abbatte anche i livelli di rumore e le vibrazioni trasmesse all'operatore, due fattori che incidono in modo significativo sulla salute e sulla qualità del lavoro nei lunghi turni in campo.
Un laboratorio su ruote per l'agricoltura di precisione
Il Compact Tractor 4.0 integra anche una sofisticata architettura digitale, sviluppata internamente dal team di ricerca. Una centralina ECU di nuova generazione e un sistema avanzato di gestione delle batterie (BMS) raccolgono e analizzano in continuo i dati provenienti da quattro aree funzionali del veicolo — motore, batterie, driveline e sterzo — incrociandoli con informazioni ambientali e di posizionamento GPS.
Il flusso di dati viene trasmesso in modalità wireless a una piattaforma cloud e consultabile attraverso una dashboard dedicata, che consente di pianificare gli interventi di manutenzione prima che si verifichino guasti, riducendo i tempi di fermo. L'infrastruttura è inoltre già predisposta per accogliere, in fasi successive di sviluppo, sistemi di guida assistita, automazione e prevenzione attiva delle collisioni.