Il Governo rivendica 887 milioni di euro del Pnrr già investiti per fronteggiare la siccità e oltre 553mila ettari di terreni agricoli resi più efficienti; l'opposizione denuncia sistemi di irrigazione ancora troppo arretrati, capaci di sprecare fino al 60% dell'acqua utilizzata. Sono i numeri su cui hanno fatto leva da un lato il sottosegretario al Masaf Giacomo La Pietra e dall'altro l'onorevole Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi e Sinistra) nel corso di un'intrerrogazione discussa in Commissione Agricoltura alla Camera che riguardava un tema decisivo per il settore agricolo: come coniugare produttività e risorse idriche in un clima che cambia.
Masaf: non solo misure emergenziali, ma strategia strutturale
Il sottosegretario La Pietra ha aperto il suo intervento contestando la premessa dell'interrogazione, ovvero che il Ministero dell'Agricoltura si sia limitato a "interventi emergenziali" sulla crisi idrica. Al contrario, ha sottolineato come il Governo Meloni abbia "investito risorse importanti
per la realizzazione di nuove infrastrutture idriche e l'ammodernamento di quelle esistenti", con l'obiettivo dichiarato di rafforzare la resilienza dell'ecosistema irriguo nazionale agli eventi siccitosi.
Ha quindi ricordato una serie di investimenti idrici previsti dal Pnrr che "hanno raggiunto tutti i target previsti": 108 progetti finanziati per un importo complessivo di 887 milioni di euro, una superficie agricola resa più efficiente pari a 553.972 ettari e un risparmio idrico stimato in 310 milioni di metri cubi l'anno.
Tra gli strumenti messi in campo dall'esecutivo, il sottosegretario ha richiamato il decreto Siccità, che ha istituito una cabina di regia nazionale e la figura di un commissario straordinario per la scarsità idrica, "per superare le lentezze burocratiche, risolvere le conflittualità tra enti e avviare una strategia che rende la siccità non più un'emergenza, ma un evento ciclico da gestire". Un passaggio è stato dedicato anche alla riqualificazione delle infrastrutture esistenti, con l'esempio della diga di Senise gestita da Acque del Sud: un invaso che oggi custodisce 250 milioni di metri cubi d'acqua e che, grazie ai nuovi lavori, vedrà a breve l'aggiunta di ulteriori 120 milioni di metri cubi, raddoppiando di fatto la propria autonomia idrica.
I numeri della PAC
Il sottosegretario ha poi ripercorso gli strumenti attivati nell'ambito del Piano Strategico della PAC 2023-2027 per diffondere i principi dell'agroecologia. Per l'agricoltura biologica, che interessa oltre 2,3 milioni di ettari, sono stati stanziati 2,24 miliardi di euro in cinque anni, di cui 1,064 miliardi già utilizzati al 31 agosto 2026. Per la produzione integrata, che coinvolge quasi un milione di ettari, gli stanziamenti ammontano invece a 667 milioni di euro, con 326 milioni già spesi.
A questi si aggiungono gli incentivi per le aziende che adottano tecniche di lavorazione minima del terreno, colture di copertura, inerbimento delle superfici arboree e infrastrutture ecologiche come siepi e filari, oltre a 400 milioni di euro del Fondo Innovazione Ismea e 10 milioni destinati alla ricerca del CREA. Strumenti che, secondo La Pietra, "consentono di intervenire in maniera più mirata sull'impiego dei fattori produttivi, compresa la risorsa idrica".
Borrelli: Servono dati scientifici, non solo infrastrutture
"Mi dispiace che il Governo non concordi sulla nostra proposta, perché come al solito si basa su dati scientifici" ha replicato Borrelli. Secondo l'esponente di AVS, il settore agricolo consuma oggi il 70% delle risorse idriche globali, con una percentuale di sprechi che nei sistemi di irrigazione tradizionali arriva a toccare il 40-60%.
Per Borrelli il nodo non è solo quello delle infrastrutture, ma il modello di irrigazione stesso: "Serve un impiego più razionale dell'acqua a disposizione, superando l'irrigazione per sommersione". A supporto della propria posizione, il deputato ha citato i dati del network internazionale Fruit Cruise, coordinato dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell'Università di Bologna, secondo cui le tecnologie europee già disponibili - previsioni meteorologiche, telerilevamento, sensori, modelli fisiologici e intelligenza artificiale - restano poco diffuse tra gli agricoltori soprattutto per due ostacoli: i costi e la carenza di informazione.
L'acqua non va più sprecata:
Nella parte conclusiva del suo intervento, Borrelli ha riconosciuto un cambio di passo nella consapevolezza istituzionale sull'emergenza climatica, "che fino a poco tempo fa veniva negata", ma ha insistito sulla necessità di modernizzare i sistemi irrigui accanto alla costruzione di nuovi invasi. "L'agricoltura, che ne consuma tantissima, dovrebbe essere prioritaria nell'azione del Governo per trovare il sistema più efficiente possibile affinché l'acqua non sia sprecata", ha dichiarato, offrendo infine la disponibilità di AVS a condividere con il Masaf gli studi e le ricerche citati, "affinché possano essere verificati anche dal Ministero stesso".