IA: Coldiretti, non deve diventare nuovo fattore di concentrazione del potere
Gesmundo Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War
16 Luglio 2026

“Il tema non è essere ‘pro’ o ‘contro’ l’IA, ma scongiurare il rischio del suprematismo tecnologico". Lo ha detto il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, intervenendo questa mattina ai lavori della Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War, in programma al Borgo Laudato Si’ di Castel Gandolfo.

L’iniziativa, promossa da una coalizione internazionale di istituzioni con il coinvolgimento della Santa Sede, riunisce Premi Nobel, capi di Stato ed esponenti del mondo scientifico, accademico, religioso e istituzionale internazionale, con l’obiettivo di elaborare la Rome Declaration on an Unarmed and Disarming Peace in the Age of Artificial Intelligence, documento di indirizzo per la governance globale dell’intelligenza artificiale e dei rischi legati alle nuove tecnologie.

Gesmundo è intervenuto nella Sessione 7 – “The Common Good in the Digital Age: Artificial Intelligence, Democracy, and the Economic Revolution: Toward a New World Order”, dedicata alle implicazioni economiche e sociali

dell’intelligenza artificiale e alle prospettive di un nuovo modello di sviluppo orientato al bene comune.

La sicurezza alimentare è un'infrastruttura centrale

“Gli agricoltori conoscono il potere del limite: sapere sempre quando è il momento di fermarsi. Se pochi soggetti controllano algoritmi, dati, cloud e biotecnologie, possono arrivare a controllare anche filiere alimentari, sementi e mercati. Quindi la vita di tutti" ha detto ancora il segretario generale di Coldiretti.

Per Gesmundo il punto di contatto tra intelligenza artificiale e guerra nucleare risiede proprio in questo: “Il problema non è solo l’arma atomica, ma chi governa sistemi strategici che incidono sulla vita delle persone. Oggi la sicurezza alimentare è infrastruttura centrale della sicurezza nazionale”. Da qui la domanda politica al centro del suo intervento: l’intelligenza artificiale resterà uno strumento al servizio dell’uomo o diventerà un nuovo fattore di concentrazione del potere? “È una chiave originale perché lega tecnologia, democrazia e cibo", ha concluso.