Il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare in decreto legislativo in materia di controlli sull’uso di sostanze farmacologicamente attive autorizzate come medicinali veterinari o come additivi per mangimi. Il testo è stato proposto dal Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti, dal Ministro della Salute Orazio Schillaci e dal Ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida.
Il provvedimento è volto ad adeguare l’ordinamento giuridico nazionale al nuovo quadro europeo (in particolare alle disposizioni del regolamento delegato (UE) 2022/1644 e del regolamento di esecuzione (UE) 2022/1646), al fine di garantire un sistema armonizzato, efficace e aggiornato di controlli ufficiali sui residui di sostanze farmacologicamente attive negli animali destinati alla produzione di alimenti e nei prodotti di origine animale. L’intervento si inserisce nel contesto del regolamento (UE) 2017/625 e tiene conto dell’abrogazione della direttiva 96/23/CE, con conseguente superamento del precedente assetto normativo nazionale.
Il provvedimento persegue la finalità di adeguare formalmente e
sostanzialmente l’ordinamento nazionale alle disposizioni unionali e di riordinare e razionalizzare la disciplina vigente, eliminando duplicazioni e disposizioni non più coerenti con il quadro europeo.
Il ruolo del Piano Nazionale Residui
In tale ambito, viene disciplinato il Piano Nazionale Residui (PNR), quale strumento centrale per la pianificazione, esecuzione e rendicontazione dei controlli ufficiali, articolato in tre componenti: il Piano mirato, basato sul rischio, volto a verificare la conformità della produzione rispetto alla normativa europea e ai limiti di residui; il Piano di sorveglianza, fondato su controlli casuali per il monitoraggio di un’ampia gamma di sostanze; il Piano paesi terzi, diretto al controllo, anch’esso basato sul rischio, degli animali e dei prodotti importati. Il numero minimo di campioni è definito a livello europeo in base alla produzione, alla popolazione e ai flussi di importazione, mentre la programmazione annuale è modulata in funzione dei fattori di rischio, quali non conformità degli anni precedenti o segnalazioni territoriali.
Il decreto consolida, in un testo unitario, le competenze e le responsabilità delle autorità coinvolte, nel rispetto del riparto costituzionale di funzioni tra Stato e Regioni e del principio di leale collaborazione. Le attività di controllo sono pianificate, eseguite e rendicontate attraverso il sistema informatico NSIS/RaDISAN, al fine di garantire tracciabilità, uniformità dei dati e integrazione nazionale ed europea.