CNH Farmer Pulse: l'agricoltura di precisione conquista il 74% degli agricoltori nordamericani
agricoltura di precisione
13 Agosto 2026

L'agricoltura di precisione consente di ridurre i costi degli input per il 74% degli agricoltori nordamericani e di migliorare l'efficienza per il 70%. Incrementa i raccolti nel 59% dei casi e consente di risparmiare carburante nel 56%. Per il 49% degli agricoltori, infine, permette di raccogliere dati più precisi e quindi di migliorare la gestione operativa dell'azienda. Per il 56% degli agricoltori, tuttavia, le tecnologie di precisione hanno ancora un costo troppo elevato, mentre il 36% teme che gli investimenti non vengano ripagati. E in generale chiedono strumenti facili da usare. È quanto emerge da CNH Farmer Pulse: The AgTech Adoption Edition, la ricerca condotta da CNH Industrial, il colosso che controlla New Holland e Case IH, due dei maggiori produttori mondiali di macchine agricole.

Un'indagine su 217 aziende agricole tra Stati Uniti e Canada

Lo studio ha preso in esame un campione di 217 tra farmer e allevatori negli 

Stati Uniti e in Canada. Le aziende coinvolte spaziano da realtà di 50 acri a oltre 5.000 acri, con quasi tre quarti del campione compreso tra 500 e 5.000 acri, e con il 41% degli intervistati che dichiara un fatturato annuo superiore al milione di dollari.

La guida automatica diventa lo standard nei campi

La ricerca evidenzia come alcune tecnologie di precisione siano ormai entrate stabilmente nella routine quotidiana delle aziende agricole. L’89% degli agricoltori utilizza già sistemi di guida automatica come il GPS, l'auto-sterzata e la mappatura dei campi. Il 54%, ricorre a sistemi di precisione per regolare automaticamente la distribuzione di fertilizzanti e agrofarmaci. E la stessa percentuale di agricoltori si affida a piattaforme di telematica e gestione connessa dell'azienda agricola, in grado di raccogliere, tracciare e condividere i dati su macchine e appezzamenti.

Più contenuta ma significativa la quota di chi ha già introdotto l'automazione assistita dall'intelligenza artificiale, adottata dal 14% degli agricoltori: un segnale dell'interesse crescente verso la prossima generazione di tecnologie agricole, quelle in grado di adattare il funzionamento dei macchinari alle condizioni del campo con un intervento minimo o nullo dell'operatore.

La tecnologia è essenziale

La ricerca esamina anche il modo in cui gli agricoltori valutano l'impatto reale delle nuove tecnologie. Il 71% del campione considera l'agricoltura di precisione importante o estremamente importante per il successo della propria azienda, tra gli agricoltori più orientati alla tecnologia la percentuale sale addirittura al 95%.

Il dato si accompagna a una percezione altrettanto positiva sul fronte del ritorno economico: il 62% degli intervistati giudica la tecnologia di precisione moderatamente o estremamente utile, quota che cresce al 70% tra i produttori di seminativi da reddito e arriva all'82% tra gli utilizzatori più avanzati. Nel complesso, i risultati suggeriscono che questa tecnologia non sia più percepita come un investimento opzionale, ma stia diventando sempre più un vero e proprio vantaggio competitivo.

Perché gli agricoltori scelgono le tecnologie di precisione

Secondo gli agricoltori, l’adozione delle nuove tecnologie consente di ottenere benefici reali. La riduzione dei costi degli input si conferma la ragione principale, indicata dal 74% degli intervistati, seguita dal risparmio di tempo e dal miglioramento dell'efficienza operativa, citati dal 70% del campione. Il 59% degli agricoltori individua nell'aumento dei raccolti il beneficio più rilevante, mentre il 56% segnala il risparmio di carburante. Per il 49% degli intervistati, l’agricoltura di precisione permette di raccogliere dati operativi più affidabili.

Investimenti in crescita, ma resistono i freni all'adozione

La fiducia degli agricoltori nordamericani nei confronti dell'agricoltura di precisione appare solida. Il 54% del campione prevede di effettuare ulteriori investimenti in tecnologia di precisione nei prossimi due anni: il 15% conta di farlo entro il prossimo anno, mentre il 38% si muoverà in un orizzonte compreso tra uno e due anni. Solo una minoranza, il 15% degli intervistati, dichiara di non avere alcun piano di investimento, mentre le quote residue si distribuiscono su orizzonti temporali più lunghi.

Ci sono però anche una serie di ostacoli che frenano un'adozione più ampia. Il costo resta il principale, citato dal 56% degli agricoltori, seguito dall'incertezza sul valore aggiunto che ulteriori investimenti potrebbero garantire, indicata dal 36% del campione. Il 21% degli intervistati segnala inoltre la necessità di maggiore formazione, mentre connettività e facilità d'uso continuano a pesare sulle decisioni di acquisto.

La prossima sfida consisterà nel rendere la tecnologia più facile da usare, e nel dimostrare un ritorno economico chiaro e misurabile” ha commentato Eric Shuman, a capo del Precision Technology Product Management di CNH. “Gli agricoltori ci stanno dicendo che credono nell'agricoltura di precisione. La nostra responsabilità è continuare a fornire soluzioni che facciano risparmiare tempo, riducano i costi, migliorino la produttività e si integrino naturalmente nel modo in cui lavorano ogni giorno”.