Cia lancia “Rinnovabile è Agricoltura", il sistema energetico per lo sviluppo dell’agrivoltaico
Cia Rinnovabile è Agricoltura
1 Luglio 2026

Di fronte alla crescente preoccupazione per la diffusione di grandi impianti fotovoltaici spesso estranei al tessuto produttivo dei territori, Cia-Agricoltori Italiani ha messo a punto un modello, alternativo e innovativo, una transizione energetica costruita a misura degli agricoltori e delle Pmi del comparto, capace di coniugare produzione di energia rinnovabile, tutela del suolo coltivato e centralità dell’impresa agricola

È da questa impostazione che nasce “Rinnovabile è Agricoltura”, il progetto Cia basato su una strategia integrata che accompagna le aziende del settore attraverso iniziative imprenditoriali sostenibili capaci di combinare i vantaggi dell’agrivoltaico e delle Comunità Energetiche Rinnovabili, al coinvolgimento dei territori e del tessuto sociale, nei benefici generati. La presentazione del progetto, oggi a Roma, alla Camera dei deputati con esperti e tecnici, l’intervento di Masaf e Mase.

I tre pilastri dell'iniziativa

Tre i pilastri chiave che fanno dell’iniziativa un unicum. Il primo, rappresentato dalla Fondazione EnerCia, Comunità energetica rinnovabile di livello nazionale, pensata per offrire a produttori e consumatori di energia rinnovabile una struttura organizzativa e gestionale capace di rendere più semplice l’accesso ai vantaggi delle CER, superando ostacoli burocratici, amministrativi e operativi. 

Accanto a EnerCia, il progetto mette a disposizione un sistema di supporto tecnico, progettuale e gestionale - con riferimento sia alla parte impiantistica che al buon funzionamento della CER nelle sue diramazioni territoriali - attraverso ESCo Agroenergetica, società di servizi energetici costituita da Cia nel 2013 e specializzata nel settore agricolo e agroindustriale. A completare il percorso c’è HelioGea100, la soluzione agrivoltaica pensata per gli imprenditori agricoli, progettata per integrare produzione energetica e produzione agricola, senza sottrarre terreno coltivato.

I vantaggi per gli agricoltori

L’esempio, illustrato nell’ambito del progetto Cia, mostra con chiarezza la sostenibilità economica dell’intero modello: con un investimento complessivo di circa 120 mila euro, un impianto agrivoltaico da 183 kWp può garantire all’agricoltore una nuova fonte di reddito pari a circa 2 mila euro al mese. Ma non è tutto, il beneficio economico deriva dal risparmio dovuto all’autoconsumo dell’energia elettrica aziendale, intorno ai 6 mila euro l’anno; dalla vendita dell’energia prodotta, per 19 mila euro l’anno; e dalla condivisione di circa 100.000 kWh l’anno all’interno della Comunità energetica rinnovabile, per un valore di circa 5 mila euro annui. 

Ai vantaggi per l’agricoltore si aggiungono quelli per i consumatori membri della CER, che possono contare complessivamente su altri 5 mila euro l’anno, pari in media a una mensilità di bolletta elettrica risparmiata, oltre alla possibilità di sostenere eventuali progetti sociali sui territori.

Fini, cibo ed energia non sono in competizione

“Un passo concreto verso la promozione di modelli innovativi di produzione e condivisione di energia rinnovabile in ambito agricolo e rurale -ha dichiarato il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini. - Un sistema di strumenti, servizi e competenze integrate, a lavoro per una migliore resa produttiva e difesa del suolo, perché cibo ed energia non sono in competizione, ma parte di una sfida comune che porti valore alle piccole e medie imprese, ma anche alla governance complessiva dei territori”.