Carne sintetica: Università Cattolica Piacenza, costi troppo elevati e rese esigue
carne coltivata
8 Ottobre 2026

I costi per produrre carne sintetica sono ancora esorbitanti, mentre le rese restano esigue. L'impatto ambientale dei laboratori - decisamente energivori - inoltre è ben superiore a quello dei pascoli tradizionali. Sono le conclusioni a cui giunge la Facoltà di Scienze Agrarie dell'Università Cattolica in uno studio presentato durante l'evento promosso da Afidop (Associazione Formaggi Italiani Dop e Igp) che si è tenuto presso il Ministero dell'Agricoltura.

Suk risultati del report è intervenuto anche il Ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida: "L'Italia è stata pioniera nel vietare i cibi sintetici per tutelare la salute pubblica e il lavoro dei nostri agricoltori. Il Report  dell'Università Cattolica evidenzia che i laboratori consumano più della zootecnia tradizionale e offrono cibi qualitativamente inferiori. Continueremo a difendere il modello agroalimentare italiano, che garantisce qualità reale e sostenibilità vera".

Il plauso di Coldiretti

Anche Coldiretti accoglie con entusiasmo i risultati della ricerca, sottolineando che "la grande operazione speculativa per portare il cibo nelle mani di pochi oligarchi senza scrupoli nemmeno per la salute dei cittadini, mostra oggi tutti i suoi limiti. I costi elevati e le difficoltà di rendere sostenibile la produzione su scala industriale hanno mandato in fumo miliardi di investimenti, portando alla chiusura di molte start up e spingendo parte del settore a cercare nuovi sbocchi nel pet food, gli alimenti per gli animali domestici.

Coldiretti aveva denunciato fin dall’inizio il rischio che dietro la promessa di un’alimentazione più conveniente e sostenibile si nascondessero soprattutto gli interessi finanziari di pochi grandi gruppi, con l’obiettivo di mettere in discussione il futuro della zootecnia e delle filiere agroalimentari tradizionali. È una battaglia sulla quale Coldiretti ha mobilitato milioni di cittadini, raccogliendo oltre due milioni di firme e contribuendo al percorso che ha portato nel 2023 all’approvazione della legge italiana contro i cibi prodotti da colture cellulari, prima nazione al mondo. Un impegno proseguito in Europa con la grande manifestazione del 19 marzo 2025 davanti alla sede dell’Efsa a Parma, dove 30mila agricoltori hanno chiesto trasparenza, controlli rigorosi e studi clinici e preclinici prima di qualsiasi autorizzazione".

Le questioni aperte

La ricerca dell’Università Cattolica rafforza le ragioni di questa mobilitazione. Dalla carne prodotta in laboratorio a latte e proteine da fermentazione di precisione, restano aperte questioni che richiedono valutazioni scientifiche indipendenti, senza subordinare la tutela della salute agli interessi economici delle multinazionali.

Accanto alla battaglia contro i cibi prodotti in laboratorio, Coldiretti porta avanti con la stessa determinazione quella contro gli alimenti ultraformulati, sempre più presenti sulle tavole e nelle mense, che numerose ricerche scientifiche associano a rischi gravi per la salute soprattutto in età giovanile.