L'Italia si conferma una potenza agricola europea, con un valore aggiunto del settore primario pari a 42,5 miliardi di euro (il 16,9% del totale UE) e un peso sul PIL nazionale che raggiunge il 15%. In questo scenario, Agea ha avviato negli ultimi 4 anni una trasformazione radicale, un cambio di paradigma: il passaggio da mero ente erogatore di contributi a motore strategico, un vero e proprio hub di intelligenza territoriale.
Un asset da 11 milioni di euro
Uno dei principi fondamentali di questa evoluzione è la valorizzazione del suo immenso patrimonio informativo, un asset oggi capitalizzato in circa 11 milioni di euro, 230 terabyte di dati quotidianamente alimentati e analizzati. “Valorizzare il dato significa, in primo luogo, trasformarlo in prevenzione e tutele per il sistema primario”, così il Direttore Agea, Fabio Vitale.
Quello che dobbiamo leggere tra le righe di questa evoluzione dell’Agenzia per le erogazioni in Agricoltura, è il fatto che il dato territoriale può essere
considerato, propriamente, un "bene rifugio" e, soprattutto, leva di competitività. In un mercato globale dove la brand reputation del Made in Italy è un fattore chiave per il 34% degli investitori, l'agricoltura italiana si configura, quindi, come un vero e proprio investimento che conserva - o può anche incrementare - il suo valore durante periodi di forte incertezza economica, inflazione o crisi geopolitiche. Tuttavia, per attrarre capitali internazionali - dato che il 41% degli investitori guarda alla performance economica - è necessario trasformare i dati in strumenti di trasparenza e tracciabilità.
AI e analisi scientifiche a sostegno della politica industriale
La valorizzazione intrapresa da Agea – considerato il panorama nazionale delle PA - non è solo economico-patrimoniale ma punta a esplodere le potenzialità di una massa enorme di informazioni ottenute dalle foto aeree, dai satelliti, dai continui allineamenti millimetrici in ogni angolo del territorio italiano e il tutto anche con una storicità evolutiva dei dati nel corso degli anni. Attraverso l'uso di AI e analisi scientifiche, poi, questi dati diventano una fonte di mercato a beneficio sia del settore pubblico sia dei privati, garantendo maggiore solidità internazionale al Made in Italy.
Ecco allora l’obiettivo di Agea: trasformare il patrimonio informativo derivato dal settore primario in un asset fondamentale per una politica industriale misurabile. La chiave di volta dell’intero discorso di sistematizzazione dei dati è il SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale), punto di accesso privilegiato per la conoscenza territoriale nazionale: attraverso tale sistema, Agea può mettere a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni, del settore Finanziario, del Mercato e delle imprese un’infrastruttura digitale basata su open data e modelli di integrazione condivisi per una narrativa del dato in grado di definire strategie territoriali mirate e, anche, una lineare distribuzione di competenze - permettendo infatti a tutti gli stakeholder di costruire applicazioni dedicate senza dipendere da fornitori "altri".
Il supporto alla politica industriale e ai privati
Innovazioni tecnologiche, digitalizzazione evoluta, analisi predittive consentono di stimare, ad esempio, gli effetti della PAC su PIL, redditi da lavoro e occupazione a livello provinciale e regionale; validare scenari alternativi di allocazione delle risorse; dare risposte concrete e proattive alla frammentazione fondiaria (1,4 milioni di aziende con media di 11 ettari), così come all'abbandono fondiario (tra 3 e 5 milioni sono gli ettari sottoutilizzati che, grazie alla possibilità di essere censiti, renderebbero chiaro l’ammontare di terre attivabili per i giovani Under 40 calcolandone anche il potenziale inespresso) e, soprattutto, alla reattività dei controlli.
Agea è, quindi, in grado di utilizzare - valorizzandolo - il proprio patrimonio informativo per offrire al Governo un supporto strategico anche in sede comunitaria, assicurando contemporaneamente una tutela superiore agli operatori agricoli italiani e ai loro prodotti nel mondo e nel confronto con le tante incertezze e difficoltà di natura geopolitica e climatica globale.