AGEA: i dati sono il petrolio dell'agroalimentare per sostenere la crescita del Paese
drone agricoltura
12 Agosto 2026

L'Italia si conferma una potenza agricola europea, con un valore aggiunto del settore primario pari a 42,5 miliardi di euro (il 16,9% del totale UE) e un peso sul PIL nazionale che raggiunge il 15%. In questo scenario, Agea ha avviato negli ultimi 4 anni una trasformazione radicale, un cambio di paradigma: il passaggio da mero ente erogatore di contributi a motore strategico, un vero e proprio hub di intelligenza territoriale.

Un asset da 11 milioni di euro

Uno dei principi fondamentali di questa evoluzione è la valorizzazione del suo immenso patrimonio informativo, un asset oggi capitalizzato in circa 11 milioni di euro, 230 terabyte di dati quotidianamente alimentati e analizzati. “Valorizzare il dato significa, in primo luogo, trasformarlo in prevenzione e tutele per il sistema primario”, così il Direttore Agea, Fabio Vitale.

Quello che dobbiamo leggere tra le righe di questa evoluzione dell’Agenzia per le erogazioni in Agricoltura, è il fatto che il dato territoriale può essere 

considerato, propriamente, un "bene rifugio" e, soprattutto, leva di competitività. In un mercato globale dove la brand reputation del Made in Italy è un fattore chiave per il 34% degli investitori, l'agricoltura italiana si configura, quindi, come un vero e proprio investimento che conserva - o può anche incrementare - il suo valore durante periodi di forte incertezza economica, inflazione o crisi geopolitiche. Tuttavia, per attrarre capitali internazionali - dato che il 41% degli investitori guarda alla performance economica - è necessario trasformare i dati in strumenti di trasparenza e tracciabilità. 

AI e analisi scientifiche a sostegno della politica industriale

La valorizzazione intrapresa da Agea – considerato il panorama nazionale delle PA - non è solo economico-patrimoniale ma punta a esplodere le potenzialità di una massa enorme di informazioni ottenute dalle foto aeree, dai satelliti, dai continui allineamenti millimetrici in ogni angolo del territorio italiano e il tutto anche con una storicità evolutiva dei dati nel corso degli anni. Attraverso l'uso di AI e analisi scientifiche, poi, questi dati diventano una fonte di mercato a beneficio sia del settore pubblico sia dei privati, garantendo maggiore solidità internazionale al Made in Italy.

Ecco allora l’obiettivo di Agea: trasformare il patrimonio informativo derivato dal settore primario in un asset fondamentale per una politica industriale misurabile. La chiave di volta dell’intero discorso di sistematizzazione dei dati è il SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale), punto di accesso privilegiato per la conoscenza territoriale nazionale: attraverso tale sistema, Agea può mettere a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni, del settore Finanziario, del Mercato e delle imprese un’infrastruttura digitale basata su open data e modelli di integrazione condivisi per una narrativa del dato in grado di definire strategie territoriali mirate e, anche, una lineare distribuzione di competenze - permettendo infatti a tutti gli stakeholder di costruire applicazioni dedicate senza dipendere da fornitori "altri".

Il supporto alla politica industriale e ai privati

Innovazioni tecnologiche, digitalizzazione evoluta, analisi predittive consentono di stimare, ad esempio, gli effetti della PAC su PIL, redditi da lavoro e occupazione a livello provinciale e regionale; validare scenari alternativi di allocazione delle risorse; dare risposte concrete e proattive alla frammentazione fondiaria (1,4 milioni di aziende con media di 11 ettari), così come all'abbandono fondiario (tra 3 e 5 milioni sono gli ettari sottoutilizzati che, grazie alla possibilità di essere censiti, renderebbero chiaro l’ammontare di terre attivabili per i giovani Under 40 calcolandone anche il potenziale inespresso) e, soprattutto, alla reattività dei controlli.

Agea è, quindi, in grado di utilizzare - valorizzandolo - il proprio patrimonio informativo per offrire al Governo un supporto strategico anche in sede comunitaria, assicurando contemporaneamente una tutela superiore agli operatori agricoli italiani e ai loro prodotti nel mondo e nel confronto con le tante incertezze e difficoltà di natura geopolitica e climatica globale.