Xylella: in Puglia la quinta Conferenza internazionale EFSA
decaro paolicelli
24 Giugno 2026

A dieci anni dalla scoperta del primo focolaio europeo di Xylella fastidiosa, la Puglia torna al centro del dibattito scientifico internazionale ospitando la quinta Conferenza europea dedicata al batterio, organizzata dall'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). Fino al 25 giugno, Mola di Bari accoglierà circa 400 tra ricercatori, esperti, rappresentanti delle istituzioni, decisori politici e operatori del settore provenienti da tutta Europa e da numerosi Paesi extraeuropei per confrontarsi sui più recenti risultati della ricerca e sulle strategie future per il contrasto al patogeno. Nel corso della conferenza saranno presentati gli ultimi studi sulla resistenza dell'olivo, sul controllo biologico della malattia, sulla gestione degli insetti vettori e sui modelli epidemiologici utilizzati per prevedere la diffusione del batterio.

Intanto sulla gestione della Xylella è tornato anche il ministro per l'Agricoltura Francesco Lollobrigida, annunciando l'imminente nomina di un commissario che avrà il compito di accertare quanto accaduto e se l'emergenza potesse essere gestita in altro modo. “Una volta che il ColtivaItalia sarà approvato dal Senato, verrà individuato il commissario, seguendo i criteri previsti" ha spiegato.

Il monitoraggio dell'Osservatorio Fitosanitario

In questi anni Regione Puglia, attraverso l’Osservatorio Fitosanitario regionale, ha sviluppato una delle più estese attività di monitoraggio fitosanitario realizzate in Europa. Ogni anno vengono effettuati circa 120 mila campionamenti su oltre 1,5 milioni di piante, generando un patrimonio unico di informazioni scientifiche che ha contribuito ad accrescere la conoscenza del batterio e a supportare le attività di ricerca, prevenzione e rigenerazione del paesaggio olivicolo pugliese.

Decaro, un riconoscimento del lavoro svolto dalla Regione

La scelta di EFSA di svolgere la conferenza in Puglia, con il contribuito di organizzazioni e centri di ricerca, assume un significato particolare. È qui, infatti, che l'Europa ha conosciuto per la prima volta la Xylella fastidiosa. È qui che si è consumata una delle più gravi emergenze fitosanitarie degli ultimi decenni, capace di modificare profondamente il paesaggio, l'economia agricola e l'identità stessa di interi territori. Ed è sempre qui che istituzioni, mondo scientifico e sistema produttivo hanno saputo costruire una risposta fondata sulla ricerca, sull'innovazione e sulla cooperazione.

“Accogliere in Puglia la più importante conferenza europea dedicata alla Xylella rappresenta un riconoscimento significativo del lavoro svolto in questi anni dalla nostra Regione e dall'intero sistema istituzionale e scientifico che ha affrontato questa emergenza – ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro -. La Puglia è stata la prima regione europea a vivere il dramma di un batterio che ha colpito milioni di ulivi, trasformando paesaggi che per secoli hanno rappresentato la nostra storia e la nostra identità. Ma abbiamo scelto di reagire investendo nella conoscenza, nel monitoraggio, nella prevenzione e nella ricerca, mettendo in campo risorse, competenze e capitale umano. Oggi questa terra non è soltanto il luogo in cui la Xylella è arrivata per prima in Europa, ma anche un territorio che ha contribuito a costruire strumenti, pratiche e conoscenze utili all'intera comunità europea”.

Kriz, un percorso non semplice

“Organizzare questa conferenza in Puglia, la regione in cui Xylella fastidiosa ha attecchito per la prima volta in Europa, ha un significato profondo – ha tenuto a precisare Nikolaus Kriz, Direttore Esecutivo, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) -. Il percorso non è stato semplice: gestire una crisi di questa portata, con le misure che comporta, non è mai agevole. Tuttavia, l’impegno scientifico dimostrato qui e la cooperazione tra ricercatori, istituzioni e comunità agricole hanno prodotto conoscenze di cui ha beneficiato l’intera Europa. La presenza di 400 partecipanti da Europa, Americhe, Africa, Asia e Australasia dimostra quanto quel lavoro abbia lasciato il segno ben oltre i confini regionali.

Paolicelli, nessuna istituzione poteva affrontare da sola l'emergenza

"In questi anni abbiamo investito risorse importanti per il monitoraggio, il contenimento e la rigenerazione del patrimonio olivicolo – ha sottolineato l’assessore  regionale all'Agricoltura e sviluppo rurale, Francesco Paolicelli -, sostenendo parallelamente le attività di ricerca che hanno consentito di ampliare in modo significativo le conoscenze sul batterio e sulle strategie di contrasto. Un ruolo determinante è stato svolto dall'Osservatorio Fitosanitario regionale, che rappresenta oggi un modello di riferimento nazionale ed europeo nelle attività di sorveglianza, monitoraggio e gestione delle emergenze fitosanitarie. Grazie al lavoro dell'Osservatorio, delle università, dei centri di ricerca, delle agenzie regionali e del sistema agricolo pugliese è stato possibile costruire una rete di competenze che ha permesso di realizzare centinaia di migliaia di controlli sul territorio e di sviluppare conoscenze fondamentali per la lotta al batterio". 

"La lezione che ci ha lasciato la Xylella è chiara – ha concluso l’assessore Paolicelli -: nessuna istituzione può affrontare da sola sfide di questa portata. La collaborazione tra ricerca, istituzioni e imprese agricole è stata la chiave per costruire risposte efficaci e continuerà ad esserlo anche in futuro. Per questo guardiamo con grande interesse ai risultati che emergeranno da questa conferenza, convinti che la ricerca rappresenti ancora oggi il principale strumento per proteggere il nostro patrimonio agricolo e accompagnare lo sviluppo sostenibile delle produzioni pugliesi”.

Lollobrigida, accerteremo se i soldi per i reimpianti non siano serviti per altro

Più critico invece il Ministro dell'Agricoltura Lollobrigida, che ha ricordato che il ColtivaItalia - passato all'esame del Senato - prevede la creazione di una struttura commissariale apposita. Resterà in funzione fino a tutto il 2028 e avrà una struttura finanziata con 3 milioni di euro. Il compito principale, come ha spiegato Lollobrigida, intervenendo a il Giorno de La Verità che si è tenuto a Roma, sarà quello di "accertare quanto è avvenuto, perché l'emergenza poteva essere gestita in maniera diversa e abbiamo contezza che diverse risorse anche pubbliche non siano amministrate correttamente”.

E ancora, "le risorse spese, a nostro avviso, non sempre hanno prodotto i risultati che auspicavamo" ha detto  ancora il Ministro, sottolineando che comunque sarà la magistratura a svolgere le dovute indagini. “I reimpianti degli ulivi per noi sono fondamentali" ha detto ancora il Lollobrigida. "Lavoriamo anche con Agea per accertare che dove doveva essere piantato un ulivo ci sia un ulivo, e che nessuno abbia utilizzato i soldi per impiantare olivi per fare altro”.