Ue: l'Ecofin rafforza il CBAM. Profonda delusione per Copa-Cogeca
accordo meccanismo cbam
12 Giugno 2026

L’Ecofin raggiunge l’intesa per rafforzare il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere dell’UE. Il testo - che estende il perimetro applicativo del meccanismo a nuovi prodotti e introduce misure anti-elusione più stringenti - verrà adesso negoziato con il Parlamento europeo. E c’è già chi auspica delle modifiche, a iniziare dal ministro Giancarlo Giorgetti che ha votato sì solo per spirito di compromesso. Gli agricoltori invece bocciano l'intesa come una profonda delusione.

Il CBAM e l’agroindustria

Il CBAM è lo strumento con cui l’Unione Europea contrasta il cosiddetto "carbon leakage", ovvero la delocalizzazione del carbonio: la produzione di beni ad alta intensità di carbonio viene sempre più spesso delocalizzata nei Paesi con politiche climatiche meno ambiziose. I produttori industriali europei sono invece tenuti a compensare le proprie emissioni di CO2 attraverso il sistema di scambio di quote di emissione (ETS), che non si applica alle produzioni extra-UE.

Operativo dal 1° gennaio 2026, il CBAM attribuisce un prezzo equo al carbonio emesso nella produzione dei beni importati nei settori più ad alta intensità emissiva: ferro e acciaio, cemento, fertilizzanti, alluminio, elettricità e idrogeno. Per quanto riguarda l’agroindustria, invece, il meccanismo incide in particolare sulla produzione e l’utilizzo dei fertilizzanti, uno dei principali fattori di costo per le aziende agricole europee, e la prima voce di spesa per i produttori di colture arabili.

L’estensione del meccanismo

Nella sua forma attuale, il CBAM si concentra quasi esclusivamente sulle materie prime. Questo crea il rischio che i prodotti fabbricati nell’UE che impiegano una quota significativa di beni soggetti al CBAM nella loro produzione — in particolare ferro, acciaio e alluminio — possano contribuire a un aumento delle emissioni fuori dall’UE, sostituendo prodotti europei soggetti all’ETS. Per evitare questa distorsione, la legislazione aggiornata estende l’ambito applicativo del CBAM a una selezione di prodotti a valle. Il Consiglio ha adattato l’elenco dei nuovi prodotti inclusi e ha incaricato la Commissione di condurre una revisione annuale per individuare ulteriori prodotti a valle da aggiungere in futuro.

Lotta all’elusione

Sul fronte anti-elusione, il Consiglio concorda in larga misura con la proposta originaria della Commissione, che introduce nuove misure per includere nell’ambito del CBAM i rottami metallici pre-consumo e attribuisce alla Commissione il potere di intervenire qualora vengano rilevate pratiche ingannevoli durante le segnalazioni da parte di imprese ad alto rischio.

La clausola di emergenza

Per far fronte a circostanze gravi e impreviste capaci di arrecare un danno significativo al mercato interno, la proposta della Commissione prevedeva una procedura per esentare temporaneamente le merci dal CBAM. Il testo approvato dall’Ecofin definisce in modo più preciso il meccanismo da seguire, chiarisce i limiti del potere di esenzione della Commissione e stabilisce che qualsiasi esenzione debba basarsi su criteri chiari e oggettivi, tra cui l’esposizione dell’UE a forti aumenti dei prezzi.

Giorgetti, testo poco ambizioso

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha votato a favore dell’accordo "per spirito di compromesso", senza nascondere però che avrebbe preferito un testo più incisivo. Giorgetti ha ricordato infatti che il governo italiano ha "fin dall’inizio sostenuto un meccanismo applicabile a tutti i livelli della produzione, a monte e a valle della filiera produttiva, nonché la necessità di tutelare le aziende maggiormente vocate all’esportazione.  Anche se avremmo preferito un testo più ambizioso, apprezziamo i progressi compiuti nel corso del negoziato e quindi possiamo sostenere il compromesso della presidenza". Giorgetti punta però sul fatto che "nel corso della prosecuzione del negoziato con il Parlamento sia considerata una possibile estensione ulteriore dell’elenco dei prodotti a valle da includere".

Il Ministro, in ogni caso, ha espresso anche degli apprezzamenti: "Consideriamo che il meccanismo sia sufficientemente flessibile per poter essere adeguato o addirittura sospeso, a fronte di circostanze impreviste che colpiscono specifici prodotti strategici per l’industria o l’agricoltura europea". Giorgetti ha giudicato positiva la previsione di una clausola di emergenza, pur auspicando "una procedura più rapida e snella rispetto a quella prevista dal testo".

Giorgetti infine ha anche fatto un riferimento esplicito all’agricoltura - "il tema dei fertilizzanti in questo momento è di assoluta rilevanza" ha detto - per evidenziare la necessità di monitorare i rischi di distorsioni e aggiramento del meccanismo nell’ambito del processo di revisione.

Copa-Cogeca, soglia di attivazione troppo alta

Il meccanismo è invece una "profonda delusione" per Copa Cogeca. L’associazione che riunisce agricoltori e delle cooperative agro-alimentari europee si riferisce in particolare alla soglia di attivazione della salvaguardia sui fertilizzanti concordata dall’Ecofin all’interno dell’articolo 27a. 

La clausola, secondo la Sigla, scatterebbe solo se i prezzi dei fertilizzanti importati aumentassero di oltre il 50% rispetto alla media dei dieci anni precedenti, escludendo l’onere finanziario del CBAM stesso: una soglia che, nella pratica, renderebbe il meccanismo "estremamente difficile da attivare, anche in caso di gravi perturbazioni del mercato".

A inasprire il quadro, il fatto che nel 2026 abbia preso il via la fase di transizione che si concluderà nel 2034. In sostanza, gli importatori europei di fertilizzanti devono acquistare i certificati CBAM per coprire le emissioni, mentre l’Ue sta progressivamente eliminando le quote gratuite concesse alle aziende europee sugli ETS. Per Copa Cogeca solo quest’anno il meccanismo è destinato a tradursi in un onere di 820 milioni di euro interamente a carico degli agricoltori europei, e il conteggio è destinato a salire man mano che il CBAM entra a regime. Senza contare che nelle situazioni di emergenza il meccanismo rischia di “gettare benzina sul fuoco, come ha dimostrato la crisi nello Stretto di Hormuz”. 

Dato che i fertilizzanti costituiscono uno dei principali costi di produzione per l’agricoltura europea, Copa Cogeca chiede al Parlamento europeo di proporre una soglia di attivazione più realistica e operativa, in modo da garantire che agricoltori e consumatori non siano lasciati soli ad assorbire l’impatto degli shock di mercato futuri.

La parola passa al Parlamento europeo

I negoziati tra la presidenza del Consiglio e il Parlamento europeo inizieranno non appena quest’ultimo avrà adottato la propria posizione, con l’obiettivo di raggiungere un accordo entro la fine dell’anno. Il Parlamento dal canto suo non ha ancora espresso una propria posizione, ma è possibile che il testo subisca modifiche sostanziali.