Ue: Corte dei conti, il tasso di errore per l’agricoltura sale al 3,9%
Bilancio
8 Ottobre 2026

Il 3,9% delle risorse che l’Ue ha destinato ad agricoltura e ambiente nel 2025 sono state spese in maniera irregolare. Un anno prima era al 2,6%, ma a pesare più della crescita è che il dato sia quasi il doppio della soglia di rilevanza del 2% nonché il più alto, dopo quello della coesione, tra i settori di spesa. Un risultato che getta un’ombra pesante sul comparto agricolo, principale voce del bilancio comunitario, mentre a Bruxelles si negozia la futura Politica agricola comune. A scriverlo è la Corte dei conti europea nella relazione annuale sull'esecuzione del bilancio dell'Ue per l'esercizio 2025.

Giudizio negativo per il settimo anno

La Corte sottolinea le operazioni alla base delle entrate sono prive di errori, sul fronte della spesa, tuttavia, il livello di errore stimato è passato dal 3,6% del 2024 al 3,8%, ben oltre la soglia del 2% sopra la quale le irregolarità sono considerate rilevanti. Gli errori stimati nella maggior parte dei casi non indicano frodi o sprechi (i revisori hanno segnalato 17 casi di presunta 

frode alle autorità competenti), ma un utilizzo delle risorse che non è in linea con la normativa.

Per la spesa di bilancio tradizionale, i revisori contabili parlano di errori significativi e diffusi, e per il settimo anno consecutivo esprimono un giudizio negativo. I tassi più alti si registrano nei fondi per la coesione, cresciuti dal 5,7% al 6,6%, e nella spesa per agricoltura e ambiente. I problemi più frequenti riguardano il finanziamento di progetti o costi non ammissibili e il mancato rispetto delle norme sugli appalti pubblici.

Irregolarità emergono anche nei 45,4 miliardi di euro spesi nel 2025 con il dispositivo per la ripresa e la resilienza. Nove dei 37 pagamenti per sovvenzioni agli Stati membri non hanno rispettato le condizioni previste e la Corte ha formulato un giudizio con rilievi. A fine 2025 risultavano erogati 237,5 miliardi dei 359,9 impegnati, per cui oltre 122 miliardi dovranno essere pagati nell’ultimo anno di attuazione.

I revisori avvertono poi che il crescente indebitamento comunitario potrebbe pesare sui bilanci futuri. I prestiti potrebbero toccare i mille miliardi entro il 2027 e i soli interessi sul sostegno a fondo perduto di NextGenerationEU nel periodo 2028-2034 potrebbero arrivare a 93 miliardi. Senza un accordo su nuove fonti di entrata, ammonisce la Corte, il bilancio potrebbe trovarsi di fronte a scelte difficili, come contributi nazionali più alti o ambizioni ridotte.

“Bilanci ambiziosi richiedono misure di salvaguardia ugualmente ambiziose”, ha commentato il Presidente della Corte Tony Murphy. “Se l’UE passa a un nuovo modello di bilancio nel quale il finanziamento non è più collegato ai costi, dobbiamo imparare dall’esperienza e ovviare a ciò che in passato non ha funzionato, in modo che i fondi dell’UE conseguano gli effetti voluti per i cittadini”.

Il gap dell’agricoltura

Il capitolo dedicato alla rubrica Risorse naturali e ambiente conferma il quadro. La spesa 2025 è stata di 59,6 miliardi di euro, il 33,8% del bilancio Ue, e la Pac ne rappresenta il 95,3%. Su 228 operazioni esaminate, 46 presentavano errori e 36 sono stati quantificati. L’aumento dal 2,6% al 3,9% è attribuito in larga parte al fatto che dei beneficiari abbiano dichiarato delle superfici non ammissibili. Questa fattispecie da sola vale 1,1 punti percentuali del 3,9% di errore stimato per agricoltura e ambiente.

Il livello di errore è inferiore per i pagamenti diretti, esclusi i regimi ecologici, che costituiscono il 49% della spesa della rubrica, rispetto agli altri settori considerati nel complesso. Sono in genere pagamenti basati su diritti acquisiti, con condizioni non complesse e un sistema integrato di gestione e controllo che corregge molti errori prima del pagamento. Anche qui, tuttavia, la Corte ha trovato otto errori quantificabili in 63 operazioni, tra cui sovradichiarazioni di superficie o bestiame, superfici non ammissibili e calcoli errati dei diritti.

Terreni senza titolo, eco-schemi e sviluppo rurale

Le criticità maggiori riguardano il possesso dei terreni. In diversi casi i beneficiari non hanno saputo provare di avere la legittima disponibilità delle parcelle dichiarate, come in tre operazioni in Croazia. In Grecia un allevatore con 102 capi ovini e caprini si è visto riconoscere pascoli sull’isola di Kythnos, a oltre 226 chilometri dalla sua stalla a Creta, senza che gli animali vi fossero mai stati trasportati. Per questi casi la Commissione aveva già avviato procedure di conformità.

Nei regimi ecologici, introdotti con la Pac 2023-2027 e dotati di 9,1 miliardi di euro, i revisori hanno riscontrato nove errori quantificabili in 40 operazioni, legati a superfici non ammissibili, documentazione obbligatoria assente, requisiti di finanziamento non rispettati e sovradichiarazioni. Nello sviluppo rurale, con 15,9 miliardi di spesa, sei pagamenti basati su superficie o animali su 52 e otto progetti di investimento su 53 contenevano errori, spesso su costi non ammissibili, appalti pubblici o aliquote di sostegno sbagliate. Gli errori sulle misure di mercato sono stati uno su dodici, quelli sulle altre politiche non Pac quattro su otto.

Le responsabilità degli Stati membri

La Corte osserva che in 19 casi di errori quantificabili le autorità nazionali disponevano di informazioni sufficienti per prevenire o correggere l’errore prima di accettare la spesa. Usandole adeguatamente, il tasso di errore sarebbe stato inferiore di 2,4 punti percentuali. Le misure correttive già applicate hanno invece ridotto il dato di 0,7 punti.

Sul fronte dei controlli della Commissione, per il 2025 la Direzione generale dell’agricoltura ha classificato il 64% della spesa Pac a basso rischio, contro il 77% del 2024, mentre il 20% è a rischio medio e il 16% ad alto rischio. Pesa la riserva sull’intera spesa greca, dopo carenze persistenti nell’organismo pagatore e una rettifica finanziaria di 415 milioni di euro. Per la spesa nei piani strategici della Pac non viene più calcolato un tasso di errore, ma una classificazione del rischio.

La raccomandazione sul possesso dei terreni

Alla luce di queste evidenze, la Corte chiede alla Commissione di collaborare con gli Stati membri, nella pianificazione della Pac 2028-2034, per rafforzare i sistemi di controllo e accertare che le superfici dichiarate siano nella legittima disponibilità dei beneficiari, entro il 2027. La Commissione ha accolto la raccomandazione, ricordando che gli Stati membri hanno discrezionalità nel definire controlli proporzionati e che le procedure di conformità sono già in corso negli stessi Paesi interessati.

Per il comparto agricolo il messaggio è duplice. Da un lato il sistema dei pagamenti diretti mostra maggiore affidabilità; dall’altro la complessità di eco-schemi e misure agroambientali continua a generare errori, e il tema dei titoli di possesso dei terreni diventerà centrale nella prossima Pac.