Parlamento Ue: ok alle misure per l'agricoltura. Giro di vite sui cibi meat-sounding
parlamento Ue
16 Giugno 2026

Con 560 voti favorevoli, 75 contrari e 25 astensioni, gli eurodeputati hanno approvato un regolamento che modifica le norme UE sull’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli. A fare notizia sono soprattutto le norme che tracci ano un confine netto tra i prodotti di origine animale e i cosiddetti meat-sounding, ma il testo poi introduce nuove disposizioni mirate a garantire che i prezzi finali dei prodotti alimentari riflettano meglio i costi effettivi di produzione e abbiano un impatto diretto sui redditi degli agricoltori. Gli Stati membri saranno tenuti a stabilire e pubblicare online parametri di riferimento da utilizzare negli accordi contrattuali.

Il testo rafforza inoltre il ruolo delle organizzazioni di produttori (OP) nell'organizzazione del mercato e nella contrattazione collettiva. Tra le principali novità figurano la possibilità per le OP di negoziare direttamente con gli acquirenti e l'introduzione di norme che impediscono agli acquirenti di aggirare le OP contattando direttamente i singoli produttori. Il regolamento dovrà ora essere approvato dal Consiglio prima che le nuove norme possano entrare in vigore.

Un iter avviato nel 2024

In risposta alle difficoltà e alle sfide affrontate dagli agricoltori europei negli ultimi anni, la Commissione ha presentato nel dicembre 2024 una proposta volta a modificare alcune norme sull'organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli (OCM), con l'obiettivo di rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare. La proposta mira infatti a migliorare le disposizioni esistenti sui contratti che coinvolgono gli agricoltori, rafforzare il potere negoziale delle organizzazioni di produttori, semplificarne il riconoscimento e creare un quadro di incentivi per sistemi volontari e iniziative di sostenibilità sociale a beneficio degli agricoltori.

La legislazione è collegata a un nuovo regolamento sulla cooperazione transfrontaliera nell'applicazione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali, anch'esso volto a migliorare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare.

La tutela della carne

Il testo introduce inoltre una definizione di carne quale "parte commestibile di animali" e stabilisce un elenco di denominazioni riservate esclusivamente ai prodotti contenenti carne, che non potranno quindi essere utilizzate per prodotti privi di carne, come quelli coltivati in laboratorio o ottenuti da colture cellulari.

Tra queste figurano: manzo, vitello, maiale, pollame, pollo, tacchino, anatra, oca, agnello, montone, ovino, capra, coscia, filetto, controfiletto, lombata, bistecca, costine, spalla, stinco, braciola, ala, petto, fegato, coscia di pollo, punta di petto, ribeye, T-bone, scamone e pancetta. L'obiettivo è aumentare la trasparenza nel mercato interno e consentire ai consumatori di effettuare scelte consapevoli.

Il pacchetto è stato accolto con entusiasmo sia dalle istituzioni che dagli operatori. "Siamo stati i primi al mondo a vietare la produzione e il commercio della carne sintetica" ha scritto il Ministro Francesco Lollobrigida sui social. "Ci hanno accusato di oscurantismo, convinti che dall’Europa sarebbe arrivata una sonora bocciatura. Oggi, invece, dopo il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura dell’Unione Europea e il Commissario per la Salute, anche il Parlamento europeo segue la linea italiana tracciata dal Governo Meloni. Avevamo ragione noi. Andiamo avanti su questa strada: a difesa delle nostre produzioni, della qualità italiana e del legame millenario tra uomo, terra e cibo".

Etichettatura e norme di commercializzazione più trasparenti

Le nuove norme chiariscono l'uso dei termini "equo" e "giusto" per i prodotti agricoli e definiscono i criteri per autorizzarne l'impiego, ad esempio nei casi in cui un prodotto contribuisca allo sviluppo delle comunità rurali o alla promozione delle organizzazioni di agricoltori.

Le misure per il settore lattiero-caseario

Infine, la legislazione introduce nuove misure per sostenere il reddito dei produttori lattiero-caseari, alla luce delle difficoltà che il settore sta attraversando. Tra queste figurano contratti scritti obbligatori, con possibilità di deroghe per quanto riguarda gli indicatori di prezzo e clausole di revisione.

Una grande vittoria per i nostri agricoltori

"L'accordo approvato oggi rappresenta una grande vittoria per i nostri agricoltori, rafforzandone la posizione sul mercato, la tutela giuridica e il patrimonio culturale" ha commentato la relatrice del provvedimento,  Céline Imart (PPE, Francia). "I contratti garantiranno loro un posto equo nella filiera alimentare, mentre un meccanismo obbligatorio di mediazione proteggerà il loro reddito in caso di controversie con gli acquirenti. Inoltre, una nuova esenzione dalle norme sulla concorrenza consentirà alle organizzazioni di produttori non riconosciute di organizzarsi liberamente e acquisire un significativo potere di mercato".

"L'accordo costituisce anche un indubbio successo per l'allevamento tradizionale. Denominazioni come bistecca e fegato saranno ora riservate esclusivamente ai prodotti dell'allevamento, evitando forme di concorrenza sleale e valorizzando un sapere agricolo unico. Infine, il testo vieta esplicitamente ai prodotti coltivati in laboratorio o ottenuti da colture cellulari di utilizzare la denominazione carne, compiendo un passo decisivo per preservare il nostro patrimonio agricolo e alimentare."