Il Consiglio ha approvato oggi la sua posizione negoziale parziale sul regolamento che istituisce il quadro della politica agricola comune (PAC) per il periodo successivo al 2027. Grazie a un quadro più semplice e razionalizzato, la futura PAC persegue l'obiettivo di rendere il sostegno più mirato ed efficace, offrendo nel contempo agli Stati membri la flessibilità e gli strumenti necessari per rispondere alle esigenze specifiche dei loro agricoltori. La PAC post-2027 continuerà inoltre a contribuire alla fornitura di alimenti sicuri e a prezzi accessibili, alla protezione dell'ambiente e alla redditività delle zone rurali.
La posizione negoziale è "parziale" perché non include le questioni finanziarie e orizzontali, che sono attualmente oggetto di discussione nell'ambito dei negoziati sul QFP per il periodo 2028‑2034 nel suo complesso.
Aiutare gli agricoltori a resistere alla crisi
"L'accordo odierno segna un importante traguardo per la presidenza irlandese" ha commentato Martin Heydon, Ministro dell'Agricoltura, dell'alimentazione e degli affari marittimi dell'Irlanda. "Abbiamo concordato la posizione negoziale del Consiglio su un quadro della politica agricola comune che garantirà ai nostri agricoltori la stabilità e la prevedibilità di cui hanno bisogno, offrendo nel contempo agli Stati membri la flessibilità necessaria per rispondere alle esigenze specifiche degli agricoltori nel loro contesto nazionale e regionale".
"La futura PAC" ha proseguito Heydon, "deve sostenere gli agricoltori attivi, offrire opportunità alla prossima generazione e aiutare gli agricoltori a resistere ai rischi e alle crisi. Deve inoltre far sì che l'agricoltura continui a essere economicamente sostenibile, conseguendo nel contempo i nostri obiettivi climatici e ambientali. L'accordo odierno rappresenta un passo importante per garantire che la PAC continui a produrre risultati per gli agricoltori, a sostenere le comunità rurali e a salvaguardare la sicurezza alimentare per tutti gli europei.
Le questioni agricole
I ministri hanno discusso anche di questioni agricole relative al commercio, un punto ricorrente all'ordine del giorno del Consiglio "Agricoltura e pesca". Più specificamente, il Consiglio ha proceduto a uno scambio di opinioni sui recenti sviluppi relativi al commercio agroalimentare, facendo il punto su come l'UE e gli Stati membri possano sfruttare meglio l'ampliamento della rete di accordi commerciali al fine di creare nuove opportunità di esportazione per il settore.
In tale contesto, il Consiglio ha appreso che, nonostante le sfide geopolitiche, il settore agroalimentare dell'UE ha generato un solido avanzo commerciale di 34,7 miliardi di euro nei primi otto mesi dell'anno. Tale cifra supera di 4,1 miliardi di euro quella relativa allo stesso periodo del 2025. Il Consiglio ha inoltre rilevato che, mantenendo le esportazioni verso le regioni vulnerabili e sostenendo nel contempo la capacità dell'Ucraina di esportare prodotti agricoli verso i mercati di destinazione, l'UE svolge un ruolo fondamentale nel contribuire alla stabilità della sicurezza alimentare globale.
Lollobrigida, risorse rafforzate e maggiore autonomia
“Con l’accordo raggiunto nella tarda serata di ieri a Lussemburgo, il Consiglio Agrifish ha riportato la Politica Agricola Comune al centro dell’agenda politica europea” ha coimmentato in una nota il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. “Dalla proposta iniziale che relegava la PAC ad un ruolo marginale, dal punto di vista finanziario, normativo e di governance, siamo riusciti ad ottenere un considerevole incremento delle risorse a disposizione e ad assicurare maggiore autonomia e visibilità per questa politica comune. Nel corso del negoziato abbiamo lavorato per salvaguardare la specificità della PAC, garantire un adeguato sostegno al reddito, assicurare maggiore flessibilità agli Stati membri e contenere gli oneri amministrativi”.
“Tra le principali modifiche introdotte" ha proseguito il Ministro, "vi sono la possibilità di differenziare il sostegno al reddito anche in favore di altre categorie di agricoltori, di specifiche zone agronomiche e di forme tradizionali di agricoltura caratterizzate da un maggiore fabbisogno di reddito; un nuovo meccanismo per assicurare continuità al fondo di mutualizzazione nazionale a carattere catastrofale; maggiore flessibilità per gli Stati membri sugli aiuti accoppiati, sul sostegno ai piccoli agricoltori e sull’esclusione dei pensionati dal sostegno al reddito".
"È stata inoltre prevista la possibilità di estendere gli investimenti alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, assicurando continuità a una fondamentale politica come i contratti di filiera. Salvaguardata anche la flessibilità nella definizione delle aree rurali e di quelle sottoposte a svantaggi specifici, nel recupero del 25% degli importi derivanti dalle sanzioni relative al sistema di gestione responsabile delle aziende agricole e nel controllo del possesso delle superfici dichiarate dai singoli beneficiari. Un risultato che rafforza la PAC, valorizza il lavoro degli agricoltori e riconosce il ruolo strategico dell’agricoltura per l’Europa” ha concluso Lollobrigida.