Il COI - Consiglio Oleicolo Internazionale - fissa in modo definitivo il limite di steroli a 800 mg/kg, invece di 1000mg/kg, per gli oli di oliva, una decisione che avvantaggia in particolare le varietà di Nocellara e Coratina. Festeggiano Confagricoltura e Unapol: “Un risultato importante che abbiamo ottenuto grazie all'azione congiunta e al lavoro svolto dal ministero dell’Agricoltura, che ha efficacemente rappresentato le istanze nazionali nell'ambito del COI, il Consiglio Oleicolo Internazionale”.
Steroli non influenzano gusto e proprietà
La decisoone è stata presa ieri a Lisbona nell’ambito della 123esima sessione plenaria del COI. Il Consiglio ha infatti eliminato la scadenza temporale della deroga che consente un limite minimo di 800 mg/Kg per gli steroli negli oli d’oliva, includendo anche la varietà italiana Coratina accanto alla Nocellara del Belice.
Confagricoltura e Unapol avevano ribadito l’istanza di superare i limiti imposti per gli steroli anche nella sessione del Comitato consultivo, riunitasi il giorno prima, dove le due organizzazioni siedono in rappresentanza dei produttori italiani ed europei. Gli steroli – spiega Confagricoltura - sono composti dell'olio d'oliva che non influenzano il gusto né le proprietà organolettiche e sono utilizzati come punto di riferimento per la misurazione della purezza degli oli d'oliva. Nel corso del tempo si è tuttavia registrata una diminuzione costante degli steroli nel prodotto finale, dovuta a diversi fattori e il limite previsto di 1000 mg/kg non è stato più in linea con la produzione attuale.
In attesa delle decisioni del COI, - aggiunge Unapol – ai produttori era pertanto vietato vendere in purezza ottimi oli monovarietali derivati da varietà specifiche (tra cui le cultivar Coratina e Nocellara del Belice) perché non si raggiungeva il livello minimo di steroli richiesto dalla legge. Tutto questo in un momento in cui la richiesta del mercato si orienta sempre più verso oli di oliva monovarietali. Il provvedimento deciso dalla sessione plenaria del COI rappresenta quindi un traguardo che tutela il patrimonio identitario delle varietà italiane e un segnale importante in un momento di particolare difficoltà del comparto.
Lollobrigida, proprietà dei nostri oli non sono un'anomalia
Ha espresso apprezzamento per la decisione anche il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. "Le proprietà delle nostre cultivar non sono un'anomalia da correggere, ma l'espressione autentica della natura e del nostro territorio. La decisione del COI è un segnale positivo per tutto il nostro comparto oleicolo e afferma un principio fondamentale: la qualità delle nostre produzioni è un valore intrinseco che va tutelato al di là delle interpretazioni burocratiche. L'obiettivo del Ministero è salvaguardare il lavoro dei produttori, assicurando che le caratteristiche naturali dei nostri oli non vengano ostacolate ma valorizzate".