Manovra: per l’agricoltura 160 milioni per il credito d’imposta 4.0, gasolio agevolato e fisco più leggero
Palazzo Chigi
29 Ottobre 2026

La legge di bilancio 2027 licenziata dal Consiglio dei ministri rifinanzia con 160 milioni di euro il credito d’imposta Agricoltura 4.0, conferma le agevolazioni sul gasolio agricolo e proroga l’esenzione Irpef sui redditi dominicali e agrari. Sul tavolo ci sono anche risorse per la pesca e nuove aliquote agevolate su premi di produttività e rinnovi contrattuali.

Una delle misure principali per il settore primario è il rifinanziamento del credito d’imposta Agricoltura 4.0: lo stanziamento di 160 milioni di euro servirà a finanziare gli investimenti tecnologici delle imprese agricole. L’intervento, di durata biennale, sostiene l’acquisto di macchinari innovativi, tecnologie digitali e strumenti di agricoltura di precisione. Dopo un 2026 in cui l’incentivo, pur previsto sulla carta, è rimasto di fatto inoperativo, il provvedimento prova a rimettere in moto la spesa per l’innovazione in campo.

Fortemente attesa la conferma delle agevolazioni sul gasolio agricolo che valgono complessivamente un miliardo di euro. Prorogata al 2027 anche la

detassazione ai fini Irpef dei redditi dominicali e agrari dei terreni di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, già in vigore per il 2026. Completano il quadro la tassazione all’1% sui premi di produttività e il regime agevolato al 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali.

Il capitolo pesca prevede 100 milioni di euro nel biennio 2027-2028 per l’ammodernamento della flotta peschereccia italiana. Interviene inoltre sulla Cisoa, che diventa l’ammortizzatore sociale unico del comparto.

Coldiretti, digitalizzazione per contenere

Coldiretti esprime soddisfazione per una manovra che, a suo giudizio, recepisce le proposte dell’organizzazione e arriva in una fase internazionale complessa. Il rifinanziamento del credito 4.0 viene letto come una spinta alla digitalizzazione per contenere costi e consumo di risorse, affrontare gli effetti del cambiamento climatico e proteggere redditi e salute dei cittadini. L’organizzazione cita il primo censimento europeo sulla maturità digitale in agricoltura del Polo digitale di Coldiretti Next: quasi 8 aziende agricole italiane su dieci sono pronte a investire in innovazione.

Secondo Coldiretti, la natura biennale della misura consente alle imprese di programmare gli investimenti con maggiore sicurezza, in un contesto in cui il caro energia ha ridotto i margini di intervento. La proroga dell’esenzione Irpef è vista come garanzia di continuità per un regime che sostiene redditività e capacità di investimento, mentre per la pesca l’associazione parla di segnale concreto di attenzione verso un settore strategico.

Confagricoltura, misure nella giusta direzione

Anche Confagricoltura giudica le misure per il settore primario nella giusta direzione, in un quadro di crisi su più fronti segnato dall’aumento dei costi energetici per le persistenti tensioni sui mercati internazionali. Per l’organizzazione, gli interventi aiutano le imprese ad affrontare le difficoltà e a continuare a investire. Giudizio positivo sulla proroga dell’esenzione Irpef, sul credito d’imposta 4.0 e sul fisco agevolato per premi di produttività e rinnovi contrattuali.

Federacma soddisfatta a metà

Più cauta la posizione di Federacma, la federazione Confcommercio dei servizi e del commercio di macchine agricole, operatrici e da giardinaggio. Il presidente Andrea Borio riconosce al ministro Lollobrigida di aver mantenuto la promessa, ma parla di una risposta ancora insufficiente per un comparto che deve recuperare quasi un intero anno di fatturato dopo dieci mesi di sostanziale paralisi degli investimenti. Il blocco del 2026 ha congelato numerose decisioni di acquisto e aggravato le difficoltà finanziarie di concessionari e costruttori.

Secondo Federacma, con un’aliquota del credito d’imposta del 40%, i 160 milioni potrebbero attivare circa 400 milioni di euro di investimenti, una cifra che rischia però di esaurirsi in pochi mesi a fronte della domanda accumulata. Serve, secondo Borio, uno stanziamento più robusto per rinnovare un parco macchine nazionale ancora caratterizzato da mezzi obsoleti. Il rinnovo dei mezzi, sottolinea, è anche una leva per migliorare la sicurezza degli operatori e prevenire gli infortuni nelle campagne.

La priorità indicata da Federacma è rendere operativa la misura senza ulteriori ritardi burocratici: occorre chiarire subito le regole di accesso e trovare una soluzione che permetta di chiudere i contratti e sbloccare gli investimenti già programmati. Per molte aziende, concludere le operazioni entro fine anno può fare la differenza tra salvare il bilancio e chiuderlo in perdita. Le difficoltà si ripercuotono sull’intera filiera, con imprese costruttrici già ricorse alla cassa integrazione e preoccupazioni crescenti per l’occupazione. Da qui l’auspicio che, nel corso dell’iter parlamentare, si individuino ulteriori risorse: senza un mercato stabile, avverte Borio, non c’è futuro né per la distribuzione né per l’industria italiana delle macchine agricole.