Fancy Food: Coldiretti, falso Made in Italy vale 42 miliardi
cibo italian sounding parmesan
29 Giugno 2026

L’Italian Sounding continua a rappresentare una delle principali minacce per il Made in Italy agroalimentare. Secondo un’analisi di Coldiretti, il fenomeno provoca un danno complessivo di 42 miliardi di euro, tra i 40 miliardi generati dai prodotti falsamente italiani realizzati negli Stati Uniti e altri 2 miliardi legati all’utilizzo della normativa sull’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, che consente di commercializzare come italiani prodotti ottenuti da materie prime straniere dopo una lavorazione minima.

L’analisi è stata presentata in occasione della giornata inaugurale del Summer Fancy Food di New York, dove Coldiretti ha allestito uno spazio espositivo dedicato alla denuncia delle contraffazioni alimentari e alla promozione delle eccellenze agroalimentari italiane.

I rischi dell’Italian Sounding

Secondo Coldiretti, il fenomeno non rappresenta soltanto un grave danno economico per gli agricoltori italiani e per l’export nazionale, ma costituisce

anche un problema per la salute dei consumatori, spesso indotti ad acquistare prodotti che richiamano l’Italia senza rispettarne gli standard qualitativi e produttivi.

Nel Coldiretti Theatre è stata allestita un’esposizione dedicata sia ai prodotti apertamente contraffatti, come il Parmesan o le imitazioni della mozzarella italiana, sia alle forme più insidiose di Italian Sounding consentite dall’attuale normativa europea sull’origine. Accanto alla denuncia delle frodi, Coldiretti ha presentato anche le eccellenze agroalimentari 100% italiane con il messaggio “I campioni del cibo sano”, promuovendo il ruolo della Dieta Mediterranea e degli alimenti naturali nella prevenzione delle malattie e contrapponendoli alla crescente diffusione dei cibi ultra-processati.

Come funziona l’inganno del codice doganale

Tra gli esempi illustrati da Coldiretti figurano: cosce di suino provenienti da Germania e Olanda che diventano prosciutti italiani dopo la sola salatura; triplo concentrato di pomodoro cinese diluito e commercializzato come passata italiana; olive tunisine trasformate in olio extravergine italiano attraverso le regole del traffico di perfezionamento attivo; latte tedesco o polacco utilizzato per produrre mozzarella confezionata con il tricolore. Secondo Coldiretti, questi meccanismi finiscono per alterare la concorrenza, penalizzare gli agricoltori italiani e generare confusione tra i consumatori.

Negli Stati Uniti cresce il mercato dei falsi prodotti italiani

Accanto ai prodotti trasformati in Europa, continua a crescere anche l’industria americana dell’Italian Sounding, che secondo Coldiretti vale circa 40 miliardi di euro. Sulla base dei dati dell’Usda, ogni anno negli Stati Uniti vengono prodotti: circa 222 milioni di chili di Parmesan; 170 milioni di chili di Provolone; 23 milioni di chili di Pecorino Romano; quasi 40 milioni di chili di altri formaggi ispirati alla tradizione italiana, come il Friulano; oltre 2 miliardi di chili di mozzarella. Complessivamente la produzione di formaggi “Italian style” sfiora i 2,7 miliardi di chili, concentrata soprattutto negli Stati del Wisconsin, della California e di New York, che rappresentano circa il 90% della produzione.

Anche salumi e vino nel mercato dei falsi

Il fenomeno dell’Italian Sounding interessa anche altri comparti simbolo del Made in Italy. Negli Stati Uniti vengono commercializzati falsi Prosciutti di Parma, San Daniele, Mortadella Bologna e Salame Milano, mentre nel settore vitivinicolo sono sempre più diffusi kit e preparati che permettono di riprodurre artificialmente alcune delle più note denominazioni italiane mediante l’impiego di polveri e aromi. Per Coldiretti è necessario rafforzare la tutela dell’origine dei prodotti e garantire ai consumatori strumenti chiari per distinguere le autentiche produzioni italiane dalle imitazioni.