Direttiva RED IV: Farm Europe, gli agricoltori europei devono diventare fornitori di energia
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3 Luglio 2026

Sbloccare il potenziale delle colture Ue sostenibili – che non richiedono alcuna deforestazione - nella futura Direttiva sulle Energie Rinnovabili (RED IV) che riguarderà il post-2030. E valorizzare il ruolo degli agricoltori del continente, che devono diventare veri e propri fornitori di energia. È l’appello alla Commissione Europea che ha lanciato Farm Europe, il think tank che punta a stimolare il dibattito su agricoltura e economia rurale.

Agricoltura e clima non sono in conflitto

L'organizzazione, nel corso di un'audizione di fronte alla DG ENER che sta portando avanti i lavori preparatori, denuncia le contraddizioni di un sistema che negli ultimi 25 anni ha sostituito solo il 10% dell'energia proveniente dai combustibili fossili e utilizzata nei trasporti, e che adesso intende colmare il restante 90% nello steso lasso di tempo. Un ritmo di cambiamento circa dodici volte più veloce di quanto realizzato finora. Per Farm Europe, un obiettivo così ambizioso non può essere raggiunto senza valorizzare una

risorsa rimasta finora ai margini delle strategie europee, appunto gli agricoltori.

Secondo Luc Vernet, Segretario Generale di Farm Europe, l'Europa non deve scegliere tra clima, sicurezza alimentare e agricoltori. "L'Europa non deve scegliere tra il proprio clima, la propria sicurezza alimentare e i propri agricoltori", ha dichiarato Vernet, "ma deve scegliere tra l'agricoltura e l'abbandono delle terre qui in Europa, e tra colture UE sostenibili e a deforestazione zero e importazioni fortemente deforestanti e spesso etichettate in modo scorretto”. La questione insomma è più ampia, e riguarda la sovranità produttiva e la coerenza normativa.

Le frodi sui biocarburanti avanzati

Uno dei nodi centrali sollevati da Farm Europe riguarda i progressi apparenti dell'Unione Europea nella transizione energetica dei trasporti, ottenuti in parte solo sulla carta, attraverso moltiplicatori statistici e importazioni fraudolente.

Tra il 2017 e il 2023 le importazioni di biocarburanti "avanzati" appartenenti all'Allegato IX provenienti dalla Cina sono aumentate di sette volte, passando da 400.000 a circa 3 milioni di tonnellate. Si sospetta tuttavia che una quota rilevante di questi volumi sia stata etichettata in modo scorretto, alimentando un fenomeno di frode su larga scala che ha penalizzato gli agricoltori europei, le raffinerie e gli investimenti nel settore, distorcendo al tempo stesso la percezione reale dei risultati raggiunti dall'UE sul fronte della decarbonizzazione.

Innalzare al 10% il tetto per le colture mangimistiche

Per rispondere a queste criticità, Farm Europe chiede che il limite previsto per l'uso di colture alimentari e destinate ai mangimi venga innalzato progressivamente, attraverso una revisione mirata della RED III e della futura RED IV, fino al 10%.

La proposta si concentra in particolare sulle colture a deforestazione zero che rispettano già gli standard di sostenibilità previsti dalla Politica Agricola Comune (PAC). Un obiettivo del 10%, oltre a potenziare la produzione di biocarburanti convenzionali e avanzati, sia liquidi che gassosi, genererebbe tra 30 e 35 milioni di tonnellate aggiuntive di co-prodotti ricchi di proteine, riducendo la dipendenza europea da prodotti importati legati alla deforestazione, rafforzando la sovranità proteica del continente e fornendo la base industriale necessaria affinché i biocarburanti avanzati possano finalmente raggiungere una scala produttiva significativa.

I terreni a rischio abbandono

Farm Europe fa leva anche sul dato allarmante sullo stato dei terreni coltivati in Europa. Nell'ultimo decennio la superficie destinata a cereali nell'UE si è ridotta di circa 5 milioni di ettari, mentre il Centro Comune di Ricerca (JRC) stima che altri 20 milioni di ettari siano oggi a rischio di abbandono.

Per centrare gli obiettivi climatici e di bioeconomia fissati per il 2050, tuttavia, l'UE avrà bisogno di circa 260 milioni di tonnellate aggiuntive di biomassa agricola, un incremento di circa il 25%. Un livello che può raggiungere solo grazie all'innovazione e al recupero di terreni oggi non sfruttati a fini produttivi sostenibili.

Revisione del Regolamento 2022/996

Farm Europe chiede inoltre che la revisione in corso del Regolamento di Esecuzione (UE) 2022/996 diventi uno strumento efficace nella lotta alle frodi legate all'Allegato IX, e che la definizione di colture intermedie venga formulata in modo pertinente per gli agricoltori europei. In particolare, l'organizzazione propone di escludere chiaramente dal campo di applicazione le aree tropicali e sub-tropicali, fino a quando le condizioni agro-climatiche di queste regioni, strutturalmente capaci di produrre più di un raccolto all'anno, non permetteranno una definizione solida e coerente di coltura intermedia.

L’Ue deve saper creare le condizioni

"La domanda non è più se l'agricoltura europea e le bioraffinerie possano contribuire alla transizione", ha concluso Vernet. "È se il quadro normativo creerà finalmente le condizioni perché ciò avvenga”. Una sfida che, secondo l'organizzazione, si giocherà nei prossimi mesi di negoziato sulla Direttiva sulle Energie Rinnovabili post-2030, e che potrebbe ridefinire il ruolo degli agricoltori europei all'interno della strategia energetica dell'Unione.