ColtivaItalia: via libera definitvo al piano da 1,1 miliardi per l’agricoltura
Coltivaitalia
4 Novembre 2026

"Oggi il Senato della Repubblica ha approvato senza nessun voto contrario il Coltivaitalia, una proposta che avevo presentato nel 2025: oltre 1 miliardo e 100 milioni di euro per interventi destinati a rafforzare il mondo agricolo italiano, renderlo più forte in termini strutturali, intervenire sulle criticità e aiutare l’Italia a essere garantita nelle sue produzioni di alta qualità e poterle mettere a disposizione dei suoi cittadini e del mondo". Con queste parole il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha commentato il via libera definitivo al provvedimento.

Il testo prevede interventi per 1.184,3 milioni di euro e punta a rafforzare il settore, sostenere le filiere strategiche e accompagnare sviluppo e competitività delle imprese agricole. "Un risultato importante", ha sottolineato ancora il Ministro, che dimostra come "anche in un clima di forte confronto politico, sia possibile trovare una convergenza su un settore fondamentale per l’economia italiana, la sicurezza alimentare e la tutela del territorio".

Filiere strategiche e sovranità alimentare

Il primo pilastro del ddl riguarda la riduzione dei rischi legati agli approvvigionamenti alimentari. L’obiettivo è favorire la disponibilità di cibo di qualità a costi accessibili e sostenere le filiere in difficoltà, con ricadute su produzione, export, ricchezza e lavoro.

Alle filiere strategiche vanno 300 milioni di euro di investimenti, destinati all’approvvigionamento di prodotti agricoli, al rafforzamento delle filiere locali, alla competitività delle imprese, alle colture di interesse strategico e all’allevamento di vitelli autoctoni. Il Fondo Sovranità alimentare viene rifinanziato con 70 milioni di euro a favore dei comparti in difficoltà, come grano tenero, orzo, mais e proteine vegetali.

Per la filiera cerealicola sono previsti 10 milioni di euro per i contratti di filiera del frumento. Gli accordi da 3 a 5 anni potranno contare su un credito d’imposta dal 20% al 40%, con l’obiettivo di garantire agli agricoltori prezzi certi e redditi più stabili.

Ad allevamento e olivicoltura, 600 milioni

Altri 300 milioni sono dedicati al programma Allevamento Italia, pensato per ridurre la dipendenza dalle importazioni e rafforzare la produzione nazionale di carne bovina e la linea vacca-vitello. Durante l’esame parlamentare gli interventi sono stati estesi anche alle strutture allevatoriali.

Pari somma, 300 milioni di euro, è destinata al settore olivicolo e alle azioni del nuovo Piano olivicolo nazionale 2026-2030. Le risorse sosterranno le imprese nel contrasto alle fitopatie e nel rilancio del comparto. Il testo introduce anche una tutela specifica per il paesaggio: viene vietato espiantare ulivi destinati a produzioni DOP e IGP per realizzare impianti fotovoltaici o eolici, salvo reimpianto nello stesso sito o in aree vicine.

La spinta al ricambio generazionale

Un capitolo importante del piano è dedicato ai giovani e alle donne in agricoltura. Per facilitare l’accesso al credito e sostenere l’imprenditoria agricola giovanile e femminile sono stanziati 150 milioni di euro, ripartiti per il 65% in mutui e per il 35% in contributi a fondo perduto.

Sul fronte dei terreni, ISMEA metterà a disposizione 8.417 ettari in comodato d’uso gratuito per 10 anni ai giovani tra i 18 e i 41 anni, con la possibilità di acquisto finale al 50% del valore iniziale. Nasce inoltre la Banca comunale delle terre: i Comuni potranno censire e rendere disponibili i terreni inutilizzati, favorendo il recupero produttivo, il contrasto allo spopolamento e la prevenzione del dissesto idrogeologico.

Innovazione tecnologica e ricerca in agricoltura

Il ddl rafforza ricerca, digitalizzazione e innovazione per modernizzare l’agricoltura e renderla più competitiva. Il CREA assumerà 50 nuove unità di personale dedicate alla ricerca. Saranno inoltre sostenute le aziende agricole sperimentali del CREA e degli Istituti agrari, con investimenti in agromeccanica di precisione, intelligenza artificiale, sensoristica all’avanguardia e meccatronica.

Le misure emergenziali

Per fronteggiare le emergenze fitosanitarie e zootecniche il provvedimento istituisce il Commissario straordinario nazionale per la Xylella, in carica fino al 31 dicembre 2028. Avrà il compito di coordinare autorità locali, ricerca scientifica e interventi urgenti contro la diffusione della fitopatia, supportato da una struttura di 5 unità e da 3 sub-commissari, con uno stanziamento di 3 milioni di euro.

Il piano prevede poi una moratoria dei mutui a sostegno della sostenibilità economica delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura colpite da epizoozie e fitopatie nel corso del 2025.

Sul fronte della peste suina africana, un milione di euro è destinato a prevenzione, biosicurezza e sostegno alle imprese per la tutela di allevamenti e filiere, mentre altri 3 milioni vanno alle imprese della macellazione. Gli interventi finanziati comprendono biosicurezza e sorveglianza, tra cui recinzioni e strutture temporanee per limitare gli spostamenti dei cinghiali, oltre ai sostegni alle imprese della filiera suinicola per il congelamento e lo stoccaggio delle carni provenienti dalle aree soggette a restrizioni.

Difesa del Made in Italy

Il ddl rafforza controlli, trasparenza e strumenti a tutela dell’autenticità dei prodotti agroalimentari. In materia di pratiche sleali, l’Autorità di controllo potrà emettere una diffida per le violazioni sanabili: l’azienda avrà 60 giorni per regolarizzare la propria posizione e potrà chiudere il procedimento pagando una sanzione ridotta, pari a un terzo del minimo previsto dalla legge.

Sul versante dei prodotti ittici, 1,79 milioni di euro servono a potenziare la verifica dei certificati di cattura sulle importazioni e il Nucleo Centrale Pesca Marittima, composto da 20 militari della Guardia Costiera. Altri 0,65 milioni finanziano la banca dati nazionale dei profili analitici di autenticità, strumento pensato per verificare origine geografica, varietale e compositiva degli alimenti.

Il testo interviene anche sulla raccolta dei tartufi nelle aziende faunistico-venatorie e agrituristico-venatorie, attribuendo ai gestori la possibilità di regolamentarne modalità e condizioni, con sanzioni specifiche per le violazioni. Infine, a tutela della produzione nazionale, il termine "aceto" potrà essere usato solo se il prodotto deriva da materie prime agricole, non di sintesi, e l’indicazione dovrà essere seguita dalla materia agricola di origine, nella forma "aceto di…".

Ospitalità rurale e semplificazione amministrativa

Al turismo del vino e dell’olio sono destinati 9,2 milioni di euro. L’ospitalità entra a pieno titolo tra le attività che le aziende agricole possono offrire nell’ambito dell’enoturismo e dell’oleoturismo nelle aree rurali, aprendo nuove opportunità di diversificazione del reddito.

Chiude il provvedimento un pacchetto di semplificazione, pensato per ridurre i tempi burocratici, agevolare l’attività delle imprese e facilitare l’accesso ai fondi pubblici. Tra le novità, le istruttorie dei Centri autorizzati di assistenza agricola (CAA) diventeranno immediatamente esecutive per le pratiche prive di valutazioni discrezionali, garantendo un’attuazione più rapida ed efficiente degli interventi.