Agrifish: la Pac post-2027 entra nella fase decisiva
Lollobrigida Agrifish
29 Settembre 2026

Il punto sulla Pac post-2027, la difficile situazione dei mercati agricoli aggravata dalla guerra in Ucraina e dalla siccità estiva, e la questione dei fertilizzanti. Sono i temi principali che ha affrontato l'ultimo Agrifish, il Consiglio dell'Ue foirmatio dai ministri di Agricoltura e pesca. Sulla Pac in particolare, il Consiglio non ha espresso nessuna posizione formale, ma la presidenza irlandese punta a un orientamento parziale nella riunione del 26-27 ottobre 2026. L'Italia intanto avanza la richiesta di attivare la riserva agricola per l'olio d'oliva.

Passi avanti sulla Pac post-2027

I ministri hanno esaminato i progressi compiuti finora sul regolamento della politica agricola comune dopo il 2027 e hanno fornito ulteriori indicazioni politiche sulle questioni ancora aperte. Non si è trattato di una decisione formale: la riunione ha offerto una guida per la fase successiva del negoziato, con il lavoro tecnico che proseguirà su questa base.

"Questa riunione ci ha avvicinato ulteriormente alla definizione di una PAC adeguata al futuro" ha commentato il ministro irlandese dell'Agricoltura, Martin Heydon. "Gli agricoltori hanno bisogno di una politica che garantisca stabilità e un reddito equo, offrendo loro al contempo la flessibilità e il supporto necessari per affrontare le sfide future. Abbiamo fornito chiare indicazioni politiche sulle questioni ancora aperte e continueremo a lavorare intensamente per trovare un terreno comune e presentare un orientamento generale parziale del Consiglio a ottobre".

I ministri hanno accolto con favore l'equilibrio raggiunto tra la necessità di fissare delle regole comuni europee e quella di assicurare flessibilità agli Stati mebri per adeguare le misure ai differenti contesti. Le richieste emerse riguardano innanzitutto regole più semplici, per alleggerire il carico amministrativo sia sugli agricoltori sia sulle amministrazioni nazionali. Si è chiesta inoltre maggiore flessibilità sulle disposizioni relative a degressività dei pagamenti diretti e capping, temi che vengono affrontati nel contesto della cosiddetta scatola negoziale del quadro finanziario pluriennale (Qfp). Diversi ministri hanno poi sollecitato un ulteriore affinamento delle definizioni di agricoltore e agricoltore attivo, oltre a chiarimenti sulla transizione tra l'attuale bilancio a lungo termine dell'Ue e il nuovo periodo.

Segnali di stabilizzazione, ma i costi restano alti

Nella discussione sulla situazione del mercato, i ministri hanno esaminato le sfide del settore agricolo europeo, in particolare nel contesto dell'aggressione russa contro l'Ucraina. La prima parte del confronto si è svolta alla presenza del ministro ucraino della Politica agraria e dell'Alimentazione, Taras Vysotskyi. Il Consiglio ha accolto l'opportunità di ascoltare direttamente la situazione nel Paese e i ministri hanno ribadito l'importanza di continuare a sostenere l'Ucraina e i suoi agricoltori.

Alcuni ministri hanno rilevato un lieve miglioramento o una stabilizzazione dei mercati nel complesso. Molti hanno però ricordato le difficoltà degli agricoltori: costi di input e di produzione elevati, soprattutto per fertilizzanti ed energia, e prezzi alla produzione più bassi, che comprimono i margini di profitto.

Misure mirate contro siccità ed eventi estremi

Nel corso dell'Agrifish si è discusso anche dell'impatto delle ondate di calore estive e delle conseguenti condizioni di grave siccità in diversi Stati membri, che hanno inciso su volumi e qualità delle produzioni. L'obiettivo è mettere a punto possibili misure mirate per aiutare gli agricoltori ad affrontare gli effetti della siccità, sia nel breve sia nel lungo periodo. Il Consiglio ha inoltre valutato come adattare ulteriormente le pratiche agricole e le strategie di gestione dell'acqua per proteggere meglio il settore dagli eventi meteorologici estremi. Per quanto riaguarda questa problematica, tuttavia, non sono emerse decisioni definitive.

Fertilizzanti: il piano d'azione della Commissione

Durante un pranzo informale, i ministri si sono concentrati sugli aspetti di medio e lungo periodo del piano d'azione della Commissione europea sui fertilizzanti, pubblicato il 19 maggio 2026. Il piano punta a migliorare accessibilità economica e disponibilità dei fertilizzanti nel breve termine, a rafforzare autonomia strategica e resilienza interna dell'Ue nel medio-lungo periodo e a incrementare trasparenza e dialogo lungo la filiera.

Alcune misure immediate sono già state attuate: l'aumento della riserva agricola per il 2026, l'adozione di un regolamento che istituisce un nuovo regime di liquidità per gli agricoltori con maggiore flessibilità sugli anticipi dei pagamenti, e la possibilità per gli Stati membri di modificare le dotazioni dei pagamenti diretti per il 2027. I ministri hanno accolto favorevolmente il piano e discusso le azioni prioritarie per garantire disponibilità e prezzi accessibili dei fertilizzanti, con la resilienza del settore di fronte a crisi e sviluppi geopolitici come filo conduttore dell'intero dibattito.

L'Italia chiede di attivare la riserva agricola per l'olio d'oliva

Tra i punti diversi dell'ordine del giorno, l'Italia ha chiesto di attivare i fondi della riserva agricola dell'Unione europea per finanziare misure eccezionali contro le gravi perturbazioni del mercato dell'olio d'oliva e fornire un rapido sostegno agli operatori del settore. La richiesta è contenuta in una nota informativa della delegazione italiana, trasmessa dal Segretariato generale del Consiglio.

Alla base della richiesta il quadro di crescente difficoltà che sta affrontando il settore. Dopo i livelli eccezionalmente alti del biennio 2023-2024, dagli ultimi mesi del 2025 le quotazioni dell'extravergine italiano hanno iniziato una marcata flessione e il trend è uleriormente peggiorato nel 2026: in alcune importanti aree produttive il calo supera il 50%. Gli operatori segnalano prezzi poco remunerativi e crescenti difficoltà di liquidità, in un contesto aggravato dai maggiori costi di energia, carburanti e fertilizzanti legati alla crisi in Medio Oriente.

A pesare è anche l'aumento delle scorte. In Italia le giacenze rilevate a luglio 2026 ammontavano a circa 233mila tonnellate, contro le circa 162mila di luglio 2025, con una crescita di oltre il 40%. A livello europeo, le giacenze di fine campagna 2025/26 sono stimate in circa 420mila tonnellate, in aumento rispetto alle campagne precedenti: un accumulo che, secondo Roma, indica la difficoltà del mercato ad assorbire l'offerta e aumenta la pressione sui prezzi.

L'Italia sottolinea infine l'urgenza legata all'imminente avvio della campagna olearia 2026/27. La nuova produzione arriverà infatti su un mercato con quantitativi rilevanti ancora invenduti e prezzi molto ridimensionati. Un ulteriore aumento dell'offerta potrebbe accentuare il ribasso e comprimere i margini delle imprese olivicole proprio mentre devono sostenere i costi della nuova raccolta.