Si è aperto oggi a Lussemburgo l'Agrifish, il tavolo che riunisce i ministri dell'Agricoltura e della Pesca dei Paesi membri. L'appuntamento si divide su due giornate e affronta una serie di temi strategici per il settore: dalla nuova Politica Agricola Comune post-2027 alla sostenibilità della pesca, passando per l'analisi dei mercati e la spinosa questione del caro fertilizzanti. E su molti di questi temi - a iniziare dai fertilizzanti - il confronto è già serrato. L'Italia è rappresentata dal sottosegretario all'Agricoltura Luigi D'Eramo.
Pesca sostenibile
La giornata di oggi è dedicata al tema della pesca sostenibile, anche in relazione alle risorse che saranno messe a disposizione dal prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Il commissario europeo Costas Kadis ha anticipato che verranno avviate le discussioni sulle quote di pesca per la nuova stagione, sottolineando l'ambizione di lungo periodo che guida il lavoro dell'esecutivo comunitario: garantire al comparto ittico europeo una
prospettiva di resilienza e sostenibilità non limitata ai prossimi anni, ma proiettata verso i decenni futuri.
La nuova PAC post-2027
La seconda giornata dei lavori sarà invece interamente incentrata sulla nuova Politica Agricola Comune, con al centro il delicato equilibrio tra la flessibilità da riconoscere ai singoli Stati membri e la necessità di perseguire obiettivi condivisi a livello europeo. Sul tavolo c'è anche l'adozione formale della proposta di modifica dei piani strategici della PAC, una delle misure messe in campo dalla Commissione europea per contrastare l'impatto del caro energia sull'agricoltura continentale.
I ministri discuteranno inoltre della situazione dei mercati agricoli e delle sfide strutturali che il settore deve affrontare, con uno sguardo particolare agli effetti dei conflitti in Medio Oriente e in Ucraina sulle filiere produttive europee. A questo confronto parteciperà anche Taras Kachka, vicepremier ucraino per l'integrazione europea ed euro-atlantica, a testimonianza del rilievo geopolitico che ha assunto la sicurezza alimentare nel contesto delle attuali tensioni internazionali.
Caro fertilizzanti
Tra i nodi più urgenti all'ordine del giorno c'è l'impennata dei prezzi dei fertilizzanti, direttamente riconducibile alla guerra in Iran e alla chiusura dello Stretto di Hormuz, che ha pesantemente compromesso le rotte commerciali di approvvigionamento. Su questo fronte le posizioni di alcuni governi nazionali sembrano distanti da quelle espresse finora dalla Commissione europea.
A farsi portavoce di una critica netta è stato il ministro spagnolo per l'Agricoltura, Luis Planas Puchades, che all'arrivo al Consiglio ha dichiarato: "La Commissione europea ha presentato una proposta che, francamente, sembra del tutto insufficiente: si limuta soltanto a riallocare o riutilizzare i fondi del Feasr che non sono stati utilizzati, senza individuare nuove risorse fresche a sostegno di agricoltori e allevatori."
Per il titolare del dicastero agricolo di Madrid, il nodo dei fertilizzanti è tutt'altro che in via di risoluzione. Anche nell'ipotesi in cui l'accordo tra Stati Uniti e Iran venisse rispettato, secondo Planas Puchades "sarebbero comunque necessarie settimane, se non mesi, prima di tornare a prezzi nella norma". Per questo, "Insisteremo affinché Bruxelles adotti misure concrete che permettano di mantenere le quantità di elementi nutritivi a livelli adeguati e, di riflesso, di tutelare la produzione agroalimentare europea."